Mamiya e'  uno dei costruttori storici nel medio formato, con il motto della portabilita' partendo dalla 6 fino all'attuale 7 II e alla recentissima medio formato digitale ZD


Con il contributo di Roberto Mirandola del Rollei Club Italia

Da sempre le fotocamere medio formato sono sinonimo di fotografia professionale, con corpi macchina massicci e pesanti come le Hasselblad e le Rolleiflex, ergonomicamente molto diverse dalle reflex 35 mm. La Mamiya un'altro dei costruttori storici nel medio formato, ma da sempre molte sue fotocamere, hanno la caratteristica di ricalcare l'impostazione delle 35 mm, la filosofia ispiratrice ergonomia, leggerezza, in una parola portabilit nel medio formato.
La Mamiya 7 e l'attuale 7 II sono fra le espressioni pi evolute di questa classe, bene ricordare che utilizzano pellicola 120-220 con fotogrammi 6X7, dimensione pi che quadrupla rispetto al 24X36, con relativi benefici della qualit immagine.
Ma la nostra panoramica sulla Mamiya spaziera' dal passato, con le Mamiya 6 folding prima maniera, la 6 a telemetro (antesignana delle attuali 7), fino al prossimo futuro con la medio formato digitale Mamiya ZD, per tutte la medesima filosofia di portabilita' nel medio formato.

La parola d'ordine della portabilita' Mamiya con la 7 e la successiva 7 II, e' tutta nella struttura molto leggera ma robusta, nelle dimensioni veramente compatte per una medio formato e nei comandi, simili a quelli delle fotocamere 24X36, quindi molto intuitivi e pratici.
Lo chassis in leggera e robusta lega Silumin, l'otturatore centrale integrato negli obiettivi, l'adozione di un mirino a telemetro, contribuiscono a limitare il peso a soli 1200 g ottica standard 80 mm compresa. Impugnando la 7 II si ha l'idea di usare una fotocamera affidabile, compatta e con la piacevole sensazione di luminosita', che dona il mirino a telemetro spostato sulla sinistra. Per chi viene dalle reflex 35 mm, la sensazione sconcertante e piacevole insieme, non essendoci ne l'oscuramento nell'oculare, ne alcun rumore di specchi ribaltabili allo scatto, solo un lieve fruscio dell'otturatore centrale, sembra quasi di non aver scattato. La soluzione della messa a fuoco a telemetro, un altro degli elementi di originalita' della Mamiya 7, per il medio formato le soluzioni "classiche" del pozzetto o quelle storiche della doppia ottica, sono su questa fotocamera abbandonate, in favore della leggerezza e massima praticita'.

Il telemetro della Mamiya 7 molto affidabile, leggero e preciso, si basa sulla sovrapposizione della doppia immagine sul soggetto.

Stiamo volutamente parlando di Mamiya 7 e 7 II in quanto per queste due fotocamere, la prima del 1995 e la seconda di circa tre anni dopo, le differenze sono minime a livello estetico e all'interno c'e' per la 7 II un diverso mirino, con delle cornicette piu' chiare e luminose, che hanno la doppia funzione di controllo parallasse e campo inquadrato per le ottiche 65-80-150 mm, per le altre ottiche da 43, 50 e 210 mm vanno utilizzati dei mirini aggiuntivi, da montare sulla slitta porta accessori.
Non essendo presente l'otturatore e lo specchio reflex nel corpo macchina, al cambio degli obiettivi per oscurare la pellicola, bisogna agire su una manopola nel fondello della fotocamera, per inserire un volet di protezione, la forma di questa manopola (piu' pratica per la 7 II) un'altra differenza fra le due versioni.
Il classico formato 6X6 sulle Mamiya 7-7 II e' stato sostituito dal 6X7, che offre una migliore gestione delle inquadrature orizzontali (anche se c'e' chi continua a considerare 6X6 il vero medio formato), questo comporta un'autonomia di 10 pose per pellicola 120 e 20 per la 220, per fotogrammi da 56x69,5 mm.

La Mamiya 7 prima versione, differisce poco dalla successiva 7 II, a eccezione di qualche particolare estetico e del mirino con cornici luminose, la grossa ghiera sopra il pulsante di scatto gestisce: tempi, sensibilit e correttore esposizione +/- 2EV. CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

Ma per questa fotocamera c'e' un ulteriore elemento di originalita', la disponibilita' di un adattatore con mascherina per le pellicole 24X36, da utilizzare in funzione panoramica con fotogrammi da 24X65, per 16 pose (usando un rullino da 36).
E' una prerogativa unica della Mamiya 7-7 II, che puo' essere ulteriormente esaltata con l'uso di ottiche ultra grandangolari, come 50 o 43 mm che ha ben 92 di angolo in ripresa.

