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Roberto
Mirandola
La
fotografia di Roberto è fatta di concetti poetici, amore per le radici e
per la sua terra, nostalgiche citazioni del passato di Venezia, Burano,
l'isola di Ariano, filtrate da un presente in cui i veneti veri e legati
alla tradizione come lui, non si riconoscono.
Questo disagio di un innamorato della Serenissima, trasformata in una
Disneyland per turisti, viene fuori dal racconto per particolari, per
scorci, quasi volesse scovare briciole di memoria nei riflessi sull'acqua
della Laguna, o nella ragnatela sul manubrio di una bici, metafora
arrugginita di un passato struggente e lontano.
Ci ha raccontato di quando dei turisti giapponesi fotografavano lui,
impegnato con la sua "anacronistica" biottica, a riprendere con
tanto di cavalletto la sua amata Venezia. Ci sarebbe piaciuto essere li a
fotografare a nostra volta la scena, emblematica di una incalzante cultura
della tecnologia orientale, contrapposta ai valori veri di una tradizione
fotografica pura e splendidamente dura a morire. Roberto predilige a
ragione il bianco/nero Ilford, ideale per sottolineare forme, strutture e
superfici tipiche del suo elegante linguaggio.
Le didascalie
sono tratte da commenti dello stesso Roberto Mirandola, le immagini sono
link a quelle originali, di grandi dimensioni e con tempi di scaricamento
spesso oltre i 15 secondi.

Riflessi
a Venezia (clic
sull'immagine per ingrandire)
"La macchina è la Mamiya 7 con l'ottica originale Mamiya N 80mm f
4,0 (schema ottico 6 lenti in 4 gruppi). La pellicola è l'inossidabile
Ilford PF4, sviluppata in Kodak D-76 diluito 1+1 per compensare luci ed
ombre. Lo scatto è stato eseguito a mano libera, ad f 5,6 con velocità
1/125 in una giornata di cielo terso. L'inquadratura è stata volta a
creare una linea diagonale nei riflessi delle gondole, che porta a
concentrare lo sguardo sul riflesso più grande in basso a sinistra, lo
scatto è stato scelto fra 4 o 5 simili grazie alla trama del riflesso del
palazzo sulla destra, che fa da sottofondo pur senza interferire con
l'essenza dell'immagine."

Riflessi
a Burano (clic
sull'immagine per ingrandire)
"Burano è oramai, e forse purtroppo, una specie di Disneyland della
Laguna di Venezia. Grande gioia dei turisti di tutto il mondo che
gioiscono, in fondo anche a ragione, nel fotografare i più inusitati
accostamenti di colore che esibiscono le case locali. Naturalmente gli
abitanti giocano ad accentuare i colori, con forzature che sono ben
distanti dagli originari colori pastello della Serenissima, ma tant'è,
nessuno sembra accorgersene. E allora cosa di meglio se non visitare
provocatoriamente l'isola, armati di pellicola in Bianco e Nero? Ecco
quindi il difficile tentativo di trasfigurare i riflessi dai mille colori
che creano le case specchiandosi nelle acque dei canali; meravigliosa
tavolozza per i pittori, ma ardua impresa in Bianco e Nero, talvolta
premiata da risultati positivi. Il lampione ed il camino che si specchiano
capovolti, chiariscono inequivocabilmente la ripresa, caratterizzata
dall'andamento diagonale delle linee. Pellicola Ilford FP4 esposta ad
1/125 f 8,0 e sviluppata in Kodak D76, macchina Rolleiflex SL66 con ottica
Zeiss Planar 80mm f 2,8."

Ombre a
Burano (clic
sull'immagine per ingrandire)
"Mentre tutti si accanivano sui giochi di colori tra facciate
"sfacciate", finestre con gli scuri verdi, davanzali in marmo
bianco, secchi gialli, ombrelloni viola e ....via colorando, a me è parso
naturale cogliere l'ombra dei panni distesi (sicuramente senza intenti
turistici), la cui ombra si stagliava su una parete giallo/verde. Ho
volutamente messo a fuoco la trama della muratura, esponendo per le luci.
Macchina Rolleiflex SL66 con Zeiss Planar 80mm f 2.8, esposizione 1/250 ad
f 11, sviluppo in Kodak D76."

