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Gli
anglosassoni lo chiamano "crop", con il loro tipico gusto per la
semplificazione dei concetti, in italico idioma si chiama fattore di
moltiplicazione della focale. E' l'effetto di aumento apparente della
lunghezza focale, dovuto alle dimensioni inferiori dei sensori immagine
CCD-CMOS, rispetto al canonico formato 24X36. E' un pò come osservare il
mondo da dietro una lente di ingrandimento, al punto che i costruttori
hanno aguzzato l'ingegno, per ovviare al problema.
Sigma ha messo delle cornicette nel mirino della sua reflex SD10, a
delimitare il campo effettivamente inquadrato dall'obiettivo, più stretto
della scena vista nel mirino stesso. La Olympus per il suo E-1 System,
consistente nella reflex digitale E-1 e in una linea di obiettivi
appositamente progettata, ha scoperto una specie di uovo di Colombo, con
il sistema 4/3 e gli obiettivi dichiarati, anzi sbandierati, con raddoppio
della focale disponibile, rispetto a quella ottica reale (sulla reflex E-1
un 25 mm è un 50 mm, un 100 diventa un 200 e così via).
Ma la soluzione più ovvia, è stata la progettazione di obiettivi zoom,
con focale ultracorta, che riproducessero in equivalenza le focali degli
zoom standard su reflex a pellicola 35 mm.
La attuale situazione dei sensori CCD-CMOS, vede fattori di
moltiplicazione oscillanti da 1,3X a 1,7X. Questo comporta per i
fotografi, in possesso di obiettivi per reflex a pellicola, la fastidiosa
"metamorfosi" del proprio grandangolo in un quasi 50 mm, e in
generale del proprio corredo obiettivi a valori più "tele".
Nella figura in basso è spiegato il concetto per immagini, con la
"metamorfosi" delle focali risultante da un fattore di
moltiplicazione 1,5X (il più diffuso per le reflex digitali).

In figura
sopra il paragone fra le focali degli obiettivi su reflex a pellicola 35
mm, con gli angoli di campo in grigio, nella colonna
di immagini a sinistra. Nella colonna di destra il risultato di
moltiplicazione delle stesse focali, montate su reflex digitale con
fattore di moltiplicazione 1,5X. (documentazione Tamron)
Questo
ha determinato da parte dei costruttori "ufficiali", l'uscita di
reflex digitali, le cosiddette DSLR, corredate di obiettivi zoom a corta
focale equivalenti ai 28-80 delle reflex a pellicola. Ma ha anche
stimolato i produttori dei cosiddetti obiettivi universali, a proporre
ottimi zoom grandangolari, a prezzi inferiori e con qualità paragonabile,
a volte anche superiore rispetto agli "originali".
I nomi sono
ormai ben noti e molto apprezzati: Tamron, Sigma e Tokina, fanno ormai
parte dei corredi obiettivi di parecchi professionisti, che appena qualche
anno fa storcevano il naso, influenzati da preconcetti di qualità
inferiore. In passato poteva in parte essere vero che un universale, fosse
inferiore a un "vetro" Nikon o Canon, per non parlare di Zeiss,
ora il discorso si è rovesciato e molti non vedono più apprezzabili
differenze, a parte i prezzi ancora superiori degli "originali",
con i grandi numeri per vendite e produzione a favorire i "non
originali", che ora hanno anche prestazioni elevatissime dalla loro.
IL
FENOMENO SIGMA
Uno dei
costruttori di obiettivi universali per reflex 35 mm più attivi, è da
sempre la Sigma. Sono passati parecchi anni dagli inizi, in cui questa
casa giapponese era molto apprezzata dai fotoamatori, tanto ricchi di
passione quanto poveri di portafoglio. Ora le cose sono cambiate e
abbiamo già raccontato in un altro articolo sugli obiettivi, di quando
circa un anno fa abbiamo "pizzicato" un professionista, armato
di due corpi macchina Nikon F5, su una reflex c'era uno zoom Sigma e
sull'altra un poderoso 300 mm, sempre griffato Sigma. Sorpresi gli
chiedemmo conto del "tradimento", candidamente ci rispose che li
considerava "nettamente superiori per incisione e contrasto ai Nikon".
Non sappiamo se fosse un' opinione, o se ci prese in giro, ma l'episodio
rimane.
Ora l'enorme gamma di obiettivi Sigma, comprende vari zoom grandangolari,
ma c'è l'ultimo arrivato sul mercato a fine 2003, che merita attenzione
particolare, è uno zoom veramente estremo, ma che sa essere veramente
universale, potendo essere tranquillamente uno zoom standard su DSLR,
oppure un supergrandangolare da primato su reflex a pellicola il:
SIGMA 12-24mm
f/4.5-5.6 EX DG Aspherical

