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Dalla Moon camera all'H1 Fu il
pi grande evento mediatico, scientifico e storico del secolo, non
temiamo di cadere nella retorica dicendo questo. Con un senso di grande
emozione e la consapevolezza di vivere la storia in diretta, vi
partecipammo quel lontano 20 Luglio 1969, incollati al televisore in
attesa dell'annuncio, e arriv quasi inatteso, fra le banali chiacchiere
di uno studio televisivo. Sentimmo il mitico Ruggero Orlando
(corrispondente RAI a New York) urlare "Touch Down!...Touch
Down!..." e il salottiero Tito Stagno fare eco "Ha toccato!...Ha
toccato!...", la missione americana Apollo 11 aveva portato il suo
carico di uomini e di gloria, sul suolo della Luna e il modulo Eagle aveva
posato le sue zampe metalliche sul Mare della Tranquillit.
Edwin "Buzz" Aldrin, l'astronauta che con Armstrong scese sulla Luna nel Luglio 1969, ripreso con la HDC, la Moon camera era un' Hasselblad modificata, fu ricavata dalla 500 EL, una versione con motore trasporto pellicola della mitica 500 C, la capostipite di tutte le medio formato a obiettivo intercambiabili anche attuali. Questa immagine in assoluto la pi famosa di tutte le missioni Apollo sulla Luna, fu scattata dal "reporter" Armstrong che riflesso sul casco del collega. Risale
ai primi anni sessanta, l'adozione da parte della NASA (l'agenzia spaziale
americana) delle fotocamere Hasselblad per le missioni spaziali e tutt'ora
ogni missione include le medio formato svedesi, fra l'equipaggiamento di
bordo.
La HDC Hasselblad Data Camera detta Moon camera, a vederla denuncia chiaramente la sua parentela con la storica 500 CM, da cui derivava la 500 EL, la Hasselblad che fu modificata per le missioni Apollo. Con la Moon camera Armstrong, che era incaricato di riprendere qualunque
soggetto o scena interessante, utilizz tre magazzini con ciascuno dei
quali scatt circa 150 fotogrammi, intanto il collega Michel Collins
"confinato" sulla navicella Columbia e in orbita intorno alla
Luna, scattava spettacolari immagini della superficie lunare, sempre con
due Hasselblad HDC. Il puntamento sul soggetto era "ad occhio",
non essendo disponibile un pozzetto o un mirino, la fotocamera veniva
semplicemente puntata verso la scena da riprendere. Victor Hasselblad, il creatore
Victor Hasselblad con la moglie Erna nel 1973 Victor
Hasselblad, nato nel 1906 in una famiglia svedese di commercianti e
rapppresentatnti della Eastman Kodak, fin dalla giovinezza fu attratto
dalla fotografia. Prima di lavorare all'impresa di famiglia, fece periodi
di apprendistato alla Kodak Path a Parigi , alla Zeiss in Germania e
alla Eastman Kodak negli USA.
La Ross
HK7 fu la
fotocamera medio formato per l'aviazione svedese, prodotta da Victor
Hasselblad negli anni 40, era un' Hasselblad ante litteram, con obiettivi
intercambiabili usava negativi 7x9 cm su pellicola da 80 mm.
Questa
la splendida Hasselblad
500 C/M, una
fotocamera che ha fatto la storia di Hasselblad e della fotografia, il
corpo centrale di forma cubica ospita l'obiettivo intercambiabile, il
pozzetto di mira sostituibile con pentaprismi e accessori di visione,
sul retro il magazzino pellicola asportabile anche a pellicola
parzialmente esposta. L'otturatore
centrale Syncro Compur, integrato negli obiettivi, ha tempi da 1 a 1/500
sec e posa B, sincro flash integrale, l'obiettivo standard uno Zeiss
Planar T 80mm f/2.8 intercambiabile, fu prodotta dal 1970 al 1989.
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Hasselblad H1 Per i
puristi della tradizione Hasselblad, affezionati ai nobili metalli
cromati, alla meccanica di precisione e alle ottiche Carl Zeiss, la nuova
H1 un vero trauma. Per gli appassionati dell'hi-tech e i giovani
professionisti invece, H1 l'ingresso della blasonata casa svedese nel
loro terreno preferito, tecnologie e qualit abbinate al fascino che
emana una Hasselblad.
Il corpo macchina, qui visto frontalmente, e molto ergonomico e ben studiato con i comandi ben raggiungibili e facilmente identificabili, l'impugnatura assicura una presa salda anche per riprese in verticale, un display, vicino al pulsante rosso, visualizza tutti i parametri di ripresa. IL
FORMATO un 4,5X6
che esce dal classico 6X6, secondo le attuali tendenze, che privilegiano
le inquadrature in orizzontale, con le pellicole 120 e 220 i fotogrammi
disponibili per rullo sono rispettivamente 16 e 32. Il caricamento nel
magazzino risulta molto semplificato, rispetto alle
altre Hasselblad, il riconoscimento della sensibilit automatico con
Bar-Code, inoltre al posto della tradizionale manovella di serie c' un
motore, il trascinamento motorizzato consente anche una raffica da 2 ftg/sec.
Chi dovesse sorridere pensando agli 8 ftg/sec delle Nikon e Canon piccolo
formato, sappia che si tratta di pellicole dalle dimensioni doppie
rispetto al 35 mm.
