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Donne
e rayografie di un
genio immortale
L'immagine
sopra, tratta da un famoso still life di Man Ray, la consideriamo un
ideale compendio della sua concezione artistica, occhi languidi di donna,
un busto-autoritratto, oggetti privati della loro funzione e ridotti a
pure forme compositive, luce dura e radente.
Man Ray, "uomo raggio" pseudonimo artistico di Emmanuel
Radnitsky, nasce a Filadelfia (Pennsylvania) il 27 agosto 1890, da
genitori ebrei russi, con i quali si trasferisce a sette anni a New York.
A diciannove anni studia alla Scuola delle Belle Arti di New York e segue
corsi di disegno e di acquarello presso il Ferrer Center.
Scopre i movimenti artistici europei nel 1913, dopo aver visto opere di
Marcel Duchamp e Francis Picabia all'Armory Show. Realizza quindi il suo
primo quadro cubista: un ritratto di Alfred Stieglitz. Si sposa con la
poetessa Adon Lacroix con la quale pubblica il libro A Book of Diverse
Writings, la Grande Guerra gli impedisce il progettato trasferimento a
Parigi.
A venticinque anni, Man Ray acquista una macchina fotografica, una Kodak
portatile, per riprodurre i suoi quadri e fonda la prima rivista americana
dadaista "The Ridgefield Gazook" con sue illustrazioni e testi
di sua moglie Adon, il 1915, l'anno della prima esposizione alla Daniel
Gallery di New York. Nel 1919 si separa dalla moglie, e inizia una
collaborazione fotografica e cinematografica con Marcel Duchamp.
Berenice Abbott
1921 (clic sull'immagine per ingrandirla)
Nel
1921, vince un premio per un ritratto di Berenice Abbott, scultrice e in
seguito grande fotografa e sua assistente per tre anni, raggiunge Marcel
Duchamp a Parigi dove incontra i dadaisti, fa la conoscenza di Jean
Cocteau ed Erik Satie. Sono anni pieni di attivit
artistiche: pubblica libri, espone a mostre personali e collettive,
realizza le rayografie (tecnica fotografica particolarissima), immagini di
nudo, ritratti e fotografie di moda.
Nel 1923 gira Retour la raison, il primo di alcuni film (Anmic cinma,
Emak Bakia, L'Etoile de mer, Les Mystres du Chateau de d). L'invasione
nazista del 1940 costringe Man Ray a lasciare Parigi per trasferirsi prima
a New York, poi a Hollywood dove incontra Juliet Browner, sua futura
moglie, torner a Parigi dopo 11 anni.
Alla Biennale di Venezia del 1961 riceve la medaglia d'oro per la
fotografia mentre nel 1971 gli saranno dedicate due retrospettive, a
Rotterdam e a Milano (alla Galleria Schwarz), comprendenti 225 lavori
realizzati tra il 1912 e il 1971. Man Ray muore a Parigi, nel 1976,
allet di 86 anni.
Autoritratto solarizzato 1933 (clic sull'immagine per ingrandire)

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Il
genio creativo di Man Ray, lo port a utilizzare come "vettori
espressivi", tutte le forme possibili: pittura, fotografia e cinema.
Dopo gli inizi pittorici al circolo artistico anarchico Francisco Ferrer e
con Alfred Stieglitz alla Galleria 291, dove ammirava Picasso e Czanne,
il grafico Radnitsky, poco pi che ventenne, inizi il suo studio sulla
luce come strumento e fine compositivo, cambiando il nome in Man Ray: Uomo
Raggio. Per le sue creazioni fotografiche utilizz sempre una comune
Kodak portatile, inizialmente usata per la riproduzione delle sue opere
pittoriche, divent poi la fedele compagna di tanti capolavori, insieme
alla luce elettrica, che gli consent un agevole controllo di luci e
ombre.
Con questi strumenti divent il vero creatore dello stile e della tecnica
ritrattistica, fino ad allora relegata ad una semplice registrazione
meccanica della realt a fini documentaristici o celebrativi, creazione
di forme e stati d'animo partendo da oggetti comuni, studio della luce e
delle ombre, composizioni in multiesposizione tali da dare effetti di
surreale estraniamento. Un esempio la composizione fotografica che
potete vedere sotto, si tratta di vari elementi fusi fra loro in
multiesposizione, con un effetto di astrazione inquietante.

Interior,
1932 (clic sull'immagine per ingrandirla)
Noi
come appassionati di fotografia, siamo colpiti da queste composizioni
esistenziali, dove gli oggetti, la luce e le ombre diventano pura
narrazione e sperimentazione, ampiamente ripresi da certi still life
attuali, anche a livello pubblicistico e pubblicitario, in una parola Man
Ray l'inventore di un genere fotografico e quasi tutto ci che segue,
giorni nostri compresi parte da lui.
Ritratti,
nudi femminili e
rayografie
Nella
produzione di Man Ray, talmente poliedrica da rendere l'etichetta di
dadaista assolutamente semplicistica, secondo
noi i ritratti, i nudi femminili e la rayografia, sono oltre che l'acme
della sua caratura artistica, anche emblematici del personaggio, la sua
febbre creativa lo port a stravolgere i canoni tecnico-creativi del suo
presente e del futuro, nel campo della ritrattistica, al punto che la
fotografia pubblicistica e di moda, riconoscono in lui l'iniziatore, basta
vedere il ritratto di Berenice Abbott a sinistra per capirlo.
Le rayografie
poi rappresentano, un momento di totale rottura dai canoni tradizionali
della fotografia, sia in senso espressivo che realizzativo. Si trattava di
una tecnica, di cui fu maestro riconosciuto, in cui le fotografie erano
ottenute semplicemente applicando sul materiale fotosensibile in camera
oscura delle mascherature opache o translucide, addirittura a volte degli
oggetti, il risultato un'immagine negativa, ottenuta senza l'ausilio
della fotocamera. Sotto un esempio di rayografia, Gun
with alphabet stencils
del 1924, cliccate sull'immagine per ingrandirla.



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