|
Dopo la
recente acquisizione degli asset produttivi e tecnologici della
Konica-Minolta, da parte Sony, era scontato che arrivasse sul mercato la
prima reflex del colosso nipponico. Eppure la nuova Sony Alpha
DSLR-A100 ha sorpreso tutti, alla presentazione a giugno 2006. Al di la dei
10 Mpixel, si tratta di un sistema completo con ben 20 obiettivi gi
disponibili, fra cui tre preziosi Zeiss, di una reflex ben costruita
(non un giocattolo, come certe reflex 8 mpixel...), ad un prezzo
ragionevole, meno di 1000 Euro, obiettivo standard compreso. Il DNA
Minolta presente con la stabilizzazione, che integrata nella
reflex, ma anche dalla struttura a nido d'ape, con ben 40 settori,
dell'esposimetro.
 La
Sony Alpha una reflex dal design piacevole e dalla
struttura compatta, anche se non troppo pesante
CLIC SULL'IMMAGINE PER
INGRANDIRE
La Sony
Alpha a met strada fra le entry-level e le reflex per fotoamatori
esigenti, non si pu dire che come struttura sia a livello di Canon EOS
30D o della Nikon D200 (con corpo in magnesio), ma c' da dire che c'
plastica e plastica, quella dell' Alpha
ne fa una reflex vera, e poi c' un mirino che non uno spioncino,
prestazioni di tutto rispetto, ma il vero valore aggiunto si chiama Super
SteadyShot. Si tratta dell'Anti-Shake, che sulle reflex Minolta
7D e 5D, grazie a un giroscopio a controllo elettronico, montato
direttamente sul CCD, stabilizza qualsiasi obiettivo montato, con un
guadagno di ben 2 stop sul tempo di sicurezza. Risultato: un ipotetico
200 mm, passa da 1/250 a 1/60, come tempo minimo per l'uso a mano
libera! Ebbene questo sistema con denominazione Super SteadyShot,
sull'Alpha.
 Per
preservare il sensore da polvere e pulviscolo, la Sony Alpha ha adottato
un sistema Anti-Dust a vibrazioni.
Uno
dei talloni d'Achille delle reflex digitali, sempre stato quello
della polvere e del pulviscolo sul CCD. Per l'Alpha stato adottato un sistema a vibrazioni, che scuote il CCD a
ogni accensione, inoltre c' uno strato anti statico a protezione del
sensore. 
E'
una fotocamera che da un'impressione di solidit, ma maneggevole con i
suoi circa 600g, viene offerta in kit con uno zoom 18-70mm F3.5-5.6,
equivalente a un 27-105mm, non eccezionale ma dignitoso. Sulla
calotta sopra il pentaprisma, il flash retrattile assicura illuminazione
per ritratti e fill-in, una slitta con sportellino collega il flash
esterno. Sul frontale oltre allo sblocco per l'obiettivo, c' il
controllo della profondit di campo e il selettore per AF o Manual
Focus. Alla destra del pentaprisma, sono raggruppati tutti i comandi
di ripresa, un selettore circolare commuta i modi di esposizione AUTO,
P, A, S, M e i programmi tematici. Una rotella davanti al pulsante di
scatto, serve a variare i parametri di ripresa, un pulsante dietro,
quelli di scatto (singolo, continuo, ecc). 
I comandi sulla destra della calotta dell'Alpha,
alla destra del selettore circolare dei modi esposizione, i modi di
scatto, davanti al pulsante di scatto la rotella variazione parametri. CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
Alla
sinistra del pentaprisma, c' un altro selettore circolare, con le
impostazioni per esposimetro, flash, messa a fuoco, ISO, WB bilanciamento del bianco, gamma dinamica, colori.
Va confermata la scelta con il pulsantino al centro, e fatta la
variazione dei valori con il joy-stick circolare sul dorso.  Il
selettore circolare alla sinistra per le impostazioni, al centro il
pulsantino di conferma, le variazioni poi vanno fatte sul joystick
circolare sul dorso, sotto l'interruttore OFF ON. CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
Il
mirino con copertura del 95%, all'interno mostra i parametri di ripresa
e in una scala a destra il rischio di micromosso, ha due sensori che
rilevano l'occhio, attivando autofocus e disattivando il display. Il
display TFT veramente nitido e contrastato, in pi ben visibile
anche in pieno sole, con 2.5 pollici 230000 pixel, ha la rotazione
automatica immagine per agevolare le riprese in verticale.
