|

Le
fotocamere e la fotografia medio formato, da sempre detengono il primato
sul piano della qualita' immagine, quella piu' percettibile per i
fotografi e per i loro committenti, che la stampa o la diapositiva. Il
dato di fatto che fisiologicamente un fotogramma da 2,4X3,6 cm (tipico
delle fotocamere 35 mm), a parita' di dimensione della stampa finale, ha
per una pura questione matematica, bisogno del quadruplo di ingrandimenti,
rispetto ai fotogrammi 4,5X6 o 6X6 tipici del medio formato e a ogni
ingrandimento la qualita' peggiora.
Se poi aggiungiamo che i vari sistemi medio formato, firmati Hasselblad,
Pentax, Mamiya, Fuji e Rollei, possono contare su corredi di ottiche con
prestazioni di riferimento assoluto, per scelta strategico-commerciale dei
costruttori, ma anche per necessita' oggettiva, il quadro e' completo.
Ancora oggi i sistemi fotografici medio formato, sono la scelta obbligata
per i professionisti dei reportage matrimoniali, negli studi fotografici,
nello still life, nella pubblicita', nella documentazione scientifica e
d'arte. Sono poi i preferiti per un'elite di fotoamatori-collezionisti,
che privilegiano la qualita' finale alla maggiore praticita' delle reflex
35 mm e che possono permettersi il costo, a volte esorbitante di un
corredo 6X6, o semplicemente di una biottica d'epoca come certe Rolleiflex.

La
Hasselblad
H1 una medio
formato professionale 4,5X6, costruita con la doppia vocazione
analogico-digitale, opera indifferentemente con pellicola oppure con dorso
digitale, qui al posto del magazzino pellicola un dorso digitale Phase
One.
Il
predominio qualitativo del medio formato, ora che il digitale sta
affermandosi con sempre piu' forza, continua ancora e anzi sembra che i
dorsi digitali, siano la naturale evoluzione nel medio formato, con i
magazzini pellicola che sempre piu' spesso vengono rimpiazzati da unita' a
CCD. Tutto questo mentre nel campo delle reflex ex 35 mm e ora DSLR, il
passaggio al digitale e' stato non privo di ostacoli, se vero che i
sensori CCD-CMOS di dimensioni 24X36, sono riservati a poche reflex dai
costi stratosferici, emblematica la Canon EOS 1DS da 11 Mpixel, con
sensore pieno formato che costava piu' di 8000 Euro (solo corpo).
Nell'articolo vi parliamo dei dorsi digitali attualmente disponibili, per
fotocamere che al loro indubbio fascino come le medio formato, aggiungono
anche la possibilita' di operare indifferentemente con la pellicola o con
il digitale, praticamente due fotocamere in una, attualmente questa
prerogativa nel campo delle reflex piccolo formato e' una chimera, salvo
il progetto DIGITAL MODULE R su cui si e' impegnata la Leica per le
R8-R9, ma che ha un prezzo da infarto (circa 4500 Euro solo il modulo!).
Molti dei
dorsi digitali sono basati sui CCD prodotti dalla Kodak, vi parliamo in
dettaglio dei Phase
One che crediamo siano
lo stato dell'arte nel medio formato e nella fotografia digitale in
generale, per poi mostrarvi sinteticamente i concorrenti disponibili sul
mercato.
PHASE
ONE H25 UN ANIMALE DA STUDIO

In
figura sopra il dorso
Phase
One H25, montato su
una Mamiya RZ, puo' comunque operare anche con le Hasselblad serie E e con
Fuji GX 680. E' un'unita' da ben 22 Mpixel, che si avvale di un CCD della
Kodak con dimensioni 48,9X36,7 mm e risoluzione da 5436X4145 pixel, in
grado di generare file immagine da 46 Mbyte in formato RAW, o 127 Mbyte in
modalit 16 bit.
L'H25 e' operativo esclusivamente se collegato a un PC o MAC, che
forniscono l'alimentazione e il supporto ai file immagine, questo lo rende
adatto a lavorare soprattutto in studio, anche se i portatili attuali,
hanno potenza di calcolo, memoria ed energia sufficienti a dare
operativita' in esterno.
La connessione per i dati, i segnali di controllo e l'alimentazione
fornita da un'interfaccia Firewire, il cui connettore e' sul pannello
posteriore, su cui sono presenti anche due led, che si illuminano a
segnalare connessione e corretta alimentazione.
A causa degli elevati consumi, che potrebbero mettere in crisi l'autonomia
del computer, e' comunque auspicabile l'uso di una unita' di
alimentazione, con batteria ricaricabile e connessione Firewire integrata,
che viene fornita in optional.
In figura sotto vediamo il Phase One H25 collegato a una fotocamera
Hasselblad 555 ELD, il cavo che collega la presa sincro flash
dell'obiettivo Zeiss 120mm f/4 Makro Planar al dorso H25, sincronizza il
sensore CCD con l'otturatore centrale tipico di queste ottiche.

