Molte telemetro giapponesi furono copie perfezionate delle Leica e Contax, ma alcune assolutamente originali e innovative  

                         CANON
La Canon ha iniziato fin dagli anni '50, la produzione di fotocamere a telemetro ispirate alle Leica, con innesto obiettivi a vite identico alle tedesche, ai modelli contrassegnati con numeri romani III, IV seguirono la V e la L (intesa come lettera, non numero romano), con corpo macchina un p pi importante nelle dimensioni e stilisticamente moderno, con dorso apribile incernierato e base ottica del telemetro allargata. Segu il modello VI con miglioramenti all'otturatore, con tutti i tempi selezionabili da ghiera, senza la ghiera separata per tempi lenti stile Leica. Nel mirino erano presenti le cornicette di controllo per obiettivi 35-50-100mm.

La Canon P era ispirata alle Leica anni '50, con innesto a vite M39, fu in patria una delle telemetro pi vendute, qui con esposimetro al selenio esterno.

La Canon P era una versione economica e semplificata della VI, la P fu un grande successo di vendite e da molti addirittura considerata migliore della sua sorella maggiore, era ben costruita avendone la stessa base, con lo stesso otturatore, unica differenza il mirino semplificato senza cornicette, ma questo specie con obiettivo 50mm era irrilevante.
L'ultima Canon a telemetro fu la
Canon 7, molto pi voluminosa e pesante delle sue antesignane, a causa della meccanica pi robusta e complessa e del selettore per le cornicette sulla calotta, per obiettivi 35, 50, 85, 100 o 135mm con indicazione nel mirino. Montava obiettivi a vite 39mm di tipo Leica, oppure con flangia a baionetta esterna, un super luminoso 50mm f0,95 (record di luminosit imbattuto).

Alla fine degli anni '50 comparve la Canon 7, anche stilisticamente un feeling "teutonico", questa con il superluminoso 50mm f0,95 innesto M. 

La Canon 7 aveva un esposimetro al selenio, ma stranamente era sprovvista di slitta porta accessori, che invece fu poi fornita di serie negli ultimi aggiornamenti, insieme all'esposimetro al CdS (un modello molto raro oggi per i collezionisti).
Un ulteriore contributo ci viene dal nostro amico
Altair, con la simpatica e meccanica CANONET del 1961.
                             

                         MINOLTA
La Minolta 35, i cui primi esemplari risalgono al 1950, fu un clone delle Leica II e III di cui replicarono oltre all'innesto a vite M39, anche la meccanica interna e il selettore separato sul frontale per i tempi lenti. L'otturatore, a tendine orizzontali in acciaio inox con tempi fino a 1/500 + posa B.

La Minolta 35, prodotta negli anni '50, era copia conforme delle Leica II e III, innesto a vite M39 e selettore sul frontale per tempi lenti, aveva il correttore diottrico sull'oculare e autoscatto con due tempi di ritardo.

L'otturatore sempre stato, per la sua fragilit, il punto debole di questa fotocamera. Ma definirla una scadente replica delle Leica, sarebbe semplicistico e ingeneroso, al tempo della sua comparsa disponeva gi di un correttore diottrico dell'oculare, la costruzione in metallo di ottima fattura e ancora oggi, otturatore permettendo, un'ottima succedanea delle Leica pre serie M. A partire dal modello II del '53, il fotogramma pass allo standard Leica 24X36, mentre i modelli precedenti adottavano un inusuale 24X32, l'obiettivo standard era un Rokkor 45mm f2,8. Ulteriore raffinatezza era l'autoscatto con due posizioni di ritardo selezionabili. Secondo noi per chi voglia un secondo corpo macchina, da usare con gli obiettivi L39 a vite, se l'otturatore funzionante, ancora oggi la Minolta 35 un buon acquisto, considerando le quotazioni non astronomiche, sicuramente inferiori alle Leica d'epoca.

