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Ci sono costruttori entrati nell'immaginario collettivo, alcuni per il blasone del marchio, altri per la grande diffusione e per la presenza pluridecennale. A quest'ultima categoria appartiene la russa Zenit, che iniziò la propria affascinante storia in pieno stalinismo, per arrivare ai tempi attuali. Forse anche le reflex Zenit non sono sfuggite alle ferree leggi della globalizzazione, o per meglio dire nel mondo fotografico alla "giapponesizzazione", ma per gli appassionati veri i valori autentici restano e sono quelli di robustezza, affidabilità e intelligente semplicità, tipici delle fotocamere moscovite. In questo articolo percorriamo la storia Zenit dagli inizi alle soglie del II Conflitto Mondiale, fino ai tempi attuali, pensiamo ne valga la pena perchè le Zenit sono apprezzate da collezionisti, fotoamatori in cerca di fotocamere "autentiche ", scevre dalle forzature tecnologiche attuali e anche dai neofiti per le buone caratteristiche, l'affidabilità, la facilità d'uso e i prezzi veramente imbattibili. A noi delle Zenit, soprattutto di quelle anni '80, affascina la purezza concettuale, intesa come oggetti belli, durevoli e fatti per realizzare fotografia nella sua essenza, veri monumenti al piacere di fotografare. UN PIACEVOLE INCONTRO CON LA ZENIT 15M
Siamo
stati contattati da Renato Trevisan, un appassionato di fotografia, che ha
trovato casualmente una Zenit 15M, una fotocamera reflex corredata da
obiettivo HELIOS 44M-6 58mm f2, con innesto a vite M42 e filettatura porta
filtri da 52 mm, il diaframma ha valore di apertura massima f2 e minima
f22, distanza minima di messa a fuoco 50 cm, messa a fuoco con lente di
Fresnel. A queste note tecniche abbiamo voluto abbinare le immagini di questa bella reflex, inviateci dal buon Renato, sono esemplificative della filosofia Zenit, dove metallo, sostanza e affidabilità a tutta prova sono i protagonisti. Potete vedere le immagini della Zenit 15M cliccando sul pulsante sotto. ZENIT, IL MITO NATO ALL'OMBRA DELLO STALINISMO
Il logo sopra è della Zenit così come la KMZ, casa madre, lo concepì in piena II Guerra Mondiale. A distanza di sessanta anni, i caratteri cirillici hanno lasciato il posto a quelli occidentali e le Zenit attuali sono molto diverse, da come erano solo pochi anni fa. Lungi da noi le nostalgie geopolitiche, ci rimangono eccome quelle per le Zenit "da combattimento" (fotografico si intende) che furono. Questo articolo parte dall'essenza vera della tradizione Zenit, per arrivare a comprendere meglio come si è arrivati alle reflex attuali, figlie di una Russia sempre meno madre e sempre più globalizzata. KMZ, Krasnogorski Mechanicheskii Zavod o Krasnogorsk Mechanical Factory, fu la fabbrica delle fotocamere a telemetro Zorki e attualmente delle fotocamere Zenit. La KMZ iniziò la sua attività durante la Seconda Guerra Mondiale nel Febbraio 1942, allora era una piccola officina alla periferia di Mosca, e naturalmente l'attività era interamente dedicata all'Armata Rossa, cui forniva equipaggiamenti e strumenti ottici, il primo prodotto fu un incredibile "fucile foto-ottico" il Fotosnaiper KMZ FS-2.
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Sul
fusto ligneo di un fucile, provvisto di grilletto con funzione di pulsante
di scatto, furono montati: Zenit FS-122
FOTOSNAIPER CLIC SULL'IMMAGINE
PER INGRANDIRE
(CLIC ON PHOTO FOR ZOOM IT) Il 1951 fu l'anno della svolta, con il marchio Zenit ebbe inizio la produzione di fotocamere reflex, si può dire che la fotocamera del 1951 denominata Zenit 1, fu una delle prime SLR (Single Lens Reflex) e con questa sigla vengono ancora oggi definite tutte le fotocamere con pentaprisma per visione reflex. Seguirono negli anni '60 la Zenit E, una delle più popolari reflex del mondo (a livello automobilistico la si può paragonare alla Volkswagen Maggiolino), negli anni '70 la Zenit TTL, prima reflex russa con esposimetro TTL. La metà degli anni '80 segnò con la Zenit Automat, il passaggio dall'attacco tradizionale a vite M42 per gli obiettivi, alla baionetta K, una vera svolta epocale in grado di dare accesso alle fotocamere Zenit, a un parco ottiche sterminato, prodotto negli anni in tutto il mondo. Le Zenit attuali non sfuggono alla globalizzazione imperante, almeno esteticamente ricordano molto le giapponesi di qualche anno fa, ma il mercato chiede e anche la Zenit deve rispondere con modelli adeguati, anche se i seguaci della tradizione continuano a preferire i "carri armati" da 1 KG, ottica esclusa, tutte metallo e sostanza tipiche della produzione nella defunta era sovietica.
CRONOLOGIA DELLE FOTOCAMERE ZENIT Con
attacco a vite M39 Nella
pagina seguente le Zenit storiche e quelle attuali
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