Fotografare senza flash un esercizio utile a sviluppare senso della luce e delle ombre e un certo tipo di fotografia, affascinante e dimenticata... 

         

    Luce naturale, grazie

Ci sono grandi fotografi definiti puristi, da certi "guru" della tecnica fotografica, per il fatto di non accettare di buon grado la luce flash. La definizione di purista, nasconde una velata (a volte non troppo) accusa di integralismo, o snobismo fotografico. Ma le ragioni di grandi fotoreporter come Mario De Biasi o Henry Cartier-Bresson, portano a una fotografia dove i soggetti, gli sfondi e le relative luci, rispecchiano la realt cos com'. Il flash un accessorio irrinunciabile, per chi vuole i colori a tutti i costi, o per chi non ha tempo per la fotografia pensata e meditata, come fotogiornalisti di sport e cronaca o professionisti del glamour. Infatti al di la degli "steccati ideologici" in cui certo non ci interessa di entrare o uscire, pensiamo che si tratti di stabilire a priori qual' il tipo di fotografia che interessa, la fotografia in luce naturale crediamo di poter dire, il territorio di elezione dei ritrattisti, dei paesaggisti e degli appassionati o professionisti del reportage, inteso come racconto fotografico, tale pu dirsi per una singola foto, o per una serie di foto che abbiano un incipit, o un filo narrativo logico.
Ma fotografare senza flash, se vogliamo uscire da diquisizioni "foto-filosofiche" un p accademiche, una grande chance anche per chi il flash lo ha e lo usa, fotografare con passione vera significa anche sperimentare, sbagliare qualche scatto, per imparare dagli errori fatti. Rinunciare al flash aiuta a uscire dall'idea tecnicistica e quindi limitante, di soggetti "perfettamente esposti" e senza "fastidiose ombre" sotto gli occhi e il naso, di colori per forza saturi e pieni, insomma di una "realta" piatta e bidimensionale e quindi non-realt.

                        

Le due splendide ragazze, oltre ad abbellire questa pagina, danno l'idea di cosa sono le calde tonalit e i chiaro scuri che la luce naturale pu dare.

I grandi fotoreporter che rifiutano il flash, cercano questa realt reale (scusate il gioco di parole, ma rende il concetto) conforme a quello che vediamo: luci e ombre che si alternano morbidamente, colori che sfumano l'uno nell'altro, al limite anche contrasti drammatici fra luce e ombra, con perdita di dettagli in ombra, il flash appiattisce implacabilmente tutto questo.
E' cos che molti fotoamatori si sono "convertiti", facilitati dalle pellicole attuali, specie le 400 ASA, che con le recenti tecnologie hanno minimizzato i "difetti fisiologici" come la grana evidente (ammesso che la grana sia un difetto) e ingigantito le qualit, ora le negative 400 ASA di tutti i maggiori fabbricanti, hanno una latitudine di posa molto estesa, riuscendo a sopportare differenze di esposizione da +2 a -3 stop e una nitidezza tale da permettere ingrandimenti anche notevoli, senza eccessiva perdita di qualit.
Questi "gadget" delle pellicole di media sensibilit, in fondo sono alla base delle fotocamere usa e getta prive di controlli su tempi e diaframmi, fidando appunto sulle qualit di eclettismo di queste emulsioni, si tratta di sfruttare questa possibilit anche sulla reflex.
Ma la reflex in quanto tale ci da la possibilit, al contrario della usa e getta, di ottimizzare il tutto, con l'uso del cavalletto che irrinunciabile per chi voglia lasciare il flash (e la pigrizia) a casa e con le infinite combinazioni in esposizione, sia in modo manuale che automatico a priorit diaframmi.

Se vi sentite padroni degli effetti sull'esposizione delle varie coppie tempo-diaframma, della profondit di campo relativa all'obiettivo usato e al diaframma impostato, potete procedere in manuale. Altrimenti lavorando in automatico a priorit dei diaframmi dovrete solo impostare valori aperti per il ritratto (dalla massima apertura disponibile a f4) oppure pi chiusi se volete tutto a fuoco (esempi: un ritratto ambientato, una foto di gruppo o di un ambiente), con i grandangolari gi f8 va bene, mentre con tele da 80 a 100 mm dovrete diaframmare da f11 in su. Fatto questo sar il sistema esposimetrico stesso a impostare il tempo giusto, specie con i tele il cavalletto indispensabile, perch sar sicuramente lento.     
Da esludere a priori l'esposizione con i programmi, otterreste risultati diversi da quelli voluti e c' anche il rischio di attivazione del flash integrato, sulle reflex pi recenti.  