L'adattatore per pellicola 35mm prerogativa unica delle Mamiya 7-7 II, costituito da due rocchetti, di cui uno ricevente e da una mascherina per limitare il fotogramma, fornisce riprese panoramiche da 24X65.

Tutte le funzioni, otturatore compreso, della fotocamera sono gestite elettronicamente e alimentate con una batteria da 6V.
L'esposimetro posizionato nel mirino, quindi non TTL ma comunque l'esposizione calcolata su un'area ristretta della scena inquadrata, variabile in funzione dell'obiettivo usato, quindi molto precisa.
L'otturatore e' elettronico interno agli obiettivi e fornisce tempi da 4 a 1/500 sec piu' posa B in manuale, in automatico a priorita' diaframmi i tempi lenti vanno oltre i 4 sec, da segnalare che rispetto alla 7 la 7 II ha una levetta sul dorso, a portata di pollice, per abilitare le esposizioni multiple. L'autoscatto e' elettronico con ritardo di 10 sec e il flash, essendo l'otturatore centrale e negli obiettivi, sincronizzato su tutti i tempi, una delle caratteristiche  che fanno veramente la differenza. In esposizione automatica premendo a meta' il pulsante di scatto, si ottiene il blocco dell'esposizione e sulla ghiera tempi-sensibilit c'e' anche la correzione di esposizione, con intervalli di 1/3 per +/- 2 EV. Il riarmo dell'otturatore con trascinamento pellicola, e' attuato con la leva di carica, che ha una corsa notevole, tale da penalizzarne la velocita'.

Tutti i comandi sono raggruppati a destra della calotta, un'impostazione simile a quella delle reflex 35mm molto pratica e intuitiva, la ghiera vicino alla slitta flash gestisce tempi, sensibilit e correttore esposizione +/- 2EV, la grossa leva sopra il pulsante di scatto carica otturatore e pellicola, i contatti elettrici nella flangia portaobiettivi, gestiscono l'otturatore centrale elettronico negli obiettivi.

Il mirino spostato tutto a sinistra e' uno dei punti di forza, come gia' detto si avvale di un preciso telemetro per la messa a fuoco, a sovrapposizione d'immagine accoppiato a un pentaprisma, con base di misura di 60 mm, estremamente luminoso e preciso.
Nella parte bassa sono visibili i tempi di esposizione, segnali di sovra e sotto esposizione, sovrapposta alla scena c'e' una cornicetta luminosa bianca di controllo parallasse e quadro, che si adatta automaticamente agli obiettivi 65-80-150 mm, per gli altri sono disponibili dei mirini esterni.

Questa immagine da un'idea delle cornicette di controllo parallasse-quadro nel mirino della 7 II (nella realt sono luminose e bianche), verde per obiettivo 65mm, arancione per 80mm, azzurro per 150mm.

GLI OBIETTIVI DELLA MAMIYA 7
Per le Mamiya 7 e 7 II, sono disponibili 6 obiettivi che coprono tutte le esigenze fotografiche pi frequenti, le focali disponibili vanno dal supergrandangolare 43 mm (equivalente a un 21 mm per 24X36), fino all'ultimo arrivato 210 mm. Sono tutti in metallo brunito e danno un'impressione di notevole solidit e qualit, hanno indicazioni in bianco ben chiare, paraluce a baionetta.
Questi in dettaglio sono gli obiettivi per Mamiya 7 e 7 II:
Ultragrandangolare 43 mm f4,5
Grandangolare 50 mm f4,5
Grandangolare 65 mm f4
Normale 80 mm f4
Teleobiettivo 150 mm f4,5
Teleobiettivo 210 mm f8
Per vedere immagini e caratteristiche tecniche di questi obiettivi fate clic sul pulsante sotto OBIETTIVI MAMIYA 7 II

LE NOSTRE CONCLUSIONI
Potrebbe sembrare anacronistico in piena era digitale, dedicare cosi' tanto spazio a una fotocamera considerata "obsoleta", dai gran sacerdoti del digitale. Noi pensiamo invece che esistono concetti fotografici, talmente validi e originali da non passare mai di moda, la Mamiya 7 II e' una medio formato che unisce i vantaggi del grande fotogramma 6X7 (qualita' immagine superiore), a quelli del telemetro e dell'impostazione simil reflex, chiunque sappia apprezzare queste impagabili prerogative, non passera' al digitale tanto facilmente.
L'unica nota dolente della Mamiya 7 II il prezzo di 2900 Euro con obiettivo normale 80mm f4 in livrea nera o champagne, ma la qualit del medio formato si paga cara. Sull'usato la Mamiya 7 va un po' meglio, i prezzi degli obiettivi sono alla pagina ad essi dedicata.


