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I
dilemmi di chi sta cercando un obiettivo, o un corredo di obiettivi, per
la propria reflex digitale, sono vari:
la compatibilit con le ottiche concepite per le reflex a pellicola, la
famosa (o famigerata per alcuni) moltiplicazione ottica, i problemi
dovuti alle dimensioni dei sensori immagine, quasi sempre pi piccoli
del formato 24X36 della pellicola.
Quelle che seguono sono considerazioni sulle caratteristiche degli
obiettivi in generale, non solo di quelli specifici per il digitale, per
darvi delle "dritte" utili a scegliere con oculatezza.
-La prima cosa da valutare la
dimensione dei
sensori
(CCD o CMOS), la
pi diffusa l'APS-C
che un formato simile a quello delle defunte pellicole APS di
22.7x15.1mm. Questo cambia il comportamento ottico dell'obiettivo
montato, che subir un aumento della focale di un fattore 1,5X che il
fattore di moltiplicazione, imposto dal sensore all'obiettivo.
Per questo motivo un grandangolare da 28mm, se montato su una reflex
digitale con sensore di tipo APS-C, diventa quasi un 50mm.
-Per
reflex digitali
"full frame"
(sensore a pieno formato 24X36) invece la moltiplicazione ottica
dell'obiettivo non
avviene, il sensore di fotocamere come le Kodak DCS Pro
(non pi in produzione), Canon EOS 1Ds, Canon 5D (le
ultime due con sensore 28.7x19.1mm), non altera la focale
dell'obiettivo montato (un 24mm rimane tale, un tele 90mm
lo stesso e cos via).
-A volte l'uso della sola parte centrale del
circolo
ottico, con i sensori APS-C, pu essere un vantaggio,
intanto perch viene sfruttata solo la parte centrale del
circolo ottico, la migliore per resa perch priva di
vignettatura (bordi scuri) e distorsione (dimensionale e
cromatica), inoltre con maggiore nitidezza.
-Il rovescio della medaglia che il minore spazio sul
sensore, comporta comunque minori informazioni catturate,
quindi a parit di obiettivo, i sensori APS-C comportano
una minore qualit dell'immagine, specie con focali medie
e lunghe, rispetto a quelli pieno formato (full frame),
mentre il problema si avverte meno per i grandangolari.
-Problema del
fitro
anti-aliasing,
si tratta di filtri
montati davanti al sensore, che tagliano le frequenze di
spazio-luce alte, per limitare gli artefatti
dell'immagine. Questo oltre a comportare una limitazione
della nitidezza, provoca il diverso comportamento di uno
stesso obiettivo, fra due fotocamere reflex diverse, ma
che hanno uguale risoluzione del sensore.
L'aliasing dovuto al rumore elettronico, che pi
alto sui sensori di minori dimensioni, per il fatto che i pixel sono
pi piccoli e pi stipati nello spazio ristretto, questo genera
correnti parassite e rumore elettronico, con artefatti e mancanza di
dettagli dell'immagine.
-La
costruzione ottica
e il tipo di
lenti
impiegate, fanno la
differenza fra un obiettivo onesto e uno eccellente, mediamente un
maggiore numero di gruppi e lenti, di solito indica maggiore cura
progettuale e costruttiva. Ma sono le lenti che fanno la vera
differenza: -le lenti a bassa dispersione LD, correggono efficacemente
molti problemi di aberraziore cromatica. -le lenti in fluorite danno una pi elevata
correzione delle variazioni cromatiche, che influenzano la nitidezza delle immagini. -le
lenti asferiche eliminano il problema della non perpendicolarit dei
fasci di luce, obliqui con lenti convesse o concave, con vantaggi ai
bordi del fotogramma, dove i raggi si inclinano di
pi. -le lenti ibride sono in policarbonato, o altro tipo di
materiale sintetico, vengono accoppiate alle lenti in vetro, per
renderle asferiche.
Stabilizzazione
o meno, agli obiettivi zoom o tele a lunga focale, va abbinato un
treppiede (cavalletto), robusto e che pesi almeno quanto l'insieme
fotocamera-obietttivo.
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In figura sopra vedete a
parit di obiettivo (un 20mm), il campo inquadrato dalla EOS 5D che
intero, nel riquadro in rosso ci che inquadrerebbe una EOS 20D, questo
a causa delle minori dimensioni del sensore sulla 20D, che comportano
una moltiplicazione focale di 1,6X. Una vera manna per paparazzi,
fotografi sportivi e naturalisti. Una frustrazione per chi vede un 20mm
ridotto a un 35mm.

In figura sopra il paragone
fra le focali degli obiettivi su reflex a pellicola 35 mm, con gli
angoli di campo in grigio, nella colonna di immagini a sinistra. Nella
colonna di destra il risultato di moltiplicazione delle stesse focali,
montate su reflex digitale con fattore di moltiplicazione 1,5X.
(documentazione Tamron)
-DIAFRAMMA:
composto da lamelle che si aprono e si
chiudono a iride, in genere da 5 a 9, pi sono le lamelle
maggiore sar la resa dello sfocato. Il maggiore numero di
lamelle poi, segno di costruzione non in economia.
-DIMENSIONI E
PESO: vengono
pubblicizzati obiettivi
piccoli e leggeri, ma minori dimensioni comportano minori
qualit ottiche e il peso ridotto incide su robustezza e
affidabilit nel tempo.
-APERTURE
DIAFRAMMA:
importante l'apertura massima, che quella indicata sul barilotto, ma anche quella minima,
un apertura minima f32 o f45 che sia precisa, comporta
accuratezza della costruzione e buone riprese in macro.
-MATERIALI:
la plastica ormai la fa da padrone negli
obiettivi (specie non professionali), ma eccessivi giochi
in focheggiatura manuale e baionette in plastica (inaffidabile nel tempo)
sono da evitare.
-ZOOM O FOCALE
FISSA: Ormai
gli zoom sono lo standard,
specie per la fotografia amatoriale, ma si tenga presente
che per fotografia di ritratto, macro e paesaggi un
obiettivo a focale fissa, per prestazioni e luminosit
in genere superiore allo zoom. Questo non toglie che lo
zoom imbattibile per praticit d'uso e che molti zoom
hanno prestazioni di tutto rispetto, a patto che
l'escursione ottica non sia eccessiva.
IF INTERNAL
FOCUS: molti
obiettivi che in genere sono i
pi costosi riportano la sigla IF, significa Internal
Fucus (fuoco interno), cio la focheggiatura sul
movimento interno delle lenti, quella frontale rimane
ferma, il vantaggio la possibilit di usare agevolmente
i filtri, specie quello polarizzatore.
STABILIZZAZIONE
OTTICA: specie
su obiettivi tele e zoom a lunga
focale, il problema della stabilit per evitare mosso e
perdita di nitidezza strategico, sugli obiettivi stabilizzati un
sistema a giroscopio, compensa le
vibrazioni delle mani del fotografo e di scatto, muovendo le lenti
interne per compensare. E' un sistema efficace ma costoso,
la Minolta con l'Anti-Shake lo ha montato direttamente sul
sensore CCD, in questo modo tutti gli obiettivi montati
sulle Dynax 7D e 5D sono stabilizzati.
ZOOM E TELE A
LUNGA FOCALE:
stabilizzazione o meno, tutti gli zoom e i tele a lunga focale devono
essere abbinati a un treppiede (cavalletto), che sia
robusto e che abbia un peso almeno pari alla fotocamera.
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