VIA LABICANA    Ipogeo di Villa Cellere (o Del Grande)    N° 250

DEFINIZIONE/DATAZIONE: ipogeo funerario di diritto privato; dall'analisi delle murature dell'edificio del sopraterra si rilevano varie fasi edilizie: II secolo, fine III-inizi IV, VIII e XV-XVI secolo. L'ipogeo funerario è databile per la tecnica muraria e la decorazione musiva (emblemi decorati) alla prima metà del IV sec. d.C.

LOCALIZZAZIONE: via Casilina 769

DATI DI RINVENIMENTO: scoperto casualmente nel 1838, in occasione dell'apertura di una cantina nella vigna di proprietà dei fratelli Del Grande, l'ipogeo fu ritenuto parte del vicino complesso catacombale dei Ss. Pietro e Marcellino

DESCRIZIONE

Tra il III e il IV miglio dell'antica via Labicana, sul lato sinistro, si conserva un monumento costituito da una struttura nel sopraterra, e da una galleria sotterranea, lunga quasi 30 metri, ortogonale alla strada, con un orientamento N-S. Le due parti sono collegate fra loro da una rampa e una scalinata poste in asse; all'estremità opposta un'altra scalinata collega l'ipogeo con la superficie. Su ogni lato della galleria si aprono alternativamente tre camere e due gallerie: le camere sono pressochè quadrate (9 x 8 mq ca.) con volta a botte; le gallerie laterali sono scavate ad un livello più basso di quella centrale e non tutte sono sono completamente svuotate dal loro riempimento. Tutto il monumento centrale risulta rifinito con pareti intonacate e dipinte, seppure semplicemente a quanto è dato vedere dai pochi lacerti individuabili, con gradini delle scale rivestiti di marmo e con un pavimento a mosaico con un motivo a scacchiere nere su fondo bianco e con emblemi policromi. I riquadri musivi erano originariamente cinque, ma se ne sono conservati solo tre: uno figurato (rappresenta un uccello con un rametto d'ulivo nel becco) e due dei quattro a motivi geometrici. Il primo è posto ai piedi della rampa, gli altri due sono posti uno sulla rampa stessa e l'altro, così come quelli scomparsi, in corrispondenza di lucernari aperti all'incrocio con le gallerie laterali.

Sulla rampa d'accesso e nella galleria principale, negli intervalli fra le camere e le gallerie, si aprono degli arcosolî; nelle camere e nelle gallerie laterali le pareti sono tagliate da loculi.

La funzione funeraria è indiscutibile anche se non è al momento possibile determinare chi potessero essere i proprietari. Il monumento era già stato completamente spogliato in epoca antica. All'interno sono stati depositati alcuni materiali archeologici (iscrizioni, frammenti marmorei architettonici e funerari…) per lo più provenienti dal sopraterra della medesima proprietà. Attualmente il monumento antico è posto in comunicazione anche con la cantina ottocentesca a celle disposte a pettine.
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BIBLIOGRAFIA: M. Vitale, Mosaici pavimentali a Roma nel IV secolo: il caso dell'ipogeo di Villa Cellere, in I. Bragantini, F. Guidobaldi (a cura di), Atti del II colloquio AISCOM (Roma 1994), Bordighera 1995, pp.395-402; M. Vitale, I mosaici dell'ipogeo privato di Villa Cellere, in Actes du XI Colloque Internationale de l'Association pour l'Etude de la Mosaïque Antique - octobre 1994 - Tunis (c. s.); P.E. Visconti, in Diss. PARA X (1842), pp.45-124; Barbini 1997, pp.166-7

AGGIORNAMENTI _ Sull'argomento, v. in "Torpignattara. I luoghi della memoria" di D. Dionisi e G. Della Pietra, coordinamento Padre A. Armini - Bilancio critico delle numerose scoperte avvenute nell'area archeologica "Ad Duas Lauros", guida e sintesi storiografica - 1994 (in duaslauros.org)
Sul web, in "Musealizzazione, tutela e valorizzazione dei beni archeologici", Univ. Tor. Vergata, una pagina sintetica sulle Catacombe..

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