La stabilizzazione
integrata Super SteadyShot, un aspetto dell'Alpha di cui abbiamo gi
detto. C' da dire che questa tecnologia secondo noi, una vera
svolta epocale, consente al fotografo di evitare l'acquisto dei costosi
obiettivi universali, ma anche di guadagnare sensibilmente in
nitidezza. Il sensore CCD SuperHAD (Hole Accumulated Diod) un 10,2
Mpixel effettivi, le dimensioni 23,6X15,8mm sono le
"classiche" APS-C, per una moltiplicazione ottica del solito
1,5X. Potrebbe essere lo stesso gi montato sulla Nikon B200, voce non
confermata.
 Il
sensore CCD SuperHAD da 10 Mpixel della Sony Alpha
Una caratteristica
dell'Alpha la tecnologia DRO, l'acronimo di Dinamic Range
Optimization, gestisce via software luminosit e contrasto,
selettivamente su una data zona della scena, oppure generalizzato.
Sapendo usare questa funzione, si evita di dover gestire in post
produzione, molti degli scatti. Un componente
importante come l'esposimetro, non poteva che essere con schema a nido
d'ape, tipico Minolta, i settori di rilevazione sono ben 40, per una
lettura della luce molto precisa.
 La
Sony Alpha ha preso il meglio della tecnologia Minolta, come il sistema
esposimetrico con struttura a nido d'ape, sul l'Alpha ben 40 settori,
per una precisione assoluta
Infine il processore
immagine, come sia possibile che si possa dargli un nome come "Bionz",
solo i recessi misteriosi della mente giapponese possono saperlo, fatto
sta che lavora egregiamente, restituendo le fotografie in tempi rapidi.
La registrazione avviene su schede Compact Flash e Memory Stick, con una
cadenza ottimisticamente dichiarata a 3 ftg/sec. Da dire che l'unico
limite allo scatto in sequenza, la capienza della scheda in uso, non
poco.
Il dorso dell' Alpha,
molto odinato e razionale, alla sinistra dell'ampio display, ha
quattro pulsanti con le funzioni Menu, tutte meno quelle
fotografiche, che sono gestite come detto da selettore e joy-stick, il
tasto subito sotto gestisce il Display, poi il tasto del Cestino
e l'ultimo per la Riproduzione. Lo zoom in riproduzione,
comandato dai pulsanti a destra dell' oculare, che normalmente (+/-
e AEL) sono dedicati a compensazione e blocco
esposizione. A destra del
display, il joy-stick con un tastino di conferma al centro, per le
funzioni fotografiche e in basso a destra il selettore per il Super
SteadyShot.

Il dorso della Sony
Alpha, sulla destra i quattro tasti per i Menu fotocamera, Display,
Cestino e Riproduzione. Sulla destra il joy-stick e il comando per Super
SteadyShot CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
L'autofocus
molto preciso e veloce, nel mirino un punto in rosso lampeggiante,
mostra la zona che in focheggiatura, si pu scegliere l'intervallo
di 0,3 o 0,6 sec e se passare sul circoletto centrale. L'otturatore
fornisce tempi da 30 a 1/4.000sec, con sincro flash a 1/160sec (1/125
con SteadyShot). Il bilanciamento WB del bianco molto efficiente e
versatile, con opzioni: Preimpostato, Giorno, Ombra, Nuvoloso, Tungsteno, Fluorescente,
Flash; si pu impostare la temperatura colore 2500-9900 K e il
Bracketing su WB. Le sensibilit ISO: Auto, 100/200/400/800/1600 I
modi esposizione sono: Automatica, Programmata, Priorit tempi, Priorit
diaframmi, Manuale, Selezione programmi tematici. Peso: 640g con la batteria
Dimensioni: 133.1x94.7x71.3mm (LxAxP)
Tutte le caratteristiche e le prestazioni, finora non citate potete
vederle cliccando sul pulsante sotto, LE SCHEDE TECNICHE A CONFRONTO.
