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Lo
slogan della Zeiss recita: ZEISS IKON IS BACK! Questa la nuova Zeiss Ikon, telemetro 35mm con innesto obiettivi M (lo stesso delle Leica a telemetro), otturatore elettronico a tendine verticali sul piano focale, manuale e automatica a priorita' diaframmi, utilizza obiettivi Zeiss con varie focali, da super grandangolari a tele, appositamente creati per questa fotocamera, in questo caso un Biogon T 25ZM f2,8. CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE La
Zeiss fin dagli anni '30, fu rivale della Leica e il marchio Ikon (dal
greco immagine), riuni' varie fabbriche di foto ottica tedesche
dell'epoca, creando anche col nome Contax (recentemente scomparso),
fotocamere e obiettivi di qualita' e fama ancora oggi leggendari. Negli
anni '70 la Zeiss si rese conto dell'impossibilita' di contrastare i
giapponesi, abbandonando la produzione di fotocamere, per dedicarsi agli
obiettivi e all'ottica in generale. Questa
l'ultima versione della Voigtlander Bessa, la R3A prodotta con questo
marchio (di germanica memoria), dalla giapponese Cosina, le prestazioni
e la baionetta M ovviamente sono identici alla Ikon, la prima telemetro a innesto M
con mirino a ingrandimento 1:1. Da questa fotocamera, su specifiche
Zeiss, Cosina ha ricavato la Zeiss Ikon.
La
Zeiss Ikon una compatta e leggera fotocamera a telemetro, utilizza
pellicola 35mm, ha un mirino con ingrandimento 0,74, cornicette di
riferimento automatiche per obiettivi 28, 35, 50, 80mm, che possono anche
essere selezionate manualmente, sulle cornicette c'e' anche la correzione automatica
della parallasse. L'oculare provvisto di correzione diottrica, la base telemetrica di 75mm. Nel
mirino sono visibili sulla sinistra, dei LED per il controllo della
velocita' di otturazione e dell'esposizione.
L'estetica della Zeiss Ikon e' equilibrata e tradizionale, ricorda molto da vicino le Leica M, il corpo macchina in lega metallica satinata, con impugnature in gomma antiscivolo e struttura interna in alluminio. Il selettore dei tempi, la leva di carica e il pulsante di scatto sono sulla calotta a portata di pollice e indice destro. L'impiego
di leghe e alluminio per la struttura della fotocamera, limitano
il peso a 500g obiettivi esclusi, l'estrema
semplicita' e razionalita' dei comandi, raggruppati sulla calotta, rende
piacevole e intuitivo l'uso. La Zeiss Ikon stata progettata e
costruita, per un pubblico ben presiso, gli appassionati della
fotografia tradizionale e allo stato puro, numerosi in Europa,
Asia e America.
Per questa fotocamera, sono previsti sette obiettivi della serie ZM di focale da 15 a 85mm, tre grandangolari della serie Biogon e il 50mm Planar T sono gia' disponibili, i supergrandangolari da 15, 21mm e il tele da 85mm, lo saranno nel 2005. La finitura cromata o in alternativa nera, per tutti questi obiettivi, lascia intuire che presto la Ikon sara' disponibile anche in livrea nera.
Il grandangolare Biogon T ZM 28mm f2,8 fra gli obiettivi gia' disponibili per la Zeiss Ikon, con costruzione ottica di 8 elementi in 6 gruppi, ha apertura minima f22, il barilotto in metallo e la finitura accurata, sono proprio un bel vedere. E' gia' diponibile per ogni obiettivo ZM la versione nera. La
linea obiettivi ZM per
Ikon e' composta da: Il
prezzo della Zeiss Ikon, a meta' strada fra quello
"esoterico" delle Leica serie M e quello "popolare"
delle cugine Bessa, si parla di circa 1600 Euro, obiettivo escluso,
sempre abbastanza elevato, ma giustificato dalla qualita' del sistema.
L'immagine sotto fa vedere le fotocamere attualmente prodotte dalla Cosina, che hanno origine dal comune ceppo Voigtlander Bessa L, la prima Bessa, la Bessa in figura la R3A, l'ultima della serie, le sue cugine attuali sono la Rollei RF35, la Epson R-D1 (prima digitale a telemetro, sul mercato dal 2004), infine la Zeiss Ikon.
Potete vedere l'evoluzione delle Voigtlander Bessa fino alla R2, i loro eccellenti obiettivi a vite e a baionetta M, cliccando sul pulsante sotto. Un altro contenuto sul web, importante per vedere l'evoluzione delle Bessa Innovative Cameras di Massimo Bertacchi, clic sul pulsante sotto.