                                       NIKON
La Nikon per le sue fotocamere a telemetro sempre stata fedele allo standard Contax, innesti ottiche compresi, cui del resto le sue S del 1950, S2, SP ed S3 si ispiravano. La S2 che fu la seconda della serie, fu immessa sul mercato nel 1954 e appariva come una fotocamera dalle dimensioni e peso notevoli per una telemetro, con i suoi 700g obiettivo escluso. L'otturatore a lamelle sul piano focale aveva tempi da 1 a 1/1000 sec + posa B e T, era una delle telemetro pi sofisticate e costose allora in commercio.
Non poteva certo essere diversamente, essendo le telemetro Nikon chiaramente ispirate alla complessa Contax IIIc.

La preziosa replica della Nikon S3, ancora in listino Nikon, la pi Contax delle fotocamere nipponiche, perfino la rotella di messa a fuoco "di tipo Contax".

Ma il salto di qualit vero si verific con le Nikon SP ed S3 (versione semplificata, con telemetro meno sofisticato e pi leggera), la SP che esord nel 1957 e la S3, apparsa l'anno successivo, montavano a contorno dell'elegante carrozzeria in ottone cromato e della sofisticata meccanica, un avanzatissimo per l'epoca otturatore con tendine al titanio, sulla SP il telemetro forniva controllo inquadratura e parallasse per obiettivi 50/85/105/135 selezionabili. Oltre agli obiettivi Nikon, l'innesto di tipo Contax si adatta a varie ottiche Zeiss, tele esclusi. Abbiamo constatato con sorpresa, che attualmente sul mercato collezionistico le Nikon SP ed S3, sono super valutate con quotazioni dai 2000 ai 4000 Euro! Non solo, attualmente la Nikon S3 in listino Nikon, si tratta di una edizione limitata e celebrativa ovviamente, la bella cifra per acquistarla di 7500 euro, obiettivo escluso ovviamente, un affaire per privilegiati collezionisti.

                                    YASHICA
Yashica un marchio giapponese ormai quasi scomparso, famoso per le sue reflex di alta qualit a prezzi abbordabili e assorbito dalla Contax, anch'essa da tempo propriet del gigante nipponico Kyocera. Quasi nessuno ormai ricorda che nel 1970, la telemetro Yashica Electro 35 fu la prima fotocamera al mondo a montare un otturatore elettronico, nei successivi modelli a quello originario, i problemi di conducibilit elettrica dei componenti elettromeccanici, furono risolti con una placcatura in oro degli stessi, al punto che fu soprannominata "The gold mechanica". Fu una fotocamera oltre che innovativa anche affidabile, al punto da essere ancora ricercata da collezionisti di tutto il mondo. L'obiettivo fisso da 45mm f1,7 (versione GSN), in varie versioni nei modelli che si sono succeduti per circa 10 anni, aveva la particolarit di poter montare degli aggiuntivi ottici, con moderati effetti tele e wide.

Questa Yashica Electro 35 del 1970. oltre ad essere una fotocamera innovativa e assolutamente originale, detiene un primato tecnologico, stata la prima al mondo a montare un otturatore elettronico. L'obiettivo fisso un 45mm f1.7 molto luminoso, in cui integrato l'otturatore centrale e pu essere dotato di aggiuntivi ottici.

Sulla Yashica Electro 35, abbiamo scritto un articolo con tutte le caratteristiche tecniche e le varie versioni, per vederlo cliccate sul pulsante sotto "The gold mechanica"

Questa Minolta CLE del 1980, considerata la regina delle telemetro giapponesi degli anni '80, innesto Leica M, manuale e automatica a priorit diaframmi. Per vedere le altre telemetro giapponesi dello stesso periodo cliccate sul pulsante sotto TELEMETRO GIAPPONESI ANNI '70-'80

     

Grazie ad Altair per il contributo sulla Canonet

 

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