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Da sempre le
fotocamere medio formato sono sinonimo di fotografia professionale, con corpi
macchina massicci e pesanti come le Hasselblad e le Rolleiflex,
ergonomicamente molto diverse dalle reflex 35 mm. La Mamiya un'altro dei
costruttori storici nel medio formato, ma da sempre molte sue fotocamere,
hanno la caratteristica di ricalcare l'impostazione delle 35 mm, la filosofia
ispiratrice ergonomia, leggerezza, in una parola portabilit nel medio
formato.
La Mamiya 7 e l'attuale 7 II sono fra le espressioni pi evolute di questa
classe, bene ricordare che utilizzano pellicola 120-220 con fotogrammi
6X7, dimensione pi che quadrupla rispetto al 24X36, con relativi benefici
della qualit immagine.
Ma la nostra panoramica sulla Mamiya spaziera' dal passato, con le Mamiya 6 folding prima maniera, la 6 a telemetro (antesignana delle attuali 7), fino
al prossimo futuro con la medio formato digitale Mamiya ZD, per tutte la medesima
filosofia di portabilita' nel medio formato.

La parola
d'ordine della portabilita' Mamiya con la 7 e la successiva 7 II, e' tutta
nella struttura molto leggera ma robusta, nelle dimensioni veramente compatte
per una medio formato e nei comandi, simili a quelli delle fotocamere 24X36,
quindi molto intuitivi e pratici.
Lo chassis in leggera e robusta lega Silumin, l'otturatore centrale integrato
negli obiettivi, l'adozione di un mirino a telemetro, contribuiscono a
limitare il peso a soli 1200 g ottica standard 80 mm compresa. Impugnando la
7 II si ha l'idea di usare una fotocamera affidabile, compatta e con la
piacevole sensazione di luminosita', che dona il mirino a telemetro spostato
sulla sinistra. Per chi viene dalle reflex 35 mm, la sensazione
sconcertante e piacevole insieme, non essendoci ne l'oscuramento
nell'oculare, ne alcun rumore di specchi ribaltabili allo scatto, solo un
lieve fruscio dell'otturatore centrale, sembra quasi di non aver scattato. La
soluzione della messa a fuoco a telemetro, un altro degli elementi di
originalita' della Mamiya 7, per il medio formato le soluzioni
"classiche" del pozzetto o quelle storiche della doppia ottica,
sono su questa fotocamera abbandonate, in favore della leggerezza e massima
praticita'.

Il telemetro
della Mamiya 7 molto affidabile, leggero e preciso, si basa sulla
sovrapposizione della doppia immagine sul soggetto.
Stiamo
volutamente parlando di Mamiya 7 e 7 II in quanto per queste due fotocamere, la
prima del 1995 e la seconda di circa tre anni dopo, le differenze sono minime
a livello estetico e all'interno c'e' per la 7 II un diverso mirino, con
delle cornicette piu' chiare e luminose, che hanno la doppia funzione di
controllo parallasse e campo inquadrato per le ottiche 65-80-150 mm, per le
altre ottiche da 43, 50 e 210 mm vanno utilizzati dei mirini aggiuntivi, da
montare sulla slitta porta accessori.
Non essendo
presente l'otturatore e lo specchio reflex nel corpo macchina, al cambio
degli obiettivi per oscurare la pellicola, bisogna agire su una manopola nel
fondello della fotocamera, per inserire un volet di protezione, la forma di
questa manopola (piu' pratica per la 7 II) un'altra differenza fra le due
versioni.
Il classico formato 6X6 sulle Mamiya 7-7 II e' stato sostituito dal 6X7, che
offre una migliore gestione delle inquadrature orizzontali (anche se c'e' chi
continua a considerare 6X6 il vero medio formato), questo comporta
un'autonomia di 10 pose per pellicola 120 e 20 per la 220, per fotogrammi da
56x69,5 mm.

