La Leica CM è una compatta a pellicola di classe elevata, completa nelle funzioni e con controlli manuali, è affascinante e fatta per durare una vita...   

 

La Leica è da sempre molto più di un produttore di strumenti ottici e fotografici, intere generazioni di fotografi, appassionati, collezionisti, professionisti ambiscono al possesso di una delle creazioni di Solms. E' come per un appassionato d'arte poter dire di possedere un quadro di Manet o di Picasso, con la differenza che l'arte sta vivendo una stagione oscura, mentre in campo fotografico ci sono ancora le Leica, veri pezzi d'arte fotografica che vengono sfornati dalla maison tedesca, fin dagli anni '20. L'ultimo gioiello è la CM, definita dalla Leica la più professionale fra le compatte, con un pizzico di narcisismo che però di fronte alla CM crediamo sia motivato.
L'estetica è volutamente austera, metallicamente retrò, tale da identificarla a prima vista come una Leica, lo sarebbe anche senza il civettuolo logo rosso, le linee squadrate del fondello e della calotta, addolcite dalle curve del corpo in titanio.
Ha mantenuto molte delle prerogative delle sorelle maggiori, le mitiche telemetro classe M, infatti non a caso si chiama CM, all'esposizione automatica a priorità del diaframma, si affiancano i controlli manuali sia di apertura che dei tempi, può focheggiare sia in manuale che in autofocus, la gestione flash oltre al lampeggiatore integrato con NG 14, può collegare tramite slitta contatto caldo sulla calotta, i flash dedicati  Leica SF24D (opzionale e specifico per la CM), oppure l'SF20 (specifico per le Leica M). Entrambi i flash hanno NG 20 e operano in modalità automatica sulla CM.

L'immagine sopra evidenzia l'armonica sobrietà della Leica CM, sulla calotta da sinistra la manopola per la messa a fuoco manuale/AF, coassiale a quest'ultima una levetta seleziona radialmente i diaframmi per l'esposizione automatica, oppure in P quella programmata, segue il pulsante di scatto e la slitta flash, il cursore frontalmente sul fondello è l'interruttore ON/OFF. Sul frontale oltre al flash integrato,vediamo due finestrelle,quella grande per l'oculare del mirino, l'altra per le cellule del controllo flash.
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L'obiettivo della CM è il vero cuore della fotocamera, deriva dall'esperienza pluridecennale delle famose telemetro M, il Summarit 40mm f2,4 ha uno schema ottico 6 lenti in 4 gruppi, è estremamente luminoso. Gli obiettivi della classe M con lo schema Summarit, sono famosi per nitidezza, risolvenza e fedeltà colore, ovviamente è verosimile che sia lo stesso per l'obiettivo fisso della CM.
Il dorso della fotocamera riserva la piacevole sorpresa di un display LCD, mostra tutti i più importanti parametri di ripresa come: pronto flash, sovraesposizione impostata, conta fotogrammi, stato carica batteria, tempo autoscatto, data scatto. In più quando la messa a fuoco è impostata su manuale, informa sulla distanza di focheggiatura.

Il dorso della CM è caratterizzato dal display con tutti i parametri di ripresa, l'oculare del mirino è dotato di protezione per gli occhiali del fotografo e di correzione diottrica, è molto luminoso e nella cornice sotto l'inquadratura dei LED luminosi permettono il controllo di: messa a fuoco, pronto flash, diaframma e tempi di scatto impostati. Per il controllo della parallasse, c'e nel mirino un'apposita cornicetta.

I controlli fotografici della CM sono concentrati nella manopola di messa a fuoco/abilitazione autofocus, alla cui base una levetta seleziona le modalità di esposizione.
La manopola è scalata da 0,7 che in metri è la distanza minima di messa a fuoco, fino a infinito. Nella posizione AF viene abilitato l'autofocus, che è di tipo passivo a rilevazione di fase. In modalità di messa a fuoco manuale, un LED nel mirino conferma la corretta focheggiatura e nel display sul forso viene visualizzata anche la distanza.
Coassiale alla manopola di messa a fuoco, c'è la levetta di controllo esposizione, con i diaframmi da f22 che è l'apertura minima a f2,4. In questi stop è attiva l'Esposizione Automatica a priorità diaframmi, impostando la posizione P viene attivata l'opzione Program, con cui la fotocamera è in modalità programmata, che combinata con l'AF rende la CM una classica "Inquadra e scatta".

