to, la sfocatura dello sfondo e comunque di ci che intorno al soggetto, eliminando elementi di disturbo e anzi valorizzando il soggetto del ritratto, evidenziandolo. Queste dell'uso di ottiche tele, con diaframmi aperti, sono nel ritratto, nella fotografia ravvicinata di animali e cose in primo piano, due regole di base.  

Il tele macro Tamron SP90 f 2.8, uno dei migliori mai realizzati da questo costruttore, perfetto per il ritratto e con fattore macro 1:1, infatti a sinistra esteso in posizione macro, a destra nella configurazione normale, il diaframma a 9 lamelle favorisce lo sfocato esterno al soggetto nei ritratti e l'obiettivo vanta una nitidezza fino ai bordi ineccepibile.

Gli obiettivi normali da 50 mm, giubilati dai costruttori e considerati dei cenerentoli da molti, nella fotografia in luce naturale e anche per gli altri generi, valgono tanto oro quanto pesano, con caratteristiche ottiche e luminosit eccellenti.

FILTRI, PELLICOLE PER INTERNI ED ESTERNI NOTTURNI

Come gia detto nell'introduzione, l'esposizione per gli interni non presenta particolari problemi, basta affidarsi all'esperienza, o alla modalit automatica a priorit diaframmi, e a un buon cavalletto. C' da aggiungere che le pellicole per luce diurna, sono tarate per tale tipo di luce, quindi con le lampade a incandescenza o al neon, i colori saranno falsati e tenderanno al giallo-arancione per le prime, mentre il neon produce dominanti verdastre molto antiestetiche, il problema si risolve con dei filtri per luce artificiale, che avvitati sull'obiettivo ristabiliscono le giuste componenti cromatiche.
Per lampade a incandescenza si usa il filtro Wratten , ha un colore azzurro in densit crescenti a seconda dell'intensit, per il neon viene usato un filtro color ambra che blocca la componente verdastra, ma il neon purtroppo ha il problema della bassa frequenza invisibile a occhio nudo, ma deleteria in ripresa fotografica, quindi se possibile da evitare.
Volendo risolvere il problema alla radice, sono disponibili sul mercato pellicole tarate per luce artificiale 3200-3400K.

Nella parte sinistra dell'immagine la scena in una trattoria ripresa con luce a incandescenza e pellicola per luce artificiale, con ottima resa sia dell'incarnato delle ragazze che di tutti i particolari, nella parte destra l'interno di un'altro locale, con la forte dominante rossastra dovuta all'uso di emulsione per luce diurna con lo stesso tipo di illuminazione, un filtro Wratten sull'obiettivo avrebbe evitato il problema.

       TABELLA DI ESPOSIZIONI SUGGERITE

Esistono situazioni in cui le risposte dell'esposimetro possono essere fuorvianti, come un esterno notturno con forti luci dovute a insegne o illuminazione urbana, o in un Luna Park oppure interni di chiese con zone in ombra e altre con forte illuminazione a incandescenza, per noi vale la pena di usare comunque pellicole 400 ASA per luce diurna, ma con esposizioni predefinite in manuale, sia per i tempi che per i diaframmi. E' ovvio che questi valori che vi forniamo, nella tabella che segue, non siano da prendere per oro colato, ma solo indicativi, con la raccomandazione di ricorrere al buon vecchio bracketing, per dirla all'italiana esposizioni a forcella, ad esempio:   
per vetrine illuminate, f4 1/60 sec una buona coppia tempo-diaframma, ma per essere sicuri del risultato opportuno esporre per il valore superiore e inferiore del tempo o del diaframma, quindi scattando altre due volte lo stesso soggetto, una a 1/30 e l'altra a 1/125 avremo tre esposizioni una delle quali sar sicuramente quella buona, un vecchio espediente che si usa quando non si sa che pesci pigliare e addirittura previsto in automatico su molte reflex, con possibilit di variazioni a 1/3 superiori e inferiori, chi non ha questa prerogativa, e non potendo fare nulla sui tempi, pu ricorrere ai mezzi step fra un diaframma e l'altro, per fare un bracketing pi sofisticato, variare il valore di apertura diaframma invece di agire sui tempi, per l'esposizione EV la stessa cosa.
Di seguito la tabella che come detto si riferisce a pellicola 400 ASA.

SOGGETTO

DIAFRAMMA-TEMPO 400 ASA

Luce di candela interno

f 2 a 1/15 sec

Interno chiesa con illum.

f 2 a 1/30 sec

Piscina con illum. artificiale

f 2 a 1/30 sec

Esterni urbani illuminati

f 2,8 a 1/60 sec

Pattinaggio si ghiaccio

f 2,8 a 1/125 sec

Insegne al neon

f 4 a 1/125 sec

Circo

f 2,8 a 1/60 sec

Monumenti e fontane illum.

f 2 a 1/15 sec

Teatro illuminazione norm.

f 4 a 1/125 sec

Teatro illuminazione forte

f 2,8 a 1/60 sec

Fuochi artificiali

f 16+posaB su tutta l'esplosione

Pugilato

f 2 a 1/250 sec

Panorama con luci

f 2 a 8 sec

Pallavolo e pallacanestro

f 2 a 1/125 sec

Luna park

f 4 a 1/60 sec

Vetrine

f 4 a 1/60 sec

Un'immagine che se non fosse per il panciuto macchinista-oliatore e la donna sullo sfondo, sembrerebbe di altri tempi. E' stata ripresa con Kodak TMax 400 ASA e grandangolare 35 mm, la grande capacit di resa dei contrasti evidenzia la sagoma imponente e i particolari della possente locomotiva, per apprezzarla al meglio FATE CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE POI F11 PER PIENO SCHERMO



