Nella dissacratoria e surreale fotografia di LaChapelle, regole e schemi fotografici sono una barriera da superare, guardate per credere...

Definire fotografia l'opera di LaChapelle è sicuramente una semplificazione, le sue sono immagini dove realta, sogno e dissacrante surrealismo, si fondono in una rappresentazione che lascia sconcertati e affascinati. 
In questo senso l'immagine di apertura sopra è sintomatica, si tratta di un'elaborazione digitale di sua creazione.
Nasce a Farmington Connecticut nel 1963, nel 1978 si trasferisce a New York cominciando la sua avventura artistica con Andy Warhol, per la rivista INTERVIEW fino al 1987, anno della scomparsa del grande artista.

Campagna pubblicitaria Diesel Jeans, 1994

A 24 anni anni David è già una grande firma del fotogiornalismo con servizi per VOGUE, VANITY FAIR, THE FACE (fra le più importanti riviste di moda e costume).
Nel 1996 vince il premio come fotografo dell'anno, inoltre il suo primo libro fotografico "
LaChapelle Land" va a ruba, nel 1999 il secondo libro di immagini "Hotel LaChapelle" si conferma un best seller.
Ha collaborato con grandi nomi della moda e dello spettaco lo fra cui Jean Paul Gaultier e Armani per cui ha girato il cortometraggio "Salvation Armani" e ha numerosi video musicali all'attivo.

                    Tom Jones, 1993

 

 

Il suo stile personalissimo pervade anche i numerosi ritratti di artisti attuali come: Tom Jones, Madonna, Leonardo Di Caprio, Britney Spears, Elton John (nelle immagini sotto).
Ma il suo genio creativo, esplode in tutta la sua virulenza espressiva, quando LaChapelle esce dagli angusti limiti del genere ritrattistico o giornalistico. Le sue creazioni falsamente astratte, anzi di un simbolismo deflagrante e volutamente blasfemo, sono il prodotto di una ricerca tanto lucida quanto visionaria, nelle immagini sotto alcuni esempi.
Cliccate sulle piccole immagini sotto per vederle alle dimensioni reali, tempi di scaricamento da 15 a 25 sec.

                   

            

        

Come vedete si tratta di immagini pensate e costruite con senso del grottesco e dell'impossibile, in una miscela esplosiva di colori violenti, ironia, sensualità, oltraggio. Il tutto però non è gratuito, ma vuole essere una satira della vacuità, dell'edonismo, del vuoto apparire privo di contenuti del nostro tempo, ma senza drammatizzazioni e anzi con
una visione divertita e disincantata.
LaChapelle fa poi una ricerca di sperimentazione pura, essendo le sue opere frutto di elaborazione e fotoritocco digitale, dello stesso autore.

 

Con Britney Spears, documentarismo e voglia di giocare (in carattere col personaggio), si fondono. Clic sull'immagine per ingrandire 

Questa filosofia di vita ed artistica, LaChapelle la afferma più o meno candidamente nelle sue dichiarazioni:
- Cerco il brutto nel bello e il bello nel kitsch. I miei scenari preferiti sono i McDonald's e le auto da poco, all'inizio oziavo in questi posti, ora li fotografo -
- Mi allontano deliberatamente dalla realtà di tutti i giorni; la vita è troppo triste. La comicità è una forma di bellezza: guardate John Belushi, lui era bello perchè era buffo -
LaChapelle in fondo con la sua arte cerca queste cose: il grottesco del quotidiano e il bello dove proprio non c'è.
                                Stefano Fedele     Roma 20/7/2005