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La tradizione di portabilita', affidabilita' e alte prestazioni nel medio formato della Mamiya, prosegue anche nella fotografia professionale digitale con la Mamiya ZD, una fotocamera che esteticamente ha l'apparenza di una reflex dalle dimensioni maggiorate, con un CCD di grandi dimensioni da 36X48mm e risoluzione di ben 22 Mpixel.
La ZD ha debuttato a Photokina 2004, il salone della fotografia che in Ottobre 2004, ha presentato varie novita' nella fotografia digitale professionale, fra cui questa medio formato digitale Mamiya ZD, che sicuramente ha fatto grande impressione.
L'originalita' di questa fotocamera, che poi per Mamiya un vero motto risalente alle Mamiya 6 degli anni '80 a pellicola, sta nella compattezza e nella leggerezza di uno strumento, che in soli 1200g batteria compresa, ha il dorso digitale integrato, con due slot di memoria e un buffer interno tali, da permettere ampia flessibilita' operativa e comodita' d'impiego al fotografo, conservando elevati standard di qualita' immagine.

L'impostazione della Mamiya ZD quella di una reflex maggiorata nelle dimensioni, ma il peso di soli 1200g e le potenzialit di memorizzazione, con due slot per memory card e i ben 22 Mpixel di risoluzione, ne fanno un valido strumento per fotografi professionisti.CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

I fotografi professionisti che usano la Mamiya 645 AF D, potranno utilizzare su questa fotocamera i medesimi obiettivi della classe Sekor, splendide ottiche autofocus in otto focali fisse dal supergrandangolare 35mm f3,5, al tele 300mm f4,5 pi due zoom 55-110mm f4,5 e 105-210mm f4,5.
PRESTAZIONI FOTOGRAFICHE DELLA MAMIYA ZD
Cadenza di scatto: 1,5 ftg/sec per 11 scatti consecutivi
Bilanciamento del bianco: 2 modi automatici, 8 set-up manuali
Sensibilita': 50-400 ISO a passi di 1/3
Mirino: ottico a pentaprisma, copertura 98%
Autofocus: TTL a rilevazione di fase
Modi esposizione: Automatica (priorit tempi e diaframmi), Programmata, Manuale
Misurazione esposizione: Allargata, Prevalenza centrale, Spot
Bracketing: 2-3-5 ftg singoli o continui, passi da +/-0,3 a +/- 1
Otturatore: Elettronico a tendine verticali, tempi da 30 a 1/4000 sec, sincro flash 1/125 sec, posa B
Innesto obiettivi: Mamiya 645 AF D

Il dorso della Mamiya ZD ricalca le impostazioni comuni alle reflex digitali, l'appunto da fare il display LCD TFT da 1,8' che un p limitato per il medio formato. CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

LE PRESTAZIONI DIGITALI DELLA MAMIYA ZD
Sensore CCD
: 36X48mm Dalsa CCD da 22 Mpixel (4008X5344)
Slot memory card: 2 per card CF e SD (100 file RAW su SD 4GB)
Formato file: Mamiya RAW, RAW nativo, JPEG su tre livelli
Spazio colore: Adobe RGB, sRGB
Interfacce: Video out PAL/NTSC, IEEE 1394
Sul piano tecnologico va segnalato il chip ASIC, per l'ottimizzazione in tempo reale dei dati dal CCD e il convertitore A/D Analogico/Digitale a 14 bit. Il software Mamiya Digital Photo Studio, ha tutte le funzioni di gestione classiche di archiviazione e fotoritocco su PC, ma in pi c' la possibilit di simulare al computer alcune funzioni fotografiche, come tempi e diaframmi.
Anche grazie alla struttura della calotta in magnesio, il peso della Mamiya ZD contenuto in soli 1200g.
Il prezzo della Mamiya ZD al momento attuale (Novembre 2004) non stato comunicato, sar di certo superiore ai 9000 Euro. 
IL DORSO DIGITALE MAMIYA ZD BACK
Direttamente derivato dal dorso integrato nella fotocamera Mamiya ZD, a Photokina stato presentato il dorso digitale ZD Back, concepito per la digitalizzazione delle fotocamere analogiche medio formato, Mamiya 645 AF D e RZ67 Pro IID.
Il sensore CCD da 22 Mpixel e l'unit logica, sono analoghi alla Mamiya ZD, la cadenza invece scende a 1,2 ftg/sec per 11 scatti.

Il dorso digitale Mamiya ZD Back, derivato dall'unit logica della fotocamera ZD, 22 Mpixel per la digitalizzazione delle medio formato analogiche 645AFD e RZ67 Pro IID.