Ombre
del Passato (clic
sull'immagine per ingrandire)
"Lo scatto è stato eseguito con la macchina che rappresenta forse il
mio più grande amore in casa Rolleiflex, la SL 66 reflex monoculare 6x6
dotata nell'occasione di Zeiss Planar 80mm f 2,8. Questa volta la
pellicola è la Ilford HP5 400 ASA con esposizione f 5,6 ad 1/250 con
sviluppo Ilford ID 11 sempre a diluizione 1+1. Scatto eseguito nel corso
di una visita ad un sito straordinario sia per l'interesse storico
(archeologia industriale), che per l'eccellente opera di recupero in cui
si è prodigata la provincia di Rovigo. Trattasi del Museo della Bonifica,
ha la propria sede nel colossale complesso idrovoro che rese possibile
ricavare l'Isola di Ariano. Tutto è stato recuperato con straordinaria
passione, compresi le grandi macchine e gli utensili da lavoro; la
bicicletta fotografata apparteneva ad uno dei guardiani di allora e mi è
parso giusto fotografarla, ricreando il sapore del tempo ed isolandola dal
contesto."

Trame
del tempo (clic
sull'immagine per ingrandire)
"Siamo ancora nello splendido Museo dell'Idrovora di San Ariano e
protagonista è ancora la bicicletta del vecchio operaio. I miei amici mi
hanno rimproverato di non aver usato un diaframma molto più chiuso, per
assicurarmi una profondità di campo molto maggiore ed avere tutto a
fuoco. Ma non era questo il mio intento; ho voluto infatti creare una
dilatazione spazio-temporale, per dare un'impressione di evanescenza e
mettendo a fuoco solo la ragnatela, segno etereo ma tangibile dello
scorrere del tempo. L'attrezzo è sempre la Rolleiflex SL 66 armata in
questo caso di obiettivo Zeiss Sonnar 150mm f 4.0, tempo di otturazione
1/250 a tutta apertura (f 4.0) e pellicola Ilford HP5 400 ASA con sviluppo
Ilford ID 11 sempre a diluizione 1+1."

L'altra
Venezia (clic
sull'immagine per ingrandire)
"Fotografia scattata con Mamiya 7 ed ottica
Mamiya 80mm f 4,0 su pellicola Ilford FP4 sviluppata in Kodak D76 1+1.
Dati di ripresa: tempo 1/250 ad f 11. Trovare espressioni diverse per una
fotografia a Venezia non è cosa facile; così ho provato ad entrare
dentro questo grande cilindro esposto in Piazza San Marco, in occasione di
una mostra sull’acqua. Volevo ritrarre Venezia “attraverso un oblò”,
ma i miei tentativi facevano scappare i colombi, così mi sono tirato
indietro ed ho aspettato che un bambino ed i colombi entrassero in scena.
La sagoma del Palazzo Ducale non lascia dubbi al luogo di ripresa."
Maurizio
Gennaro

Non
abbiamo potuto fare a meno di inserire questa affascinante fotografia, è
stata scattata alla Stazione Termini di Roma, la luce radente, i riflessi
su vetri e superfici metalliche, il cielo nero, creano un effetto di
suggestivo grafismo, la luce ha letteralmente disegnato questa immagine.
E' una fotografia di Maurizio Gennaro, romano, insegnante di tecnica
cinematografica e televisiva, presso l'istituto di stato per il cinema e
la televisione "R. Rossellini" di Roma. La foto è stata
eseguita con pellicola Konica per infrarosso bianco nero e una Rolleiflex
2,8 F. (clic
sull'immagine per ingrandire)
Rollei Club Italia
Roberto
Mirandola e Altair, oltre ad essere fotoamatori e collezionisti, sono
anche rispettivamente Presidente del Rollei Club Italia e webmaster del
sito Rollei Club Italia, una vera miniera di notizie, articoli e immagini,
per gli appassionati del 6X6 e delle Rolleiflex, nonchè Club on-line
Rollei, al link:

