Le Leica a telemetro costruite fino all'avvento della classe M, sono state le più imitate della storia fotografica, vi raccontiamo le copie Leica made in Japan.

Non solo in campo fotografico, fino all'inizio degli anni 80 i giapponesi e la loro economia, erano considerati dei grandi imitatori (e perfezionatori) della tecnologia occidentale, in parte questo è vero, ma la storia successiva ha fatto di loro una delle fucine della tecnologia attuale, per la fotografia poi è storia nota che ora sono i padroni quasi assoluti. Ma dal dopoguerra fino agli anni '60, c'è stato un fenomeno di imitazione che rimarrà unico nella storia della fotografia, in tutto il mondo da aziende europee, americane, nell'ex Unione Sovietica e in Giappone, furono costruite centinaia di migliaia di fotocamere a imitazione delle mitiche Leica a telemetro con innesto a vite. Ancora oggi sia le Leica che le loro imitazioni, a volte anche con finto marchio Leica, sono ambite dai collezionisti di tutto il mondo, con quotazioni spesso accessibili, ma a volte a tre e quattro cifre.
Uno dei capitoli più affascinanti dell'epopea Copie Leica, è quello giapponese. Non c'è costruttore di tutti quelli attuali, che in quegli anni non abbia copiato le famose telemetro tedesche, un eccezione fu la Nippon Kogaku (l'attuale Nikon), per la semplice ragione che copiarono le telemetro Contax.
Vi raccontiamo in questo articolo per immagini e dati storico tecnici, le copie Leica made in Japan.

          

   
A sinistra una delle tante versioni della Canon IV, a destra il logo Canon su un'altra copia Leica Canon
 

La Canon Camera Company, è una delle maggiori aziende al mondo, non solo in campo fotografico. Negli anni della ricostruzione post bellica, la produzione di copie Leica fu strategica, per risollevarne le sorti. Le prime fotocamere di questa serie furono le IIa e IIb, che esordirono nel '49, l'unica differenza fra i due modelli era l'assenza sulla versione a del selettore per tempi lenti sul frontale. Erano copie della Leica III ma con telemetro a due finestre, caratteristica che mantennero fino al modello IVsb del 1955, l'ultimo che si possa considerare copia Leica III, poi dagli anni '60 le Canon iniziarono a evolvere su strade autonome e originali.

Canon IIa e IIb furono nel 1949 l'inizio della produzione in grande serie di copie Leica, la IIa era priva del selettore per i tempi lenti sul frontale, per entrambe una levetta sotto il bottone di riavvolgimento, visibile sull'immagine sopra a destra, adattava il mirino alle ottiche 50mm (F), 100mm (1x), 130mm (1,5x).
L'otturatore orizzontale forniva i tempi: posa B, 1/25, 1/40, 1/60, 1/100, 1/200, 1/500, per il modello IIb il selettore dei tempi lenti forniva: 1, 1/2, 1/4, 1/8, 1/20 sec, obiettivi standard Serenar 3.5/50 e 1.9/50. Furono prodotte in quasi 15000 esemplari, la più rara è la spartana IIa prodotta in soli 90 unità.
Seguirono varie versioni con Canon
IIC, IIF, IIF2, IID, IID1, IID2, IIS per l'esportazione con attacco per sincro flash 1/45 (speciale a bulbo), IIS2 con attacco per sincro flash a 1/45 FP e X e mirino modificato. Di tutte queste versioni della Canon II, furono prodotte fino al '56 la bellezza di circa 50000 esemplari.
La
Canon III del 1951 fu la prima telemetro della casa con velocità di otturazione a 1/1000 sec, le altre caratteristiche erano simili alle Canon II, salvo l'assenza del sincro flash. Seguirono con poche modifiche la IIIA, la Canon IV aggiungeva l'attacco per sincro flash 1/45 a bulbo, per il resto poche modifiche anche sulle successive IVF, IVS, IVSb, IVS2. Le telemetro Canon III e IV nelle varie versioni, arrivarono alla bella cifra di quasi 100000 esemplari prodotti fino al 1955.
La storia delle Canon copie Leica è ricca di fascino, abbiamo potuto contare sull'apporto di un vero intenditore, che ci ha inviato il suo contributo, si tratta di
Max Bertacchi, collezionista ed esperto di storia della fotografia, potete leggerlo cliccando sul pulsante sotto

Nella Slide Copie Leica Jap, potete vedere le Canon IIa, IIb, IV, e tante altre prodotte in Giappone.