La Mamiya 7
prima versione, differisce poco dalla successiva 7 II, a eccezione di qualche
particolare estetico e del mirino con cornici luminose, la grossa ghiera
sopra il pulsante di scatto gestisce: tempi, sensibilit e correttore
esposizione +/- 2EV. CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
Ma per
questa fotocamera c'e' un ulteriore elemento di originalita', la disponibilita'
di un adattatore con mascherina per le pellicole 24X36, da utilizzare in
funzione panoramica con fotogrammi da 24X65, per 16 pose (usando un rullino
da 36).
E' una prerogativa
unica della Mamiya 7-7 II, che puo' essere ulteriormente esaltata con l'uso
di ottiche ultra grandangolari, come 50 o 43 mm che ha ben 92 di angolo in
ripresa.

L'adattatore
per pellicola 35mm prerogativa unica delle Mamiya 7-7 II, costituito da
due rocchetti, di cui uno ricevente e da una mascherina per limitare il
fotogramma, fornisce riprese panoramiche da 24X65.
Tutte le
funzioni, otturatore compreso, della fotocamera sono gestite elettronicamente
e alimentate con una batteria da 6V.
L'esposimetro posizionato nel mirino, quindi non TTL ma comunque
l'esposizione calcolata su un'area ristretta della scena inquadrata,
variabile in funzione dell'obiettivo usato, quindi molto precisa.
L'otturatore e' elettronico interno agli obiettivi e fornisce tempi da 4 a
1/500 sec piu' posa B in manuale, in automatico a priorita' diaframmi i tempi
lenti vanno oltre i 4 sec, da segnalare che rispetto alla 7 la 7 II ha una
levetta sul dorso, a portata di pollice, per abilitare le esposizioni
multiple. L'autoscatto e' elettronico con ritardo di 10 sec e il flash,
essendo l'otturatore centrale e negli obiettivi, sincronizzato su tutti i
tempi, una delle caratteristiche che fanno veramente la differenza. In
esposizione automatica premendo a meta' il pulsante di scatto, si ottiene il
blocco dell'esposizione e sulla ghiera tempi-sensibilit c'e' anche la
correzione di esposizione, con intervalli di 1/3 per +/- 2 EV. Il riarmo
dell'otturatore con trascinamento pellicola, e' attuato con la leva di
carica, che ha una corsa notevole, tale da penalizzarne la velocita'.

Tutti i
comandi sono raggruppati a destra
della calotta, un'impostazione simile a quella delle reflex 35mm molto
pratica e intuitiva, la ghiera vicino alla slitta flash gestisce tempi,
sensibilit e correttore esposizione +/- 2EV, la grossa leva sopra il
pulsante di scatto carica otturatore e pellicola, i contatti elettrici nella
flangia portaobiettivi, gestiscono l'otturatore centrale elettronico negli
obiettivi.
Il mirino
spostato tutto a sinistra e' uno dei punti di forza, come gia' detto si
avvale di un preciso telemetro per la messa a fuoco, a sovrapposizione
d'immagine accoppiato a un pentaprisma, con base di misura di 60 mm,
estremamente luminoso e preciso.
Nella parte bassa sono visibili i tempi di esposizione, segnali di sovra e
sotto esposizione, sovrapposta alla scena c'e' una cornicetta luminosa bianca
di controllo parallasse e quadro, che si adatta automaticamente agli
obiettivi 65-80-150 mm, per gli altri sono disponibili dei mirini esterni.