LE PELLICOLE 400 ASA

La scelta della pellicola 400 ASA, come di ogni altra, questione soggettiva che rientra nei gusti personali, nell'esperienza fatta con quella data emulsione che se positiva, ci porta a preferirla se non altro perch siamo entrati "in feeleng" e sappiamo come usarla, altro fattore la grana, le case produttrici, tentano di avvalorare la tesi (rispettabilissima, ma pur sempre un punto di vista) che la qualit si misuri dall'assenza di grana, quando risaputo che schiere di fotografi, non solo vecchio stampo, la cercano come cani da tartufo, considerandola un vero mezzo espressivo. L'unico vincolo che consideriamo valido la distinzione fra pellicole invertibili (dia), con tolleranza quasi nulla alle differenze di esposizione luci-ombre, e le negative (da stampe) che sopportano +2 e -3 stop in esposizione, per questo preferiamo le negative, sono pi eclettiche e flessibili. 


Noi siamo per la libera sperimentazione, scevra dagli steccati dei tecnicismi e dei dogmi e quindi vi diamo un piccolo panorama di quello che offre il mercato, almeno fino a che il digitale non avr completato l'opera di strangolamento della fotografia analogica. Ci rendiamo conto che un concetto forte, ma purtroppo cos.

                                     KODAK
                        
La casa gialla prosegue la sua marcia, non pi trionfale come una volta, ma il dinamismo la voglia di rinnovare ci sono, le nuove pellicole 400 Portra nelle due versioni NC e VC lo dimostrano, per ambedue la ricerca di equilibri fra saturazione cromatica e fedelt colori, con grana molto contenuta. La TMax un classico del bianco nero, tanto cara ai professionisti che la "tirano" fino a 1600 ASA, con risultati eccezionali per fotografia sportiva e giornalistica, ma anche per il fotoamatore in cerca di contrasti pieni un vero best seller.

                                               FUJIFILM                
                        
La Fuji ormai da anni la principale avversaria della Kodak, sia in termini di tecnologie che di penetrazione sui mercati, con le 400 NPH, qui in versione 35 mm e 120 per medio formato, le caratteristiche sono molto vicine alle emulsioni Kodak, con un leggero vantaggio in termini di grana. Ma questo un fatto di scelte tecnologiche, non certo di qualit a vantaggio dell'una o dell'altra casa.

                                                ILFORD
                  
Il mito inossidabile della tradizione Ilford prosegue nel bianco nero con la Delta 400, un mix di morbidezza ed estesa gamma tonale, per ritratti e paesaggi molti la trovano insuperabile. Ilford produce anche la XP2 che una bianco nero cromogena, ossia con sviluppo identico al colore ed effetto simil-seppia. Ma pensiamo che il vero bianco nero sia sempre un' altra cosa.

                                                  AGFA
                        
Agfa il contraltare europeo del dominio Kodak-Fuji e con le nuove tecnologie implementate nella serie VISTA, di cui la 400 fa parte, promette saturazione colore nel rispetto della realt vista dall'occhio umano, apparentemente un paradosso, ma da quello che abbiamo visto l'obiettivo centrato.

Concludiamo con un p di sana italica autarchia, che non fa mai male, di nuovo sul mercato un marchio storico, noto in campo cinematografico e fotografico fino agli anni '60 e poi sparito, dall'anno scorso tornata in campo la storica FERRANIA

oltre alle varie emulsioni, e a un nutrito gruppo di monouso anche subacquee, segnaliamo la nuova pellicola colore FG400, dai preview pensiamo che sia da provare, per l'impressione che ci ha dato di ottima saturazione cromatica e fedelt colore.

FOTOGRAFIA CONSAPEVOLE E AUTOMATISMI

Fotografare in luce naturale, comporta l'uso di fotocamere con esposizione manuale e automatica a priorit diaframmi, o almeno automatica, inoltre dati i tempi di otturazione mediamente alti e l'uso del cavalletto, necessaria la presa filettata per scatto flessibile, montare la fotocamera sul cavalletto, per poi muoverla premendo il pulsante di scatto, non avrebbe senso.      
Ma le reflex pi recenti, oltre a non essere certo amichevoli in manuale, con tempi e diaframmi impostabili con pulsantini al posto delle ghiere, non prevedono (tutte le giapponesi senza distinzione) il caro vecchio estinto scatto flessibile, non utilizzabile per la mancanza delle presa filettata. L'unica possibilit sono i comandi di tipo elettrico o i telecomandi (costosi e non sempre previsti oltretutto). Nei casi (non infrequenti) di mancanza dello scatto a distanza, manuale o meccanico che sia, non rimane che usare l'autoscatto. In compenso le reflex attuali abbondano di programmi tematici (sport, macro, ritratto, paesaggio ecc.), autofocus selettivi. Tutte cose che aiutano il fotografo a non sbagliare uno scatto.        
Peccato che non servano a fotografare in modo consapevole, sclerotizzando l'intelligenza (non solo fotografica), il senso del bello e frustrando la voglia di sperimentare, che il sale della fotografia (oltre che di ogni altra attivit umana).
Con questo non intendiamo dire che occorre riavvolgere il rullo del progresso e della tecnologia, indietro non si torna, ma ci che ci lascia perplessi, l'abbandono di quello che c'era di buono nelle reflex, a favore di una sorta di spersonalizzazione fotografica. Speriamo almeno di aver stimolato chi legge, a cavalcare la tigre della propria creativit, a girare quel benedetto selettore su M.   S.F.