A un anno dalla scomparsa, ripubblichiamo il nostro articolo-galleria fotografica su Cartier-Bresson, con lo stesso testo di tre anni fa...

Sono ormai pi di venti anni, che Henri Cartier-Bresson, ha lasciato la fotografia, per dedicarsi al suo primo amore, le arti figurative in forma di disegno e pittura.
A chi gli chiede il perch dell'abbandono della fotocamera, lui che da sempre considerato il pi celebre fotoreporter di tutti i tempi, Henri risponde candidamente che non c' stato alcun abbandono, per la semplice ragione, che la fotografia in se non lo ha mai interessato, la fotocamera e la pellicola sono stati per lui, un mezzo espressivo come un altro.
Quindi la fotografia come mezzo, non come fine, prova ne sia il fatto che ha sempre usato l'inseparabile Leica, con un semplice obiettivo 50 mm, rifuggendo dai tecnicismi, che non lo hanno mai interessato, per il motivo che non ne ha mai avuto bisogno.

Le scale, l'indefinibile figura in bicicletta sembra fuggire verso un destino in attesa dietro la curva, come una visione e resta indelebile nella memoria dell'osservatore.

La capacit del suo "sesto senso" fotografico, di prevenire e immaginare l'attimo pi importante e significativo di ogni situazione, quello che da solo ti racconta un intera storia, il suo prodigioso senso delle proporzioni e della composizione dell'inquadratura, i suoi riflessi pronti al punto da far credere preparate a tavolino, immagini che invece sono istantanee pure e semplici, gli hanno permesso di infischiarsene delle attrezzature fotografiche sofisticate.
Per noi Cartier-Bresson l'
acrobata dell'attimo fuggente, un artista che ha saputo interpretare il senso della vita e delle cose che la circondano, intesi come armonico insieme, non come elementi da assemblare artificiosamente. Un esempio chiaro della sua innata maestria compositiva e descrittiva, lo si ha nella terza immagine della galleria a fianco. Le donne che portano le forme di pane da cuocere al forno, le bambine davanti alla chiesa, le persone lontane, sono funzionali all'inquadratura e alla storia raccontata insieme. E' un'immagine dal sapore arcaico e senza tempo, parte del famoso reportage a Scanno, paese dell'Appennino in centro Italia.

Un anno fa, il 3 Agosto 2004 alle 9,30 del mattino, moriva all'eta di 95 anni Henri Cartier-Bresson, nella sua casa parigina. Gli dedichiamo questo tributo alla sua vita di fotografo, considerato il pi grande del passato XX Secolo e Padre dei fotoreporter. Non a caso il testo lo stesso dell'articolo-galleria fotografica, che pubblicammo tre anni fa.
E' un modo per esprimere l'emozione che provammo all'annuncio della scomparsa, quel torrido e triste giorno di un anno fa e per sentirlo ancora fra noi. Ma basta guardare le sue fotografie, per avere la consapevolezza che Lui,
l'acrobata dell'attimo fuggente, sar sempre vivo...ogni volta che qualcuno di noi riuscir nel miracolo, che per lui era facile come respirare: raccontare una storia con un solo clic.

                        

A sinistra, un salto sopra una pozzanghera, a destra un surreale paesaggio fluviale, quasi impressionistico, con la nebbia a dare un senso di visione onirica.

           

A sinistra una scena di vita quotidiana dal famoso reportage a Scanno in Italia, a destra una scena di sapore rurale, con una famiglia che banchetta in riva al fiume. 

Nasce nel 1908 a Canteloup, nella provincia francese, dipinta da molti come squallida e sonnacchiosa, eppure culla di tanti geni del secolo che ci ha appena lasciato, e orgoglio di tutta la Francia.
Frequenta il liceo Condorcet a Parigi, prima di studiare pittura negli anni dal 1922 al 1928, presso Cotenet prima e Lhote poi sempre a Parigi. La sua formazione artistica si completer con gli studi, presso l'universit di Cambridge concludendosi nel 1931.
Subito dopo inizia l'avventura fotografica come freelance e nel 1932 il gallerista Julien Levy, organizza la sua prima mostra fotografica. Negli anni a seguire Cartier-Bresson si occuper anche di cinematografia, lavorando come assistente operatore per Becker e Renoir. Il periodo cinematografico se vogliamo, il pi avventuroso con il documentario del '37 in Spagna, l'arresto nel '40 da parte degli invasori nazisti, la fuga nel '43 e la militanza in un movimento clandestino fino al '45.

Nella pagina che segue, prosegue il racconto sulla vita e le opere di Cartier-Bresson, con un'altra galleria delle sue fotografie.

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