Questa
immagine da un'idea delle cornicette di controllo parallasse-quadro nel
mirino della 7 II (nella realt sono luminose e bianche), verde per
obiettivo 65mm, arancione per 80mm, azzurro per 150mm.
GLI
OBIETTIVI DELLA MAMIYA 7
Per le Mamiya 7 e 7 II,
sono disponibili 6 obiettivi che coprono tutte le esigenze
fotografiche
pi frequenti, le focali disponibili vanno dal supergrandangolare 43 mm
(equivalente a un 21 mm per 24X36), fino all'ultimo arrivato 210 mm. Sono
tutti in metallo brunito e danno un'impressione di notevole solidit e
qualit, hanno indicazioni in bianco ben chiare, paraluce a baionetta.
Questi in dettaglio sono gli obiettivi per Mamiya 7 e 7 II:
Ultragrandangolare 43 mm f4,5
Grandangolare 50 mm f4,5
Grandangolare 65 mm f4
Normale 80 mm f4
Teleobiettivo 150 mm f4,5
Teleobiettivo 210 mm f8
Per vedere immagini e caratteristiche tecniche di questi obiettivi fate clic
sul pulsante sotto OBIETTIVI MAMIYA 7 II

LE NOSTRE
CONCLUSIONI
Potrebbe sembrare
anacronistico in piena era digitale, dedicare cosi' tanto spazio a una fotocamera considerata "obsoleta", dai gran sacerdoti del digitale.
Noi pensiamo invece che esistono concetti fotografici, talmente validi e
originali da non passare mai di moda, la Mamiya 7 II e' una medio formato che
unisce i vantaggi del grande fotogramma 6X7 (qualita' immagine superiore), a
quelli del telemetro e dell'impostazione simil reflex, chiunque sappia
apprezzare queste impagabili prerogative, non passera' al digitale tanto
facilmente.
L'unica nota dolente della Mamiya 7 II il prezzo di 2900 Euro con
obiettivo normale 80mm f4 in livrea nera o champagne, ma la qualit del
medio formato si paga cara. Sull'usato la Mamiya 7 va un po' meglio, i prezzi
degli obiettivi sono alla pagina ad essi dedicata.

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acquistare e vendere obiettivi e fotocamere Mamiya usati, iscrivetevi gratis
a EBay, il pi grande fotomercato on line del mondo, ogni giorno trovate
migliaia di inserzioni.
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La
tradizione di portabilita', affidabilita' e alte prestazioni nel medio
formato della Mamiya, prosegue anche nella fotografia professionale digitale
con la Mamiya ZD,
una fotocamera che esteticamente ha l'apparenza di una reflex dalle
dimensioni maggiorate, con un CCD di grandi dimensioni da 36X48mm e
risoluzione di ben 22 Mpixel.
La ZD ha debuttato a Photokina 2004, il salone della fotografia che in
Ottobre 2004, ha presentato varie novita' nella fotografia digitale
professionale, fra cui questa medio formato digitale Mamiya ZD, che
sicuramente ha fatto grande impressione.
L'originalita' di questa fotocamera, che poi per Mamiya un vero motto
risalente alle Mamiya 6 degli anni '80 a pellicola, sta nella compattezza e
nella leggerezza di uno strumento, che in soli 1200g batteria compresa, ha il
dorso digitale integrato, con due slot di memoria e un buffer interno tali,
da permettere ampia flessibilita' operativa e comodita' d'impiego al
fotografo, conservando elevati standard di qualita' immagine.

L'impostazione
della Mamiya ZD
quella di una reflex maggiorata nelle dimensioni, ma il peso di soli 1200g
e le potenzialit di memorizzazione, con due slot per memory card e i ben 22
Mpixel di risoluzione, ne fanno un valido strumento per fotografi
professionisti.CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
I fotografi professionisti
che usano la Mamiya 645 AF D, potranno utilizzare su questa fotocamera i
medesimi obiettivi della classe Sekor, splendide ottiche autofocus in otto
focali fisse dal supergrandangolare 35mm f3,5, al tele 300mm f4,5 pi due
zoom 55-110mm f4,5 e 105-210mm f4,5.
PRESTAZIONI FOTOGRAFICHE
DELLA MAMIYA ZD
Cadenza di scatto:
1,5 ftg/sec per 11 scatti consecutivi
Bilanciamento del bianco:
2 modi automatici, 8 set-up manuali
Sensibilita':
50-400 ISO a passi di 1/3
Mirino:
ottico a pentaprisma, copertura 98%
Autofocus:
TTL a rilevazione di fase
Modi esposizione:
Automatica (priorit tempi e diaframmi), Programmata, Manuale
Misurazione esposizione:
Allargata, Prevalenza centrale, Spot
Bracketing:
2-3-5 ftg singoli o continui, passi da +/-0,3 a +/- 1
Otturatore:
Elettronico a tendine verticali, tempi da 30 a 1/4000 sec, sincro flash 1/125
sec, posa B
Innesto obiettivi:
Mamiya 645 AF D