La Leica CM ha una calotta sobria ed essenziale, quasi spoglia, con i controlli concentrati nella manopola/selettore sulla destra, vicino alla quale c'è il pulsante di scatto, al centro la slitta flash tipo SCA3502M4.

Per la gestione flash da segnalare le modalità Slow Sync per i tempi lenti e la possibilità di sincronizzazione sulla seconda tendina. L'esposizione viene calcolata con priorità della zona centrale e la parziale pressione del pulsante di scatto, funziona da memoria/blocco sia per l'AF che per l'esposizione.
L'otturatore elettronico a tendine verticali, fornisce tempi da 1/1000 a 99 sec ed è disponibile l'autoscatto con ritardo impostabile da 2 a 10 sec.
Le sensibilità pellicola vengono impostate automaticamente con codice DX, per valori da 25 a 5000 ISO, in mancanza del codice DX viene impostata automaticamente la sensibilità 100 ISO.
L’esposizione automatica programmata (con Program Shift, per la selezione della combinazione tempo/diaframma più adatta alla ripresa), può essere commutata in manuale, oppure si può selezionare l’automatismo a priorità di diaframma. Si possono scegliere due modalità: con prevalenza al centro, oppure misurazione a due campi (centro/cornice), con rilevamento automatico del controluce (per flash automatico).
La pellicola sulla CM è trascinata da un motore, grazie al quale è anche possibile fare degli scatti in sequenza, con una cadenza non dichiarata dalla Leica.
Tutte le funzioni della fotocamera, questo non piacerà ai puristi della tradizione meccanica, sono asservite a una batteria al Litio di tipo CR 123A, senza la quale anche l'otturatore è bloccato.

L'ULTIMA ARRIVATA, LA CM ZOOM
La Leica CM è stata presentata nel 2003, con l'intento di creare un prodotto tipicamente Leica, di qualità superiore e con un obiettivo senza compromessi, otticamente parlando.
Ma il mercato chiede anche fotocamere compatte eclettiche, con obiettivi zoom che coprano tutte le più comuni situazioni fotografiche. Intelligentemente la Leica ha colto nel 2004 questa opportunità, con l'innesto sul corpo CM di uno zoom Leica Vario-Elmar f3,5-6,5 35-70mm, con la variazione focale continua comandata da una ghiera alla base dell'obiettivo.

La vista laterale della Leica CM Zoom, evidenzia l'obiettivo Vario-Elmar 35/70mm f3,5-6,5 con alla base la ghiera per la variazione focale.

A parte l'obiettivo zoom, tutte le caratteristiche sono identiche a quelle già viste per la CM con ottica 40mm f2,4. Questo rende la fotocamera appetibile per quella parte di mercato che privilegia la praticità d'uso, rispetto alle qualità ottiche. E' noto che a parità di focale, gli zoom sono meno luminosi e otticamente performanti delle ottiche fisse, ma ovviamente queste sono considerazioni teoriche, che non interessano chi cerca una compatta con ottica zoom. La morale della favola è che la CM si rivolge a chi cerca il massimo delle qualità ottiche, mentre la CM Zoom è dedicata a chi privilegia l'eclettismo innegabile degli zoom, con occhio di riguardo per la qualità e il blasone Leica.
La Leica CM ha un prezzo di circa 1000 Euro, mentre per la CL Zoom si sale a 1200 Euro. Sono prezzi elevati, ma commisurati alle qualità di meccanica, componentistica e ottica Leica. Non a caso Leica rimarca il fatto che queste sono "Made in Germany", evidentemente dopo le Leica "orientali", con le CM tornano le vere fotocamere progettate e prodotte nell'atelier di Solms.
                                                      Stefano Fedele   12 Settembre 2004