E' un po' pretenzioso da parte nostra raccontare la storia della Mamiya lo ammettiamo, ma crediamo sia giusto vedere le origini di questo costruttore, che da pi di 60 anni sinonimo di innovazione ed eccellenza, nella fotografia professionale.
La compagnia fu fondata nel 1940 da Tsunejiro Sugawara che la finanzi e Seichi Mamiya, progettista di macchine fotografiche, da cui deriva anche il nome del marchio.
La prima macchina che produssero fu loriginale
Mamiya 6, caratterizzata dalla messa a fuoco sul piano della pellicola anzich sulle lenti. Seichi Mamiya, la disegn secondo l' Human Engineering, quindi pi comoda da maneggiare rispetto alle altre macchine esistenti. Apport molte altre caratteristiche e migliorie, che fecero salire le vendite a 400.000 pezzi in 20 anni.

La Mamiya 6 IV, prodotta dal 1947 al 1952, con ottica Olympus-Zuiko 75mm f3,5 e otturatore Seikosha-Rapid con tempi da 1 a 1/500sec, posa B. 

Alla fine della II Guerra Mondiale, la Mamiya ebbe grossi ordini di materiale dagli Stati Uniti e apr una grande fabbrica a Tokio, assumendo la denominazione Mamiya-Seiko. Nonostante il divieto del Quartier Generale delle Forze Alleate di Occupazione in Giappone, di vendere materiale fotografico in patria, grazie al suo status di maggior esportatore di macchine fotografiche,  la Mamiya poteva vendere i propri prodotti anche allinterno del Giappone. Nel 1950 Mamiya apr proprie filiali a New York e Londra, per accelerare la richiesta internazionale.
Nel 1951 Mamiya fu inserita nella Borsa Valori di Tokyo.
Nel 1970 fu la volta della RB67, la prima reflex a formato medio 6X7 con obiettivi intercambiabili e dorso rotante. Questo meccanismo, associato alla messa a fuoco a soffietto, ne decret il successo immediato in tutto il mondo.
Nel 1975 Mamiya produsse ancora una fotocamera unica al mondo, la Mamiya 645, eclettica e compatta medio formato SLR, con il versatile formato 6X4,5.
Nel 1982 la Mamiya RZ67 fu progettata con le migliori tecnologie  elettro-meccaniche e ottiche, rafforzando la posizione di leadership nelle fotocamere medio formato.
Il 1989 vide la rinascita della Mamiya 6 in una nuova fotocamera moderna e compatta medio formato, con obiettivi intercambiabili, che ha aperto nuove possibilita' di qualit dellimmagine ai foto giornalisti, fotografi darte e entusiasti della fotografia, che precedentemente potevano contare solo sulla classica 35 mm. Questa Mamiya 6 da considerare la progenitrice delle Mamiya 7 e 7 II.

La Mamiya 6 del 1989 aveva caratteristiche rivoluzionarie, con obiettivi intercambiabili, compatta triplo formato 6X6, 4,5X6, funzione panoramica con fotogramma 24X65 utilizzando pellicola 35mm, la progenitrice delle future Mamiya 7 e 7 II.  CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

L'impegno e le innovazioni di Mamiya sono evidenziate di nuovo nel 1992 con lintroduzione della Mamiya 645 Pro, innovativa reflex medio formato. La Mamiya 6MF (Multi-Format) e il 300 mm f2,8 APO per la 645 apparvero nel 1993, la RZ67 PRO II e l'obiettivo 500 mm f4,5 APO nel 1994.
Nel 1995 apparve la
Mamiya 7 descritta in questo articolo.
Segu nel 1998 la
Mamiya 645 PRO TL, quinta generazione del 6X4,5 cm, dotata di sistema TTL flash, per una migliore gestione dell'esposizione e della luce flash.
Nel Novembre 1999 debutt la prima fotocamera medio formato 6X4,5 autofocus della Mamiya: la
M645 AF, con ottiche AF dedicate, ma con la possibilit di montare tutte le 22 ottiche manuali della serie M645.
Nel Marzo del 2000, esordi' la nuova
M645, nella quale furono studiate nuove soluzioni, per poter passare dal 35 mm al medio formato con estrema facilit, la M645 E utilizza tutte le ottiche manuali della serie M645.
Il resto storia attuale di una casa che ha saputo coniugare innovazione, portabilit, prestazioni tecnico-ottiche ai massimi livelli del mondo professionale e amatoriale ad alto livello.
                                                            Stefano Fedele

Questo articolo stato possibile grazie alla collaborazione di Roberto Mirandola del Rollei Club Italia, che ci ha fornito immagini e documentazione sulle Mamiya 7, 7 II e sulle Mamiya storiche, per entrare nel Rollei Club, regno del medio formato,  clic sul pulsante sotto.