Potrete fare un raffronto con le Nikon D80 e Canon EOS 400D.
L'immagine
sopra vi introduce a uno dei punti forti della Sony Alpha. Gli obiettivi
disponibili sono gi 20, se si condiderano solo quelli presentati con
questa reflex dalla Sony. C' da precisare che fra questi, ce ne sono
tre della Zeiss, inoltre che entro l'anno ne verranno presentati altri
dalla Sony. Ma non finita...l'innesto dell' Alpha compatibile
con tutti gli obiettivi Minolta serie A. Se a questo ci aggiungiamo gli
obiettivi universali, con innesto tipo A Minolta, arriviamo ben oltre 100
unita! Un vantaggio enorme per chi li ha disponibili, anche
considerando che sul mercato dell'usato, Minolta molto
presente.

Lo zoom Konica-Minolta AF 17-35mm f/2.8-4.0 D, della serie A Minolta un valido zoom standard, 14 elementi in 11 gruppi,
messa a fuoco interna.
Per vedere i 20 obiettivi serie SAL per l'Alpha, basta
cliccare su
OBIETTIVI PER SONY
ALPHA
sotto.
|
|
Con la presentazione a
giugno della prima reflex digitale Sony, l'Alpha DSLR-A100, la casa
giapponese ha dato il via a un nuovo standard tecnico-commerciale, per le
reflex entry-level. Ma Nikon con la D80 e Canon con la EOS 400D, non sono
state a guardare. Vi presentiamo queste tre DSLR da 10 Mpixel, senza la
pretesa di fare recensioni, vogliamo invece darvi la possibilit di fare
confronti, sui contenuti tecnici e su quello che offrono come
"sistema", dal punto di vista degli
obiettivi. Il debutto della Sony, nel campo delle DSLR un evento di
per se, considerando la qualit generale, la compatibilit con decine di
ottiche anche Minolta e il rapporto prezzo-prestazioni, lo ancora di
pi, per questo le dedichiamo molto spazio in questo articolo.

Le linee armoniose e morbide della nuova
Nikon D80 CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
La Nikon con la
D80 ha prontamente risposto, alla presentazione della reflex Sony Alpha, lo ha
fatto puntando su stile, qualit costruttiva e prestazioni. D'altronde le
reflex D50 e D70s, non avrebbero potuto reggere il confronto, la prima perch a
parte lo svantaggio in Mpixel, troppo "entry" anche come immagine,
per la D70s invece il solito destino delle fotocamere digitali, l'obsolescenza precoce
di validissime reflex come questa e altre. Con buona pace dell' investimento
fatto...ma il digitale questo signori. La Nikon D80 per filosofia
costruttiva e stile, figlia della D70s con un compatto, sia pure non troppo pesante,
corpo in plastica di qualit, ma con telaio in robusto metallo. Il risultato
una reflex che offre un feeling confortevole, ma anche un'affidabile struttura,
un
entry-level appetibile anche al fotoamatore esigente.
 Il
display sulla calotta della D80 con le impostazioni
di ripresa, una caratteristica tipicamente Nikon CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
Come si vede in
figura sopra, la D80 l'unica di queste tre reflex, con un display sulla
sommit dell'impugnatura, che mostra le impostazioni di ripresa. E' un
vantaggio oggettivo visualizzare questi dati, senza dover mettere l'occhio nel
mirino, come si vede tutti i comandi relativi a esposizione, compensazione, modo
scatto, autofocus e impostazioni, sono facilmente
raggiungibili. Questo display pu essere retroilluminato e in pi a reflex spenta,
mostra gli scatti rimanenti. Nella parte sinistra della calotta, un selettore circolare
gestisce i modi ripresa M, A, S, P e i programmi
tematici, oltre al modo
AUTO
per la esposizione in Full
Auto. Sulla sommit del pentaprisma, c' il consueto flash retrattile NG
13, con portata 5 metri, e in posizione arretrata la slitta per flash esterni.