Il dorso Phase
One H25 collegato a una Hasselblad 555 ELD, sulla stessa
fotocamere possono essere montati altri dorsi Phase One, come l'H20 e l'H5
(immagine tratta da THE
LUMINOUS LANDSCAPE DI Michael Reichmann)
Un
secondo cavo che puo' essere connesso con la base-motore dell' Hasselblad
555 ELD, abilita lo scatto direttamente da computer e' adiacente al cavo
inserito nell' H25 sopra, visibile la presa PC per i flash da studio.
Secondo i test effettuati da siti specializzati americani, di cui vi
daremo il link a fine articolo, l'H25 e' caratterizzato da un estrema fedelta' dei colori, con una leggerissima dominante rosa nella resa del
magenta, si tratta di un peccato veniale per un'unita', che puo' a ben
diritto essere definita ai massimi livelli della fotografia
digitale. Anche i valori di rapporto segnale-rumore, eccellenti a
100 ISO, rimangono su limiti praticamente impercettibili fino a 400 ISO,
tutto questo grazie ai pixel da 9X9 micron e a una componentistica di
primordine.
In dotazione al Phase One H25 c' il software Capture One, che oltre alla
conversione dei file RAW, uno strumento veramente completo per ritocco,
archiviazione e gestione delle immagini. La danese Phase One fornisce via
download su Internet, gli aggiornamenti software del dorso H25 e degli
altri suoi prodotti, garantendo l'investimento del cliente, anche con la
sostituzione dell'unit in 24 ore se difettosa e garanzia triennale.
LE FOTOCAMERE
COLLEGABILI
Vi forniamo l'elenco
delle fotocamere collegabili all'H25:
Hasselblad
mod- 555 ELD, 553 ELX, 503 CW, 501 CM, 903 SWC
Mamiya
mod- RZ 67ProII, RB (con adattatore opzionale)
Fuji
mod- GX 680
Horseman
mod- Digiflex II, 4X5
inoltre: Arca Swiss, Cambo 6X4, Rollei Xact, Linhof M679, Linhof
6X4, Toyo 6X4, Sinar 6X4
SCHEDA TECNICA DEL
DORSO DIGITALE PHASE ONE H25
Risoluzione effettiva-
5436X4080 pixel
Dimensione pixel- 9X9 micron
Profondita' colore in uscita- 48 bit (16 per colore)
Sensibilita' ISO- 50,100, 200, 400
Tempi esposizione- 32-1/1000 sec
Cadenza di cattura- 1,8 sec per immagine
Orientamento orizzontale-verticale automatico
Interfaccia- IEEE1394 Firewire
Formato dati- TIFF-RGB, TIFF-CMYK, JPEG, HTML, EPOF
Spazio colore- RGB, ICC, CMYK
L'INCREDIBILE
AFFAIRE DEL DORSO KODAK DCS PRO BACK 645
Fino ai primi mesi del
2004, la Kodak aveva in catalogo questo dorso digitale medio formato che per
caratteristiche, prestazioni, livelli costruttivi e compatibilita' con le
fotocamere medio formato, abbiamo considerato tranquillamente sui livelli
del Phase One P20, di cui probabilmente utilizzava lo stesso CCD Kodak da
4080x4080 pixel a 16 Mpixel. Si trattava di un'unit compatibile con tre
fotocamere: Mamiya 645 AF e AFD, Contax 645, e Hasselblad H1. La versione
Pro
Back Plus era compatibile con tante altre fotocamere 6X6 e le performance
in termini di fedelta' colore e rapporto segnale-rumore erano
assolutamente positive. E' con rammarico che apprendiamo la decisione
della Kodak, di uscire definitivamente dal mercato dei dorsi digitali per
medio formato e di bloccare la produzione di questo dorso digitale.
Non siamo ne esperti di marketing, ne addentro le politiche industriali di
questa casa storica della fotografia, ma ci sentiamo di dire che i casi
sono due: o la Kodak e' veramente in crisi nera come da tempo si paventa,
oppure qualcuno del management nella Casa Gialla ha perso la bussola.
Speriamo che qualcosa cambi e che Kodak rimanga la grande casa che e' da
sempre.
Il dorso
digitale Kodak DCS
Pro Back 645,
una delle migliori realizzazioni nel campo della fotografia digitale per
medio formato, 16 Mpixel e la compatibilit con Mamiya 645AF e AFD,
Contax 645 e Hasselblad H1 fra le caratteristiche salienti. Purtroppo la
Kodak ne ha interrotto la produzione da pochi mesi, nonostante ci
crediamo che ancora sia reperibile sul mercato e che sia un ottimo
investimento.
|
|
ALTRI
DORSI DIGITALI PER MEDIO FORMATO PHASE ONE
Oltre alla nave
ammiraglia H25, descritta in dettaglio in questo articolo, la Phase One
produce una vasta gamma di dorsi digitali, la cui caratteristica comune
quella di essere unita' basate
su sensori CCD Kodak.
La serie H oltre all'H25, comprende altri dorsi come l'H101 specifico per
l'Hasselblad H1, l'H20 versione da 16 Mpixel e l'H5 che
e' compatibile con
una vasta gamma di fotocamere medio formato. I dorsi della Serie H per
funzionare hanno bisogno, sia per l'alimentazione che per la
gestione-memorizzazione dei file immagini, di essere collegati in
permanenza con un computer, tramite una porta Firewire. Questo li rende
delle unita' dedicate ai lavori in studio, o comunque in location non
all'aperto, un valido esempio l'H101
che si integra alla perfezione con l' Hasselblad H1, fotocamera che gia'
di per se e' stata concepita per operare indifferentemente, sia con
pellicola che con dorso digitale.