Il dorso
della Mamiya ZD
ricalca le impostazioni comuni alle reflex digitali, l'appunto da fare il
display LCD TFT da 1,8' che un p limitato per il medio formato.
CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
LE
PRESTAZIONI DIGITALI DELLA MAMIYA ZD
Sensore CCD:
36X48mm
Dalsa CCD da 22 Mpixel (4008X5344)
Slot memory card: 2 per card CF e SD (100 file
RAW su SD 4GB)
Formato file: Mamiya RAW, RAW nativo, JPEG su
tre livelli
Spazio colore: Adobe RGB, sRGB
Interfacce: Video out PAL/NTSC, IEEE 1394
Sul piano tecnologico va segnalato il chip ASIC, per l'ottimizzazione in
tempo reale dei dati dal CCD e il convertitore A/D Analogico/Digitale a 14
bit. Il software Mamiya Digital Photo Studio, ha tutte le funzioni di
gestione classiche di archiviazione e fotoritocco su PC, ma in pi c' la
possibilit di simulare al computer alcune funzioni fotografiche, come tempi
e diaframmi.
Anche grazie alla struttura della calotta in magnesio, il peso della Mamiya
ZD contenuto in soli 1200g.
Il prezzo della Mamiya ZD al momento attuale (Novembre 2004) non stato
comunicato, sar di certo superiore ai 9000 Euro.
IL DORSO DIGITALE MAMIYA ZD BACK
Direttamente derivato dal dorso integrato nella
fotocamera Mamiya ZD, a Photokina stato presentato il dorso digitale ZD
Back, concepito per la digitalizzazione delle fotocamere analogiche
medio formato, Mamiya 645 AF D e RZ67 Pro IID.
Il sensore CCD da 22 Mpixel e l'unit logica, sono analoghi alla Mamiya ZD,
la cadenza invece scende a 1,2 ftg/sec per 11 scatti.

Il dorso
digitale Mamiya ZD
Back, derivato
dall'unit logica della fotocamera ZD, 22 Mpixel per la digitalizzazione
delle medio formato analogiche 645AFD e RZ67 Pro IID.

E' un po'
pretenzioso da parte nostra raccontare la storia della Mamiya lo ammettiamo,
ma crediamo sia giusto vedere le origini di questo costruttore, che da pi
di 60 anni sinonimo di innovazione ed eccellenza, nella fotografia
professionale.
La compagnia fu fondata nel 1940 da Tsunejiro Sugawara che la finanzi e
Seichi Mamiya, progettista di macchine fotografiche, da cui deriva anche il
nome del marchio.
La prima macchina che produssero fu loriginale
Mamiya
6, caratterizzata dalla
messa a fuoco sul piano della pellicola anzich sulle lenti. Seichi Mamiya,
la disegn secondo l' Human Engineering, quindi pi comoda da
maneggiare rispetto alle altre macchine esistenti. Apport molte altre
caratteristiche e migliorie, che fecero salire le vendite a 400.000 pezzi in
20 anni.