 E'
bella e razionale anche dal lato dorso la D80, alla sinistra della calotta il
selettore modi esposizione, in evidenza l'ampio display da 2,5' e 230000 pixel,
qui protetto da uno schermo antiriflesso rimovibile CLIC SULL'IMMAGINE PER
INGRANDIRE
I comandi sul
dorso della D80, sono molto
simili a quelli della D70s, da notare che
tre dei pulsanti alla sinistra del display, hanno doppia funzione. WB
Bilanciamento del bianco, ISO Impostazione sensibilit, QUAL
Qualit e peso immagine, sono attivi per queste funzioni in ripresa. Ma
premendo il tasto col triangolino del PLAY, gestiscono varie funzioni in
riproduzione sull'ampio display.
L'oculare del mirino, con copertura del 95% che mostra
all'interno tutti i parametri di scatto affiancati in basso, riporta
gli 11 punti AF selezionabili ed molto luminoso. Alla sinistra dell'oculare c'
il pulsante del CESTINO, alla destra il tasto funzione AE-L/AF-L di blocco
esposizione e autofocus, segue la rotella di variazione parametri. Affiancati
al display sul dorso a destra, il joy-stick per la selezione/navigazione menu e
il tasto OK di conferma.
Il dorso della D80 dominato
dal display 2,5', i tasti alla sinistra hanno doppie funzioni
(ripresa/riproduzione), a destra il joy-stick e il tasto OK di conferma, un
layout razionale e pulito. CLIC SULL'IMMAGINE PER
INGRANDIRE
Lo
sportellino che si vede in figura sopra, sul fianchetto destro, custodisce il
vano per le schede di memoria tipo SD, le cui ultime versioni hanno capacit
fino a 4 Gb. Sul
fianchetto sinistro protetti da sportellini in gomma, si trovano le porte
USB 2.0, DC-IN per l'alimentazione, la porta A/V out per uscita
Audio/Video e un connettore di collegamento, per cavo elettrico di scatto
a distanza. Sul frontale della fotocamera, a sinistra dell'obiettivo
due tastini comandano profondit di campo e funzioni utente. Sulla
destra dall'alto i tasti Attivazione flash, Bracketing, Sblocco obiettivi,
AF-M per Selezione fuoco manuale o Autofocus.
Il cuore
della Nikon D80 il sensore CCD SuperHAD
(Hole Accumulated Diod), da 10,2 Mpixel
effettivi prodotto da Sony,
il medesimo a bordo della nuova reflex Sony. Le dimensioni di 23,6X15,8mm
e il formato APS-C, creano la consueta moltiplcazione ottica 1.5X. Il processore immagine prodotto da
Nikon, lo stesso gi
adottato sulle D200 e D2X, supporta egregiamente i file immagine con
risoluzione massima 3872x2592 provenienti dal sensore CCD, con algoritmo
12 bit a due canali. Il sistema esposimetrico il 3D Color Matrix
II, basato su un sensore da 420 pixel, in grado
di leggere la luce su le tre componenti fondamentali RGB, rileva con
precisione posizione e dimensione delle aree di ombra e di luce. L'autofocus
il Multi-CAM1000, gi montato sulla D200, con 11 aree di rilevazione TTL selezionabili.

La D80 con il battery pack opzionale, che
pu ospitare o due batterie dedicate, oppure (con adattatore) sei
batterie tipo AA, replica i comandi di scatto per le riprese in
verticale.
CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
L'otturatore fornisce tempi da 30 to 1/4000 sec, con sincro flash a 1/200sec. Le sensibilit disponibili sono da 100 a 1600
ASA, ma in modo HI fino a 3200 ASA.
Il bilanciamento WB del bianco in Auto TTL con sensore 420 pixel RGB, oppure con sei set up manuali; su temperatura in
Kelvin; predefinito; e per finire con bracketing (ce n' per tutte le esigenze).
Il supporto di memoria su memory card SD FAT/FAT32, i formati sono JPEG (tre livelli) e
RAW.
L'innesto obiettivi il Nikon F, ma c' completa compatibilit con gli obiettivi serie G o D AF
Nikkor; Micro Nikkor 85 mm F2.8D (no AF e alcuni modi esposizione); perfino le ottiche Non-CPU possono essere montate, ma non attivo il l'esposimetro e altre funzioni. Considerando l'esercito sconfinato di questi e degli obiettivi universali, con innesto Nikon F, la Nikon D80 ha circa 100 obiettivi disponibili.