 

                    GLI OBIETTIVI E IL CAVALLETTO
Con certe ottiche grandangolari oltre a "stare dentro" la scena ripresa, si ha il vantaggio dei lunghi tempi di sicurezza, con un 28 mm a patto di avere la mano ferma, ci si pu spingere fino a 1/30, senza micromosso apprezzabile.
Provate per a usare lo stesso tempo con un 100 mm o peggio uno zoom 80-200 e vi rendereste conto del fatto, che il tempo di sicurezza per evitare il mosso pari al reciproco della focale, 1/125 per focali 100-120, 1/250 per focali 200 mm e cos via, quindi per fotografare senza flash, a meno di incappare in una bella giornata di sole, l'odiato-amato treppiede indispensabile. Comunque come dicevamo, questo modo di fotografare presuppone inquadrature pi ragionate, costruite con calma e per farlo certo tenere la fotocamera nelle mani non l'ideale.  

Per le fotografie di interni, dato che in genere si tratta di spazi ristretti, per evitare di fare acrobazie a ritroso, gli obiettivi zoom con focale minima 28 mm, hanno il vantaggio della variazione continua di zoomata, che facilita inquadratura e composizione, ma lo svantaggio della scarsa luminosit. I grandangolari a focale fissa come i 28 o i 35 mm, se sono meno flessibili degli zoom in termini di composizione dell'inquadratura, hanno in compenso una luminosit e una qualit ottica nettamente superiori.       
Sia che si tratti di zoom grandangolari che di obiettivi fissi, vale la stessa regola di non inquadrare da vicino, o peggio sul volto ravvicinato, soggetti umani a meno di non volerne fare delle caricature, con le forti deformazioni prospettiche tipiche dei grandangoli, che vanno usati per dare l'idea di spazialit agli ambienti, con le persone (se presenti) ben lontane.


Un cavalletto Hama della serie Gamma, robusto e leggero, ha il pregio di consentire movimenti fluidi sia in orizzontale che in verticale, della reflex.

Per i cavalletti, c' da dire che il requisito fondamentale la robustezza, seguita dal peso. Senza esagerazioni da troupe televisiva, oltretutto poco pratiche e faticose, si si deve accertare che il treppiede pesi almeno quanto la fotocamera con obiettivo montato, pena instabilit pericolosa per l'integrit dell'attrezzatura montata e mosso al minimo alito di vento in esterno. Questo in figura sopra un Hama della serie Gamma, di cui possiamo garantire per il fatto di usarlo e possederlo, leggero ma anche robusto, con zampe telescopiche a tre segmenti, che sommate alla colonna centrale a cremagliera (azionabile con la levetta visibile a lato) portano la fotocamera a circa 1,70 m, le parti in plastica sono di buona qualit e oltre a permettere inquadrature verticali, ha il movimento fluido in orizzontale e verticale, con una livella bolla in bella vista per il controllo dei parallelismi (importante con le ottiche grandangolari). Tutto questo a circa 45 Euro e non ci sembra niente male, per i pi esigenti (e spendaccioni) la produzione di Manfrotto e Gitzo il massimo che si possa desiderare.

La "divagazione" sui cavalletti era funzionale al discorso degli obiettivi tele e zoom da 80 mm di focale in su, si tratta di ottiche che per loro stessa natura oltre ad avere una luminosit inferiore ai grandangolari, con conseguente aumento dei tempi necessari a parit di condizioni, evidenziano implacabilmente il micromosso o peggio il mosso a mano libera, quindi per usarli senza flash, a meno di trovarsi sotto il sole di mezzogiorno in estate, il cavalletto conditio sine qua non per ottenere foto con una nitidezza apprezzabile. I tele e i medio tele sono la scelta migliore quando si vuole riprendere un ritratto, un animale domestico o un oggetto volendo in tutti i casi mantenere le corrette condizioni prospettiche. Si dice che il normale da 50 mm, dia una visione simile a quella dell'occhio umano quanto a prospettive, ma per il ritratto crediamo che le ottiche fisse o zoom da 80 e 100 mm siano l'ideale, ma a meno di poter usare tempi da 1/125 in su il cavalletto irrinunciabile.

Questo delizioso gattino, suo malgrado, stato ripreso con ottica tele 80 mm e pellicola bianco-nero Ilford Delta 400, evidente la grande resa tonale esaltata dallo sfondo nero, la notevole differenza fra ombre e luci ha tagliato i dettagli del dorso e della coda, che rimangono quindi in ombra, ma proprio questo contrasto, a valorizzare la perfetta composizione dell'inquadratura e a congelare l'attimo di attonito allarme, prima della fuga. L'illuminazione sembrerebbe con flash, invece si tratta di una finestra e di un pannello riflettente bianco.

Gli obiettivi tele poi nel ritratto facilitano, specie con diaframma aper

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