La Mamiya
6 IV, prodotta dal 1947 al 1952, con ottica Olympus-Zuiko 75mm
f3,5 e otturatore Seikosha-Rapid con tempi da 1 a 1/500sec, posa B.
Alla fine
della II Guerra Mondiale, la Mamiya ebbe grossi ordini di materiale dagli
Stati Uniti e apr una grande fabbrica a Tokio, assumendo la denominazione
Mamiya-Seiko. Nonostante il divieto del Quartier Generale delle Forze Alleate
di Occupazione in Giappone, di vendere materiale fotografico in patria,
grazie al suo status di maggior
esportatore di macchine fotografiche, la Mamiya poteva vendere i
propri prodotti anche allinterno del Giappone.
Nel 1950 Mamiya apr proprie filiali a New York e Londra, per accelerare la
richiesta internazionale.
Nel 1951 Mamiya fu inserita nella Borsa Valori di Tokyo.
Nel 1970 fu la volta della RB67, la prima reflex
a formato medio 6X7 con obiettivi intercambiabili e dorso rotante. Questo
meccanismo, associato alla messa a fuoco a soffietto, ne decret il successo
immediato in tutto il mondo.
Nel 1975 Mamiya produsse ancora una fotocamera unica al mondo, la Mamiya
645, eclettica e compatta medio formato SLR, con il versatile formato
6X4,5.
Nel 1982 la Mamiya RZ67 fu progettata con le
migliori tecnologie elettro-meccaniche e ottiche, rafforzando la
posizione di leadership nelle fotocamere medio formato.
Il 1989 vide la rinascita della Mamiya 6 in una
nuova fotocamera moderna e compatta medio formato, con obiettivi
intercambiabili, che ha aperto nuove possibilita' di qualit dellimmagine
ai foto giornalisti, fotografi darte e entusiasti della fotografia, che
precedentemente potevano contare solo sulla classica 35 mm. Questa Mamiya 6
da considerare la progenitrice delle Mamiya 7 e 7 II.

La Mamiya
6 del 1989 aveva caratteristiche rivoluzionarie, con obiettivi
intercambiabili, compatta triplo formato 6X6, 4,5X6, funzione panoramica con
fotogramma 24X65 utilizzando pellicola 35mm, la progenitrice delle future
Mamiya 7 e 7 II. CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
L'impegno
e le innovazioni di Mamiya sono evidenziate di nuovo nel 1992 con
lintroduzione della Mamiya
645 Pro, innovativa
reflex medio formato. La
Mamiya
6MF (Multi-Format) e il
300 mm f2,8 APO per la 645 apparvero nel 1993, la
RZ67
PRO II e l'obiettivo 500
mm f4,5 APO nel 1994.
Nel 1995 apparve la Mamiya
7 descritta in questo
articolo.
Segu nel 1998 la Mamiya
645 PRO TL, quinta
generazione del 6X4,5 cm, dotata di sistema TTL flash, per una migliore
gestione dell'esposizione e della luce flash.
Nel Novembre 1999 debutt la prima fotocamera medio formato 6X4,5 autofocus
della Mamiya: la M645 AF,
con ottiche AF dedicate, ma con la possibilit di montare tutte le 22
ottiche manuali della serie M645.
Nel Marzo del 2000, esordi' la nuova
M645,
nella quale furono studiate nuove soluzioni, per poter passare dal 35 mm al
medio formato con estrema facilit, la
M645
E utilizza tutte le
ottiche manuali della serie M645.
Il resto storia attuale di una casa che ha saputo coniugare innovazione,
portabilit, prestazioni tecnico-ottiche ai massimi livelli del mondo
professionale e amatoriale ad alto livello.
Stefano Fedele

Questo articolo stato
possibile grazie alla collaborazione di Roberto Mirandola del Rollei Club
Italia, che ci ha fornito immagini e documentazione sulle Mamiya 7, 7 II e
sulle Mamiya storiche, per entrare nel Rollei Club, regno del medio formato,
clic sul pulsante sotto.
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