VIA LABICANA Catacomba di S. Castulo N° 241
DEFINIZIONE/DATAZIONE: catacomba; IV secolo d.C. (VII d.C.)
LOCALIZZAZIONE: via Casilina, a ca. 1 km da Porta Maggiore, a sinistra della via sulla scarpata della linea ferroviaria Roma-Napoli
DATI DI RINVENIMENTO: trovata intatta dal Fabretti nel 1672; ritrovata casualmente nel 1864, oggi è inaccessibile . Tutti i materiali emersi durante lo scavo del 1864 furono portati nella chiesa di S. Prassede.
DESCRIZIONE
La piccola catacomba nasce probabilmente come retro sanctos alla
sepoltura del martire Castulo (cubicularius dell'imperatore Diocleziano ucciso nel
305 d.C.), deposto in una galleria di una cava di pozzolana scavata al di sotto dei piloni
dell'acuedotto Claudio presso Porta Maggiore. Il cimitero con i suoi cunicoli si estende
sotto la vigna una volta di proprietà dei Padri del Terzo ordine di S. Francesco, che poi
ebbero il convento ai SS. Cosma e Damiano. Molte delle gallerie sono state distrutte
durante la costruzione della linea ferroviaria nel 1864 e nel bombardamento del 1943. La
catacomba si sviluppava probabilmente su due piani, ma le sue attuali pessime condizioni
di conservazione non permettono ulteriori ricerche.
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FONTI: Martirologio Geronimiano (S. Castulo 26 marzo); Passio S. Sebastiani; I.C.U.R., vol. VI (1975), pp.78-86
BIBLIOGRAFIA: Fabretti 1702, pp.556 ss.; Armellini 1893, pp.323-27; Iozzi, Il cimitero di S. Castulo, Roma 1904; Valentini-Zucchetti 1942, II, p.113; Marucchi 1933, pp.310-11; Quilici INU n° 510; AA.VV. 1982 (?), pp.41-2; Amore 1975, pp.109-10; Barbini 1997, pp.160-161
AGGIORNAMENTI _ Castulo era a servizio dell'imperatore Diocleziano, in qualità di "cameriere". Fu denunciato e martirizzato perché, insieme alla moglie Irene, proteggeva i cristiani e li nascondeva nella sua casa. Fu sepolto vivo in una cava di arenaria sulla via Labicana. Viene commemorato nel MARTIROLOGIO GERONIMIANO il 12 gennaio e il 26 marzo. Al momento della scoperta, il cimitero era in buono stato di conservazione; poco tempo dopo fu spogliato e devastato da gente di pochi scrupoli. Con lo scavo del 1864 emersero 5 gallerie e altre ancora, però interrate, i cunicoli sono posti a circa 12 mt. di profondità. È possibile solo vederne l'ingresso, delimitato da una recinzione arrugginita e da cespugli incolti, dall'alto del piccolo ponte che scavalca la ferrovia nella zona del Mandrione, lungo la Casilina vecchia, a ridosso dell'antico acquedotto. Su queste catacombe si raccontano cose curiose. L'omicidio avvenuto tanti anni fa , a detta degli abitanti più anziani della zona, è stata la causa della loro chiusura definitiva. Dalle testimonianze della gente del quartiere si sa che nel corso della II guerra mondiale, questo antico cimitero venne usato come rifugio durante i bombardamenti e come abitazione dagli sfollati.École française de Rome