    

   
A sinistra la Honor S1 II (clic sull'immagine per ingrandire), a destra la calotta della S1 III

Ci sono tante piccole e oscure case giapponesi, che produssero copie Leica, la cui storia aziendale e tecnologica è avvolta nel mistero, delle Honor si sa solo che furono prodotte dalla Mejiro, che poi cambiò nome in Zuiho a Tokio. Le Honor S1 nelle versioni II e III, furono prodotte nel biennio '57/'59 in circa 900 esemplari, il fascino di queste fotocamere non è solo nel mistero del loro produttore, ma anche nella perfezione costruttiva. I tempi di otturazione sono T, 1, 1/2, 1/4, 1/8, 1/25 (su selettore tempi lenti frontale); posa B, 1/25, 1/50, 1/75, 1/100, 1/200, 1/500, su selettore dei tempi veloci, affiancato al pulsante di scatto. Sulla tipo III è disponibile anche il tempo di 1/1000. Gli obiettivi standard sono Hexanon 1.9/50, Honor 2/50 e Honor 1.9/50, tutti questi obiettivi furono realizzati dalla Konishiroku (Konica).
Nella
Slide Copie Leica Jap, potete vedere la Honor S1 III e tante altre prodotte in Giappone.


        

   
A sinistra la Nicca V, a destra la Nicca V versione L con leva carica/riarmo  

Negli anni '30 alcuni tecnici della Seiki Kogaku (futura Canon), lasciarono l'azienda fondandone una propria, battezzata senza troppi sforzi di fantasia Kogaku Seiki. Nel 1942 la società ottenne una commessa dal Ministero della Guerra, per produrre copie Leica a vite. Questo fatto storico basta a dire che le Nicca, future copie Leica dello stesso produttore che cambiò nome nel 1948 in Nippon Camera Works Ltd, sono dopo Canon fra le iniziatrici del fenomeno copie Leica in Giappone.
La produzione delle Nicca iniziò nel 1948, con la
Nicca (detta Original), che ha tempi T, 1 , 1/2, 1/4, 1/8, 1/20 (su selettore tempi lenti frontale) e Z, 1/20, 1/30, 1/40, 1/60, 1/100, 1/200, 1/500 su selettore dei tempi veloci, affiancato al pulsante di scatto. L'obiettivo standard è un Nikkor QC 3.5/50. La prima Nicca, cui seguirono vari modelli e versioni, fu prodotta in circa 300 esemplari, quindi è una fotocamera molto rara.
Una delle versioni più apprezzate, la
5L in figura sopra a destra, sfoggiava una leva di carica/riarmo. Alla fine del loro ciclo industriale nel 1960, le Nicca nelle varie versioni e con marchi Peerless, Tower e Yashica furono ben 60000. Potete vedere le Nicca nella Slide Copie Leica Jap, a partire dalla Original, cliccando sul pulsante sotto.

Per conoscere storia, tecnica, versioni delle Nicca, vi invitiamo allo splendido articolo sull'argomento di Max Bertacchi, con dati tecnici e immagini praticamente di tutte le Nicca esistenti, dal '48 al '60. Questa di Max è la migliore risorsa su Internet per le Nicca, ma anche per tante altre fotocamere d'epoca o da collezione. Fate clic sul logo sotto (tratto dal suo sito Innovative Cameras), per entrare nell'affascinante mondo Nicca.

Nella pagina seguente prosegue il viaggio nelle copie Leica Jap con le Minolta, Leotax, Tanack, cliccate sul pulsante sotto per vederle.

        


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