Per tutte le altre caratteristiche e prestazioni non citate della D80, cliccate sul tasto sotto "LE SCHEDE TECNICHE A CONFRONTO".

Un upgrade in alto della EOS 350D, questo
la "nuova" entry level 10 Mpixel EOS 400D, alla Canon strategia
conservativa. CLIC SU IMMAGINE PER
INGRANDIRE
Se fosse
una partita a scacchi, questo spostamento in alto della entry level Canon,
potremmo chiamarlo arrocco, la tattica del giocatore che non sapendo
come affrontare l'avversario, si chiude in difesa. La Canon con la EOS
400D, ha affrontato la partita delle entry level 10 Mpixel, aggiornando la
EOS 350D con un sensore CMOS pi performante, in pi altre modifiche non
di secondo piano, ma la sostanza del corpo macchina la stessa della
350D. I limiti della "vecchia" DSLR 350D sono noti, la
pi leggerina del lotto al punto da dare poco rassicuranti sensazioni da
giocattolo, le dimensioni estremamente ridotte del corpo, non favoriscono
chi non ha mani da pianista, la struttura in plastica poco consistente,
ma la cosa grave in una reflex, l'oculare del mirino ridotto a uno
spioncino, poco luminoso e
scomodo. Il confronto con Sony Alpha e Nikon D80, precisiamo che non
da ossa rotte, siamo pur sempre su una reflex con processore DiGic II (lo
stesso delle EOS professionali), con un sensore CMOS che fornisce immagini
di alta qualit, ma il rapporto qualit-prezzo a favore dell' Alpha e
la qualit della D80 lontana.
Le differenze rispetto alla EOS
350D:
-Sensore
CMOS 10,1 Mpixel,
dimensioni 22.2X14.8 mm, risoluzione 3888X2592 pixel, 1,6X moltiplicazione
ottica, con ottimizzazione microlenti sulla superficie. -EOS Integrated Cleaning System,
il sistema Canon anti polvere, a protezione del sensore e di correzione
via software, per gli effetti in ripresa delle impurit. E' costituito da: -rivestimento
antistatico sulla superficie del CMOS -filtro low pass, con sistema di
pulizia a vibrazioni, anteposto al CMOS e vibra a ogni accensione, oppure
ad attivazione da parte del fotografo.
 Il
sistema di eliminazione della polvere, sulla EOS 400D a vibrazioni indotte
sul filtro low pass, da un elemento piezo.
-correzione
via software degli artefatti in ripresa, dovuti a polvere o pulviscolo sul
sensore CMOS. -Sensore
Auto Focus a 9 zone, il
sistema AF della EOS 350D aveva delle criticit, ora stato adottato quello
della 30D, molto pi preciso -Scatti
in sequenza fino a 10
in RAW e 27 in Jpeg a 3 ftg/sec, grazie al buffer maggiorato -Monitor LCD maggiorato da 2,5' 230000 pixel, ed eliminazione display b/n dei parametri di ripresa.
Altre modifiche di dettaglio: sensori sull'oculare che rilevano l'occhio, per disattivare il display sul dorso; nuovo mirino con 9 punti
AF, controllo WB e flash; pi altre su software e gestione immagini.
Sul pulsante sotto SCHEDE TECNICHE vedete le caratteristiche della EOS 400D e delle altre DSLR presentate in questa pagina.
Le altre caratteristiche e prestazioni, non citate in questa pagina, restano identiche a quelle della EOS 350D, le potete vedere cliccando sul pulsante sotto CANON EOS 350D.
Queste tre reflex hanno fatto da apripista alla nuova classe
delle entry level, i livelli prestazionali specie in rapporto ai prezzi,
sarebbero stati impensabili solo un anno fa. Ora a Photokina 2006, che avr
inizio fra pochi giorni, altre reflex e fotocamere digitali di questa classe
sono in arrivo, forse in arrivo ben altro, la fine del duopolio Nikon-Canon,
sar un bene per tutti, ma anche per queste due case che hanno fatto la
storia passata e attuale della fotografia.
Stefano Fedele Roma 21 settembre 2006
|