Lo zoom SIGMA
12-24mm
f/4.5-5.6 EX DG Aspherical è
uno splendido obiettivo, adatto sia alle reflex digitali DSLR, che alle
reflex a pellicola, con cui è un grandangolare veramente estremo.
L'angolo
di campo alla focale minima di 12 mm, raggiunge l'impressionante valore di
122° e a 24 mm è di 84°, la costruzione comprende quattro elementi
ottici SLD a bassissima dispersione e ben tre lenti asferiche, questo
assicura prestazioni ottiche eccellenti. La messa a fuoco è interna e
questo favorisce la correzione delle aberrazioni ottiche. Il motore HSM
Sigma per la messa a fuoco, comporta elevata precisione, velocità e
silenziosità dell'autofocus, inoltre essendo un motore a
ultrasuoni, non ci sono parti meccaniche accoppiate, non c'è di
conseguenza usura ed è possibile focheggiare a mano, senza bisogno di
agire su alcun selettore di svincolo meccanico. Questo rende il Sigma
12-24 f/1,5-5,6 adatto a essere montato su fotocamere Canon, Nikon e Sigma
predisposte per il sistema a ultrasuoni autofocus.
La sigla DG indica che è particolarmente studiato per le reflex digitali
DSLR, ma su reflex a pellicola diventa un vero supergrandangolare.
Questo obiettivo zoom, non ha praticamente concorrenti sul mercato
attuale, per due motivi:
-non c'è nessun altro zoom, con focale e un angolo di campo così estesi
-il costo di questo vero gioiello è mediamente inferiore del 100-200%,
rispetto agli zoom 17-35 dei vari Canon, Minolta, Nikon, oltretutto
inferiori per focale e angolo di campo, potrebbe addirittura creare un
nuovo segmento di mercato, essendo adatto sia alle reflex digitali che a
quelle analogiche, per cui anzi secondo noi da il meglio di se.
Di serie è
equipaggiato con un paraluce a petali ed è disponibile per reflex
autofocus: SIGMA, Canon, Nikon, Minolta e Pentax.
CARATTERISTICHE SIGMA
12-24mm f/4.5-5.6 EX DG Aspherical
Lunghezza focale:
12-24mm
Massima apertura: f4.5-5.6
Costruzione ottica: 16 elementi in 12 gruppi
Sistema focheggiatura: Interno
Angolo di campo: 122 - 84.1 gradi
Numero lamelle diaframma: 6
Apertura minima: f22
Distanza minima: 28 cm
Rapporto ingrandimento: 1:7.1
Filtri: inserimento posteriore filtri in gelatina
Paraluce: a petali (non rimovibile)
Dimensioni: 87mm x 100mm
Peso: 615g
Innesto: Sigma SA, Minolta (D), Nikon (D), Pentax, Canon
Prezzo: circa 850 Euro
(versione con
motore HSM)
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La
linea di obiettivi Sigma è articolata e completa in tutte le varie fasce,
sia nel digitale che nell'analogico. Ma per quanto riguarda gli zoom
grandangolari, come diversificazione e qualità non teme confronti, per
questo motivo è interessante vedere altri due obiettivi:
18-50mm F3.5-5.6 DC è
stato specificamente progettato per le reflex digitali, il suo circolo
ottico (area coperta otticamente sul piano posteriore)
corrisponde all'area dei sensori CCD-CMOS e per questi tutta la
progettazione è ottimizzata. Non a caso in origine era lo zoom standard
dall'ultima reflex SIGMA SD10. Si tratta di un'ottica che fa del rapporto
prezzo-prestazioni la sua vera forza, con uno schema ottico comprendente
lenti asferiche che limitano le aberrazioni cromatiche. E' molto leggero
con i suoi 245 g e molto compatto.
Sigma raccomanda l'uso
di questo obiettivo, esclusivamente su reflex digitali, con le fotocamere
a pellicola il circolo ottico ristretto creerebbe forti vignettature.
17-35mm f/2.8-4 EX DG
Aspherical HSM qualità
ottica, costruzione robusta, eclettismo (potendo operare indifferentemente
sia con reflex digitali che analogiche), sono i punti di forza di questo
eccellente zoom.
Le prestazioni in termini di correzione delle aberrazioni, della
distorsione e per nitidezza, sono ai massimi livelli della categoria,
grazie alla progettazione accurata e all'uso di lenti SLD (Special Low
Dispersion) a bassa dispersione e all'uso di elementi asferici, che fanno
di questo schema ottico uno dei più efficaci e sofisticati. In un
obiettivo di così alto livello non poteva mancare la messa a fuoco
interna, la lente frontale non ruota durante la focheggiatura e il
paraluce a petali di serie.
Anche il SIGMA 17-35mm
f/2.8-4 con il motore HSM, ha elevata velocità di messa fuoco automatica
e manuale.

