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Il
mondo della fotografia è ormai rivolto quasi esclusivamente al
digitale, e' giusto che sia cosi' e lungi da noi l'idea "talebana"
che tutto debba rimanere cristallizzato all'eta' "argentica". Ma
noi, insieme a uno zoccolo duro di analogici impenitenti, non rinunciamo
a fotografare in modo consapevole, godendo di tutto quello che la
tecnologia ci offre nel digitale, ma senza rinunciare al piacere di
praticare la fotografia, come riscoperta di tecniche dal sapore antico e
affascinante. Da tempo avevamo io e Gino Mazzanobile, un'idea che
poteva sembrare una follia anacronistica e snob, riprendere la Roma del
centro storico con fotocamere stenopeiche artigianali, di cui Gino è
appassionato costruttore e utilizzatore, detto e
fatto... Ci siamo incontrati a Roma ai primi giorni di marzo, armati delle fotocamere pinhole
che lui ama costruire con le sue mani, utilizzando legno e con una
tecnica incredibile, realizzando un foro perfettamente circolare, del
diametro di tre/quattro decimi di mm, che funge da obiettivo. Si tratta del
mitico foro stenopeico, per immagini dal sapore di
fotografia arcaica e per questo emozionante.
 Non
e' un'immagine da archivio storico, e' l'Arco di Costantino, si trova in
vicinanza del Colosseo, visibile a destra, e' stata ripresa con fotocamera stenopeica "Variformat",
pellicola 120 b/n Kodak TMAX da 120 ASA, tempo di scatto 20 sec, il
pinhole (foro stenopeico) montato ha un diaframma equivamente a f 130 (diametro foro
stenopeico 0.422 mm). Gino Mazzanobile 4 marzo 2008 (clic su
immagine per ingrandire) 
Il
foro stenopeico era lo strumento usato dai pittori paesaggisti meno
dotati, per proiettare su uno schermo all'interno di una sorta di camera
oscura portatile, la scena da copiare sulla tela che poi veniva
colorata. Ai tempi di oggi è un minuscolo foro da pochi decimi di mm, che sulla fotocamera
stenopeica fa passare la luce, per impressionare una pellicola sul lato
opposto al foro. Nelle fotocamere di
Gino Mazzanobile, il foro e dai 3 ai 4 mm di diametro con diaframmi da f
125 a f 130, il che equivale a una profondità di campo virtualmente
illimitata. Il risultato della ripresa stenopeica è un'immagine poco
nitida e contrastata, ma con messa a fuoco su tutti i piani della scena. Un
requisito fondamentale del foro stenopeico, è che i bordi del foro
siano precisi, non frastagliati e che sia il più possibile di forma
circolare, pena un peggioramento di qualità e incisione. 
 -Fotografare sempre in piena luce del sole, per ottenere riprese ben contrastate
-Evitare il controluce, pena ombre tappate e fenomeni di rifrazione
-Il cavalletto è d'obbligo, per il fatto che i tempi sono in genere lunghi, a meno di non volere il mosso
-Sono fisiologiche: caduta di luce ai bordi (vignettatura) e bassa nitidezza
Queste considerazioni possono spiazzare, chi non considera il lato emozionale e creativo della fotografia, ma il foro stenopeico è appunto un modo particolare e creativo di fotografare, concetti come nitidezza, qualità assoluta dell'immagine, automatismi di ripresa, non fanno parte di questo mondo della fotografia, apprezzato da chi è attirato del sapore di antico e inconsueto del foro
stenopeico. 

Il
genio leggendario di Leonardo
e il suo spirito di osservazione, gli permisero di osservare e
teorizzare il principio ottico della riflessione dei fasci di luce,
della loro proprietà di "invertire" la scena, se proiettata
su una superficie bianca e opposta rispetto alla scena riflessa. E'
incredibile! Leonardo da Vinci nel "Codice Atlantico" scrisse
dell'effetto ottico stenopeico: "Pruova come tutte le cose poste 'n un sito sono tutte per tutto e tutte nella parte. Dico che, se una faccia d'uno edifizio o altra piazza o campagna che sia illuminata dal sole, arà al suo opposito un'abitazione, e in quella faccia che non vede il sole sia fatto un piccolo spiraculo retondo, che tutte le alluminate cose manderanno la loro similitudine per detto spiraculo e appariranno dentro all'abitazione nella contraria faccia, la quale vol essere bianca, e saranno lì appunto e sottosopra, e se per molti lochi di detta faccia facessi simili busi, simile effetto sarebbe in
ciascuno" (Leonardo da Vinci, in "Codice Atlantico" 1478-1518). 
Questo è lo storico primo disegno, pubblicato dall'astronomo
Gemma Frisius nel 1545, di una camera oscura con foro stenopeico. Questo strumento fu usato da Frisius per lo studio dell'eclissi solare del 1544. Il termine "camera oscura" fu coniato da
Keplero (1571-1630).