L'otturatore una delle pi grosse novit della H1, centrale e interno agli obiettivi come da tradizione, a controllo elettronico con processore integrato, prodotto dalla Fuji su specifiche Hasselblad, fornisce tempi fino a 1/800 di sec, con posa B e T (per esposizioni fino a 18 ore). L'OTTURATORE
ELETTRONICO tecnicamente
una delle pi grosse novit della H1, uno dei risultati della
collaborazione con la giapponese Fuji, consente tempi pi rapidi del
canonico 1/500 di sec (un limite insuperabile per i pregevoli otturatori
meccanici), fino a 1/800 sec con pose B e T, la posa di tipo T consente
pi agevoli pose di molte ore, previste fino a 18 ore, in quanto va
attivato l'otturatore con due azioni distinte, in apertura e in chiusura.
Come si vede in figura sopra, oltre alla normale circuitazione e ai
condensatori di potenza presente un processore di controllo. Come ogni
innovazione tecnologica, c' un rovescio della medaglia, se la fotocamera
ha le batterie scariche, impossibile scattare. Questo uno degli
argomenti preferiti dei puristi e detrattori vari, ammalati di meccanica e
tradizione. Noi non ci schieriamo, ma diciamo alla Hasselblad: -sarebbe
stato difficile dotare dotare la H1 di un paio di tempi meccanici, magari
1/60 e 1/125 ?-
Una vista dal lato destro della H1, in evidenza il piacevole design, con il voluminoso blocco dell'impugnatura che incorpora i comandi principali, il mirino a pentaprisma con oculare provvisto di correzione diottrica e copertura al 100% della scena inquadrata, il magazzino pellicole pu caricare i tradizionali rulli 120 e 220. La H1 sull'attacco del magazzino dispone di contatti elettrici per dorsi digitali. L'AUTOFOCUS
E IL MIRINO la
caratteristica migliore del sistema autofocus sulla H1 il motore a
ultrasuoni, l'esperienza degli obiettivi Canon, Nikon e Contax N ha
dimostrato la superiorit del sistema AF con questo tipo di motore.
Assenza di parti in attrito, velocit, silenziosit e infine passaggio
dalla focheggiatura automatica, a quella manuale istantaneo, senza
selettori da commutare, sono le prerogative comuni agli obiettivi con
questo tipo di gestione. Ovviamente l'autofocus della H1 non pu essere
veloce come quello di una reflex 35 mm, per il maggiore diametro e peso
delle lenti, ma comunque rapido e preciso in relazione alla classe di
obiettivi.
Il cavo che fuoriesce posteriormente tradisce la presenza di un dorso digitale, in questo caso Phase One da ben 22 Mpixel, la H1 una fotocamera dalla doppia personalit, pu essere una valida medio formato 645 tradizionale a pellicola e pochi istanti dopo, semplicemente montando un dorso digitale, trasformarsi in una periferica di acquisizione per immagini digitali, come avere due fotocamere in una. ESPOSIZIONE
E FLASH la H1 pu
operare in (M) manuale, con regolazione di tempi e diaframmi, in
automatico (A) a priorit dei diaframmi e (S) a priorit dei tempi, in
(P) per esposizione Program totalmente automatica e (Pv) Program con
possibilit di variazione. L'esposimetro si serve di due fotodiodi al
silicio protetti dall'abbagliamento. Nel mirino due LED (diodi luminosi)
segnalano la corretta esposizione. La lettura media con prevalenza al
centro, oppure spot su un'area di 19X23 mm. La sensibilit pu essere
impostata a passi di 1/3 di stop su un range da 3 a 6400 ISO. E' presente
un blocco per memorizzare l'esposizione AE-L, oppure correggere
manualmente la lettura a passi di 0,3 EV, tramite un'apposita ghiera.
Presente anche la funzione bracketing, a passi di 0,3-0,5-1 EV con due,
tre o cinque scatti sequenziali. COMANDI
SECONDARI sul frontale
della fotocamera ci sono alcuni comandi
che completano
la dotazione professionale: CONCLUSIONI anche la tradizionale e apparentemente immobilista Hasselblad, prigioniera della impossibile giubilazione del suo sistema reflex medio formato, ha dovuto fare i conti con il mercato e con le logiche commerciali, che prevedono la "farcitura" delle fotocamere con una serie di automatismi ed elettronica varia. Lo ha fatto sulla H1 con mirabile pragmatismo e gran classe, evitando di rinnegare il suo glorioso passato su questa fotocamera, pur cadendo a patti con la tecnologia e l'elettronica che incalzano. Intanto le sue splendide creature meccaniche continuano a rimanere in catalogo, per la gioia di chi vuole continuare a fotografare con la propria testa. Per chi invece non ha tempo o voglia, di studiare con calma le inquadrature e prendersi la soddisfazione di sbagliare fotografie c' la H1. Noi la nostra idea della fotografia, l'abbiamo fatta capire fra le righe di queste ed altre pagine di Fotografia & reflex, la tecnologia una grande cosa, ma non dimentichiamo tutto quello che c' di valido e che un delitto buttare a mare, in nome del cosiddetto progresso, intanto diciamo "VIVA HASSELBLAD", almeno su questo siamo tutti d'accordo. Stefano Fedele 2/7/2004 LINK
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