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Con
ammirazione e un pizzico d'invidia, li definiamo Fotografi Militanti. Sono
persone che per la loro viscerale passione pluridecennale, le notevoli
possibilità economiche, l'esperienza sul campo e la disponibilità di
vere "scuderie" con destrieri (così li definiscono), firmati
Rolleiflex e Mamiya, praticano la fotografia medio formato, con pellicola
6X6, di solito appannaggio dei professionisti.
Non sono per nulla interessati alle attuali effimere insalate
tecnologiche, o meglio usano le fotocamere digitali per puro divertimento,
curiosità, o quando le circostanze impediscono la fotografia meditata e
pensata, tipica del medio formato. Ma quando hanno voglia di fare
fotografia vera, militante, senza compromessi qualitativi, usano le loro
preziose biottiche Rollei oppure le sofisticate Mamiya e magari entrano in
camera oscura, a provare l'ebbrezza di veder nascere le loro creature
argentiche dal nulla, ve ne mostriamo alcune in queste due gallerie
immagini.
I due rappresentanti della fotografia militante che vi presentiamo sono:
Roberto Mirandola, un imprenditore veneto e Altair, pseudonimo necessario
per il fatto che ha un importante ruolo istituzionale, in comune ai due la
passione per il collezionismo Rolleiflex e la fotografia medio formato, ve
li "raccontiamo" con le loro creazioni 6X6.
Altair
E' un
Ligure trapiantato in Toscana la cui fotografia di paesaggio e ritratto è
solare, schietta, vera e lineare come sa essere la gente delle sue terre.
La fotografia medio formato è il più completo e qualitativo strumento,
di cui si possa avvalere chi come lui ama la fotografia meditata, pensata,
concepita e costruita per riprendere il paesaggio, urbano o agreste non
importa, ciò che conta per Altair è raccontare le emozioni di un
Lungotevere a Roma, o i colori di pianure incorniciate dagli Appennini
della sua Toscana, fra le quinte di un cielo e di un mare che sembra
volerli immergere nel blu.
Ci ha confidato di praticare la fotografia come puro esercizio di auto
gratificazione, lontano dai presuntuosi compiacimenti di fotografi, che
espongono nelle mostre inconcludenti pastrocchi, spacciati per capolavori
di arte visuale. Abbiamo dovuto insistere un bel pò per vincere la sua
ritrosia, si considera infatti un appassionato delle Rolleiflex e un
fotoamatore, disinteressato agli onori delle mostre. Ebbene in queste
fotografie, siamo convinti che anche voi vedrete come noi il gusto per la
composizione, la ricerca della luce come strumento creativo, il valore di
un paesaggista e ritrattista consapevole del proprio felice talento.
Le didascalie sono
tratte da commenti dello stesso Altair, le immagini sono link a quelle
originali, di grandi dimensioni e con tempi di scaricamento spesso oltre i
15 secondi.

Vernazza
2 (clic sull'immagine per ingrandire)
"Inverno 1999 - 2000. Questa foto è stata
scattata con una Rolleiflex Automat dell'anno 1939 a Vernazza (una delle
Cinque Terre). Pellicola Portra NC da 160 ASA, ho regolato a 1/100 e f16.
Ho approfittato dell'opportunità offerta dalla borsa, di avvitare un
sostegno senza estrarre l'apparecchio e mi sono appoggiato su un monopiede,
che uso anche come bastone da passeggiata. Ho voluto raccogliere gli
aspetti salienti dei borghi liguri, la scogliera, i turisti al sole, la
vecchia chiesa, le case che si arrampicano sulla collina, i terrazzamenti
e infine il cielo azzurro. L'andamento è dal basso verso l'alto, secondo
una linea compositiva che mi è cara."

Orme
sulla sabbia (clic sull'immagine per ingrandire)
"Primavera 2003. Da Marina di Vecchiano (Torre
del Lago) a Viareggio, vi è un tratto di macchia mediterranea ben
conservato a riserva naturale, ove si entra solo a piedi o in bicicletta.
La passeggiata è molto suggestiva e la spiaggia cui si può accedere dai
vari passaggi è sconfinata. Anche qui solita tecnica di sviluppare
l'immagine dal primo piano all'infinito. Con una Rolleicord VB ho
diaframmato a f 22 e regolato il tempo su 1/60. Ho messo a fuoco sull'iperfocale
del diaframma 16. Come mia abitudine ho voluto sfruttare il quadrato quale
formato pieno. Forse la regola dei terzi avrebbe suggerito di collocare un
poco più in alto e a sinistra le due figure in lontananza e magari di
mettere all'altra intersezione le orme più evidenti. Sarebbe bastato
spostare il punto di ripresa di una decina di passi a sinistra. Ma a me è
venuto fatto di inquadrare in questo modo e non mi sembra che il risultato
sia da scartare."

Cerchia
di monti (clic sull'immagine per ingrandire)
"Questa non è una foto Rollei, con una modesta
Kiev 88 e obbiettivo da 30 mm, ho ripreso l'intero arco dei monti che
vanno dalla Nuda (passo del Cerreto) fino all'Altissimo. Il taglio in
orizzontale allargato è imposto dalla necessità di mascherare la
distorsione a barilotto. Con la macchina in bolla l'orizzonte ha una linea
accettabile, anche se non del tutto conforme all'originale."

Pitigliano
con Mutar (clic sull'immagine per ingrandire)
"Primavera 2003. Il vecchio Borgo di Pitigliano,
sulla rupe tufacea, ricco di storia e di tradizioni. Dovevo far lavorare
un Rolleiflex 3,5 F di proprietà di un amico, in perfetto stato ma .. a
rischio di intorpidimento per l'inerzia del proprietario. Avevo anche un
Mutar 0,7 appena acquistato, con lenti molto belle e montatura vissuta. Ho
scattato in sequenza alcune foto, mettendo in opera e togliendo
l'aggiuntivo. Questa è scattata con effetto grandangolo e il risultato è
soddisfacente."