SIGMA 18-50mm
F3.5-5.6 DC è un
leggero e compatto obiettivo specifico per reflex digitali, il suo schema
ottico comprendente lenti asferiche, la buona costruzione e il costo
contenuto ne fanno un campione del rapporto prezzo-prestazioni. Prezzo:
circa 300 Euro (versione
con motore HSM)

SIGMA 17-35mm
f/2.8-4 EX DG Aspherical HSM
con un raffinato
schema ottico comprendente lenti a bassa dispersione ed asferiche, è uno
dei migliori della sua categoria. L'angolo
di campo alla minima focale è di ben 104°, la distanza minima è di soli
27 cm, ma il vero valore aggiunto è l'eclettismo, sia nel digitale che
nell'analogico le prestazioni sono sempre ottime. Prezzo:
circa 680 Euro
(versione con motore HSM)
Questi
obiettivi SIGMA sono disponibili con innesti Sigma
SA, Minolta, Nikon, Pentax, Canon. I prezzi che abbiamo inserito sono
relativi alle versioni con motori HSM a ultrasuoni (per SIGMA, Nikon e
Canon), le versioni per Minolta e Pentax hanno un costo inferiore di circa
80 Euro.
SUPER
GRANDANGOLARE TAMRON, IL GRANDE AVVERSARIO
In tutti i campi del
pensiero e dell'attività umana, i dualismi hanno sempre esaltato e
migliorato i contendenti di turno. Nel novero degli obiettivi universali,
il confronto fra SIGMA e Tamron è sempre stato serrato, il
risultato è stato la disponibilità sul mercato di eccellenti obiettivi,
per tutte le reflex, a prezzi abbordabili per tanti appassionati non
danarosi.
La Tamron è stata ed è tutt'ora uno dei primattori di questa
"democrazia fotografica", con una linea completa e di grande
qualità a costi ragionevoli. Nel confronto fra gli zoom super
grandangolari, senza dubbio l'obiettivo che vi presentiamo è un fiero
antagonista del pari grado SIGMA.
TAMRON SP AF17-35mm
f/2.8-4

L'uscita
sul mercato di questo zoom grandangolare molto bello a vedersi e ben
costruito, è recente (Marzo 2004), le caratteristiche sono una vera sfida
ai concorrenti. La Tamron nel suo sito web, ci tiene a dichiarare che lo
zoom SP
AF17-35mm f/2.8-4 opera indifferentemente, sia per reflex analogiche che
digitali. La distanza minima è di 30 cm a tutte le focali, equivale per
le reflex digitali con fattore di moltiplicazione 1,5X a un 25.5-52.5 mm,
lo schema ottico include lenti LD e tre elementi asferici, angolo di campo
104°-63° (riferito a reflex 35 mm a pellicola ), diametro filtri 77mm,
diaframma minimo f/22, diaframma a 7 lamelle. Prezzo:
circa 480 Euro
TOKINA,
IL GRANDE TERZO INCOMODO
Nel confronto fra
SIGMA e Tamron da sempre c'è stato un terzo grande incomodo, Tokina
anche in questa occasione non ha mancato di inserirsi con autorevolezza.
Il suo zoom grandangolare AF
193 ha sicuramente le
carte in regola, per affermarsi in questa interessante nicchia di mercato.

Lo zoom TOKINA
AF193 19-35mm f/3.5-4.5
è costruito con
lenti HOYA ad alta rifrazione e HLD a bassa dispersione, con trattamento
multi strato antiriflesso, già questo garantisce elevate prestazioni
ottiche. La messa a fuoco interna consente un agevole uso dei filtri, con
la lente anteriore che non si sposta ne per la focheggiatura, ne per la
zoomata. E' un obiettivo leggero e ben costruito, con innesti per Canon
EOS, Minolta AF, Nikon-D, Pentax AF. La costruzione è di 11 elementi in
13 gruppi, la distanza minima è di 40 cm, il diametro filtri è di 77 cm
e il peso di soli 390 g. Dulcis in fundo il prezzo, veramente intrigante. Prezzo:
circa 380 Euro
Con
l'affermarsi del digitale il settore degli zoom super grandangolari è
quindi in gran fermento. Se prima si trattava di uno "sfizio"
per pochi danarosi appassionati, ora questi obiettivi sono diventati una
preda ambita e possibile, anche per gli irriducibili della fotografia con
reflex a pellicola. Tanto più ambita se si considerano i prezzi delle
ottiche "originali", abbiamo visto che per gli zoom 17-35
Minolta, Canon, Nikon, Pentax siamo su una fascia dai 1750 ai 2500 Euro.
Stando così le cose, non tutti i mali digitali vengono per nuocere...
Roma 20/6/2004 Stefano Fedele


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