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Non a caso ora usiamo la
V romana per STENOPEICVM. L'incontro a Roma con
Gino Mazzanobile è stato memorabile per vari aspetti, lo scenario è
stato la Roma Imperiale, le cui vestigia erano quanto di più adatto si
potesse desiderare, per ottenere immagini dal forte impatto storico ed
evocativo, e "su misura" per gli effetti emozionanti di
fotografia "primordiale", nel senso più creativo del
termine. L'Arco di Costantino, edificato dall'Imperatore omonimo in
gloria della vittoria su Massenzio nel III secolo d.c. al Ponte Milvio, il
possente Anfiteatro Flavio noto come Colosseo, il Foro Romano e i Mercati
di Traiano, sono risultati la "location"
ideale. Le fotografie "scattate" da chi scrive questo
articolo e dal maestro di fotografia stenopeica Mazzanobile, risultano
dense del potente messaggio di vicenda eterna, grondante secoli di
civiltà, che solo questi luoghi sanno dare. Le fotografie stenopeiche non
hanno fatto altro che ingigantire la sensazione emotiva. La situazione
fotografica "insolita", è stata sottolineata dai tanti turisti
e curiosi vari, che si fermavano sbigottiti alla vista di quei due strani
personaggi, armati di cavalletto e ancora più strane "scatole di
legno". Provate a spiegare a un tedesco cos'è una fotocamera
stenopeica!... Ora la parola passa alle immagini, è un parallelo fra
stenopeico e digitale, ci siamo divertiti a scattare scene simili con una
Fuji da 8 Mpixel e poi con le stenopeiche, clic sull'icona sotto per fare
un viaggio nella Roma Imperiale "stenopeica &
digitale"
Le
fotocamere stenopeiche utilizzate nella sessione fotografica a Roma, nella
cornice storica di Viale dei Fori Imperiali erano due ed entrambe
artigianali, prodotte dalla grande abilità manuale di Gino Mazzanobile e
dalla sua passione per la fotografia tradizionale.
Una delle due abbiamo il privilegio, di averla
avuta in regalo, è un'affascinante cubo in legno di ciliegio, con due
manopole per trascinamento/riavvolgimento pellicola e per l'apertura
posteriore.
Sul frontale uno sportello scorrevole funge da "otturatore" con
un movimento fluido e preciso su guide, quando è aperto scopre il magico
"pinhole" che lascia entrare la luce, chiuso l'esposizione si
interrompe, sul fondello c'e la sede filettata per il cavalletto. Sul
pannello posteriore, in blocco unico con la calotta, c'è una finestrella
tonda a oblò per il posizionamento della pellicola, una medio formato
120, al primo fotogramma utile.
Clic sull'immagine
sopra per ingrandire le due fotocamere. In alto la "Pinhole
Standard", con foro da 0,2 mm, diaframma f125, in basso la "Variformat",
denominazione che sta a indicare la possibiltà di predisporre vari formati
del fotogramma, oltre al classico 6X6 gestisce i 4,5x6-6x9-6x12
cm. Per vedere tutte la caratteristiche di queste e di altre pinhole,
costruite artigianalmente da Mazzanobile, vi invitiamo a visitare il suo
sito, con immagini di medio formato e banchi ottici, tutti rigorosamente
auto costruiti e artigianali, con il fondamentale contributo di Silvio
Colombo, altro artigiano dalle mani d'oro. Clic sul banner sotto per
vedere le fotocamere di Gino
Gino Mazzanobile ha
pubblicato in streaming su Internet, due video in cui mette a
disposizione degli appassionati, le sue conoscenze sulla tecnica di
realizzazione delle sue fotocamere pinhole, sulle modalità d'uso e di
ripresa, cliccate sull'immagine sotto per vederli.
 Clic
su immagine sopra per i video su pinhole di Gino Mazzanobile
Gino Mazzanobile e
Stefano Fedele hanno intenzione di divulgare la fotografia stenopeica, a tutti coloro che hanno passione per la fotografia allo stato puro e
spirito creativo. La location è la stessa di questo articolo: Roma e
il suo centro storico, pieno di fascino e suggestioni, ideale per la
fotografia con foro stenopeico, le fotocamere usate saranno la Standard e
la Variformat opera di Gino Mazzanobile, qui presentate. La quota di partecipazione è
di 50 Euro, ridotta a 40 Euro per chi porta una o più persone in gruppo,
al raggiungimento di circa 10 adesioni verrà pianificato il giorno e
organizzato il workshop. Scrivete per un primo contatto all'indirizzo
email seguente, mettendo nell'oggetto la dicitura Workshop a Roma:
fmwebdeveloping@gmail.com



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