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Anche
la Leica a un certo punto della sua quasi ottuagenaria storia, ha dovuto
fare i conti con l'incalzare della concorrenza giapponese, ci fu il
tentativo di Kyocera, che negli anni '80 con le Contax G1-G2 propose
delle "quasi telemetro" con autofocus, che ebbero un discreto
successo, soprattutto grazie a una linea di eccellenti obiettivi. Poi
negli anni '90 Cosina-Voigtlander con le Bessa, attacco' frontalmente
l'elitario mercato delle telemetro, addirittura adottando la baionetta M
Leica, con la R2. La
Leica MP, rappresenta un ritorno alle origini delle telemetro meccaniche
e manuali tedesche, le sue caratteristiche ricalcano la gloriosa e
indimenticata M3, perfino il manettino di riavvolgimento pellicola
tornato a essere uno scomodo (ma snob) rocchetto zigrinato, unica
concessione agli "aggeggi elettronici", l'esposimetro a led
nel mirino, tutto il resto teutonica e pura meccanica.
La
Leica MP quanto di piu' Leica ci si possa attendere da una fotocamera,
un oggetto dall'austera bellezza, dove ogni particolare, estetico,
funzionale, di forma in se stessa realizzato per il massimo della
praticita', funzionalita' e affidabilita' nel tempo. I progettisti della
casa tedesca affermano, che "ogni semplificazione meccanica deve
sempre essere ritenuta vantaggiosa", da questa filosofia nata la
MP, che praticamente una M6 a cui stato "rifatto il
vestito". L'esposimetro, una cellula al
silicio, puntata su una zona di colore bianco sulla seconda tendina.
La MP in versione nera ha il fascino dell'assoluta purezza di linee e forme, questa ha mirino con ingrandimento 0,72 Nell'immagine sopra la MP in colorazione nera, la variante con mirino a ingrandimento 0,72X, adatto agli obiettivi normali 50mm, ma si puo' scegliere fra altre due versioni con ingrandimento 0,58X (per grandangolari) e 0,85 (per tele). In pratica i mirini nei tre ingrandimenti disponibili, rispondono alle preferenze in fatto di obiettivi del fotografo, pur essendo sempre disponibili le cornicette di controllo inquadratura e parallasse, per obiettivi 28, 35, 50mm. In ogni caso rimane la precisione assoluta del telemetro Leica, grazie alla classica doppia immagine da sovrapporre, che permette focheggiature perfette e comode.
Come optional sulla MP disponibile questo manettino per il riavvolgimento pellicola, al posto del rocchetto. All'insegna
del ritorno alla tradizione anche l'otturatore, interamente
meccanico, si arma con la breve corsa della leva di carica, anch'essa
metallica, alla cui base c'e' il pulsante di scatto, le tendine sono in
tessuto gommato a scorrimento orizzontale. E' una soluzione
apparentemente anacronistica, con tempi da 1 a 1/1000 sec piu' posa B,
con sincro flash a 1/50, che oggettivamente lento, ma i vantaggi
sono:
La Leica MP vista dal lato sinistro, con l'obiettivo Summicron 50 f2, uno dei tanti eccellenti disponibili. Le
sensibilita' pellicola, da impostare manualmente, non esiste codice DX,
vanno da 6 a 6400 ISO. L'esposimetro, mutuato dalla M6, una cellula
al silicio che consente misurazioni molto precise, anche molto
sensibile con campo di lettura da -2 a 20 EV, effettua una
rilevazione semi-spot sul 13% del campo inquadrato, con prevalenza della
zona centrale. L'esposimetro gestisce tre diodi luminosi nel mirino,
quello centrale quando acceso segnala la corretta esposizione, con scarti
di 1/3 di EV, veramente ridotti, a garanzia di esposizioni corrette. E' l'unica fonte di assorbimento per le due pile a
pastiglia da 3V, tutto il resto non ha bisogno di alimentazione
elettrica.
Tre dei tanti obiettivi Leica di tipo M, il primo da sinistra il Summicron-M 28mm f2.8, adatto per reportage, paesaggi e fotografia d'architettura. Il secondo al centro il Summilux-M Aspherical 35mm f1.4, molto luminoso con eccellente resa ottica a tutte le aperture diaframma. Il terzo a destra un sogno proibito di molti, il trifocale Tri-Elmar-M Aspherical f4, con tre focali selezionabili: 28-35-50. In pratica un intero corredo in un solo obiettivo, meno luminoso delle ottiche fisse ma comunque eccellente. Questi
obiettivi, sono identici per la Leica MP e per la M7, di seguito gli
altri disponibili, con focali da 21 a 135mm e con rifiniture cromo o
nera: I
prezzi della Leica MP (identico a quello della M7) di 3100 Euro e degli
obiettivi, da un minimo di 720 a un massimo di 2630 Euro, fanno di
queste fotocamere e dei relativi corredi, oggetti di esclusivo
collezionismo o comunque per appassionati danarosi. La tradizione, il
blasone e la meccanica Leica da sempre si pagano care e con piacere, per
chi se lo puo' permettere.
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