Primavera
sul Lungotevere (clic sull'immagine per ingrandire)
"Primavera 2003. Il Lungotevere da Castel S.
Angelo al Palazzaccio offre temi che ho più volte sfruttato.Gli alberi si
protendono verso il fiume come a creare una galleria. L'aspetto cambia con
le stagioni poiché si va dai rami secchi alla coltre fitta di foglie.
Questa foto è stata scattata in primavera, con una Rolleicord IV
equipaggiata con Xenar triangolo rosso, pellicola Fuji 400. Ho regolato a
1/250 e f 16. Volevo rendere, e mi pare di esserci riuscito, l'effetto
dato dalle ombre dei rami appena velati dalle prime foglie."

Il
vecchio e il mare (clic sull'immagine per ingrandire)
"Il vecchio
pescatore ormai traghettava i turisti, ma nel suo sguardo un poco
appannato, sembrava di rivedere il mare infinito. La mano che porgeva per
aiutare la salita sulla barca, mostrava ancora la forza per manovrare il
timone e alzare le reti.
La foto scattata con una Rolleicord è una delle ultime da me stampate
personalmente...la carta era un pò troppo contrastata. Comunque la stampa
si lascia vedere e dopo trent'anni l'originale è ben conservato."
Caratteristiche
e prerogative del 6X6
Probabilmente
chi è abituato a un tipo di fotografia come le istantanee, le foto
ricordo di famiglia, o quelle "dinamiche" di sport, non avrà
capito o condiviso il senso vero e profondo di questa galleria immagini.
Ma se solo uno su cento di questi visitatori (e sappiamo che sono la
stragrande maggioranza), avrà avuto la voglia di attendere i 15-20
secondi necessari a visualizzare queste immagini, pensiamo di aver fatto
centro. Il mondo 6X6 (o medio formato) è in grado, per il solo fatto che
il fotogramma è il quadruplo del 24X36, di raggiungere livelli
qualitativi di eccellenza, purtroppo non percepibili in queste pagine, con
immagini che abbiamo dovuto comprimere per permettere la visualizzazione
in tempi ragionevoli.
Il confronto con il digitale, con sensori CCD e CMOS di dimensioni pari a
meno di 1/4 del fotogramma 6X6, dal punto di vista qualitativo poi non si
pone proprio. Le fotocamere e le attrezzature del medio formato per
natura, dimensioni e peso sono adatte a un tipo di fotografia comunque
diversa dal digitale, meditata, ragionata e incline al paesaggio, al
ritratto o allo still life e questo è un altro solco profondo, rispetto a
chi predilige la praticità e l'immediata fruibilità del digitale.
Altra caratteristica peculiare della fotografia 6X6 è il taglio quadrato
del fotogramma e quindi delle stampe, è un aspetto che
"spiazza" noi del piccolo formato, ma che porta chi pratica
questa affascinante fotografia a "vedere la realtà" con occhio
diverso, anche quando utilizza fotocamere a pellicola 24X36 o digitali.
Noi in questo contesto, avendo fotografato sempre e solo con pellicola
24X36, rimaniamo stupiti e affascinati da cosa è capace di offrire questo
tipo di fotografia.
Il costo delle
attrezzature fotografiche per medio formato, è attualmente tale da
renderlo riservato a un'elite di professionisti e fotoamatori evoluti.
Questo è un vero delitto, considerando che prima dell'avvento delle
reflex 24X36, il cosiddetto formato Leica, avvenuto all'inizio degli anni
'60, il formato 6X6 era la norma. Attualmente ai comuni mortali, con
possibilità economiche medie, è possibile accedere al medio formato solo
sull'usato e comunque con costi non trascurabili, e non ci sono speranze
che le cose cambino, il digitale ora domina gli interessi del mercato.
La speranza è che anche chi non è un Fotografo Militante come Altair e
Roberto Mirandola, capisca che i feticci tecnologici attuali, dovranno
fare una strada molto lunga, prima di soppiantare la Fotografia Vera come
questa.
Noi con l'aiuto di questi due Signori Del Medio Formato, abbiamo
intenzione di costruire una sezione interamente dedicata al 6X6 e in
futuro (chissa?) di creare anche una community del 6X6, con buona pace di
chi ha già suonato la campana a morto per la fotografia argentica e per
la gioia di chi vuole avvicinarsi alla fotografia di qualità veramente
per tutti, non solo d'elite.
Stefano
Fedele Roma 28/5/2004
Altair
Altair
inoltre pubblica sue immagini, articoli su Rolleiflex, e su altre
fotocamere, anche digitali come la Leica Digilux 2, da non perdere gli
articoli-galleria, storie di vita fotografica da parte di un grande
appassionato delle Rolleiflex biottiche al link:


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