Nell'immagine
sopra una fotocamera medio formato Hasselblad H1, equipaggiata con il
dorso Phase One
H101, con 11
Mpixel e un'integrazione perfetta con la fotocamera. I contatti elettrici
dell'H1 per la gestione dei file e l'alimentazione del dorso, consentono
con facilit di passare dalla pellicola al digitale, anche esteticamente
c' un ottimo feeling.
Esteticamente
identici all'H25, i dorsi H20 e H5 differiscono, oltre che per
l'identificazione del modello sul pannello posteriore ovviamente, anche
per il sensore che per H20 e' un Kodak da 16 Mpixel, le fotocamere
collegabili sono le stesse dell' H25, fra cui: Hasselblad 555 ELD, 501 CM,
503 CW, 553 ELX, Mamiya RZ67 Pro II, Horseman DigiFlex II e molte altre
medio formato tramite adattatore.

Il dorso
digitale Phase One
H20 da 16 Mpixel
montato su una Mamiya RZ67 Pro II, anche per questa unit la fedelt dei
colori e il bassissimo rumore sono a livelli eccellenti, il CCD Kodak
fornisce 4.080X4.080 pixel di risoluzione, ed in grado di catturare
immagini da 48 MB (24 bit RGB) e fino a 128 MB (64 bit CMYK). La versione
H5 ha numeri meno eclatanti, ma in compenso ha una versatilit tale da
poter essere collegato alle Mamiya 645AF, CONTAX 645 e alle Hasselblad
ovviamente.
PHASE
ONE P25 IL FUORICLASSE DA REPORTAGE IN ESTERNO
E'
un
dorso digitale da reportage in esterno fra i piu' performanti in assoluto, il
valore di risoluzione da 22 Mpixel e' solo uno dei suoi numeri da
riferimento e insieme all' H25 di cui condivide il sensore CCD
Kodak, e' al massimo livello per la sua classe, se si esclude il Power Phase FX da 12.600X10.500
pixel, dorso a scansione per banco ottico, da considerare una
categoria a parte.
Il Phase One P25
ha un nitido display LCD da 2,2' per visione immagini e gestione parametri
di ripresa, supporta memory card Compact Flash tipo I e II e ha una
batteria ricaricabile agli ioni di litio.

Il dorso
Phase
One P25, qui
montato su Hasselblad H1, ha lo stesso CCD Kodak da 22 Mpixel e
prestazioni allineate al cugino H25 da studio, un'unit di assoluto
riferimento per reportage in esterno. C'e' una versione con CCD, sempre
della Kodak, da 16 Mpixel. Si tratta del
Phase
One P20, con
identiche caratteristiche, a parte il CCD e anche le fotocamere
collegabili sono le stesse.
ALTRE
CARATTERISTICHE DEL DORSO PHASE ONE P25
-cadenza 35
immagini al minuto
-monitor
2.2" LCD integrato
-slot per memory card Compact Flash tipo I e II
-autonomia fino a 4 ore con batteria standard Canon
-sensibilita' selezionabili da 50 a 800 ISO
-profondita' colore in output 16 bit/colore
-generazione file fino a 173MB (16-bit CMYK)
-selezione scatti in media o alta risoluzione
-Disponibile per Hasselblad H1 (previsto anche per serie V), Mamiya 645
AFD e Contax 645 AFD
LEAF
VALEO 22 E SINAR BACK 54, ALTRI DUE DORSI DA 22 MP
La Leaf e la Sinar
sono case con una lunga storia nel medio formato, con i loro dorsi
Valeo
22 e
Sinarback 54 da 22
Mpixel, sono comparabili ai Phase One di pari risoluzione.
Il Leaf Valeo 22
stato il primo dorso digitale da 22 Mpixel, indipendente dal
collegamento con il computer e quindi adatto a operare in esterno.
Le fotocamere
collegabili sono: Mamiya 645 AFD, Hasselblad serie V,
Contax 645, Hasselblad H1. Le Mamiya RZ ed RB, Fuji 680 e le Bronica
possono essere collegata con un adattatore.

Il dorso
digitale Leaf Valeo
22 ha numeri
impressionanti: 22 Mpixel in grado di generare file immagine da 126MB
modalit 16 bit, il supporto di memoria un hard disk da 10 Gb,
(nell'immagine lo vediamo agganciato sotto la fotocamera Mamiya 645), la
gestione delle funzioni e la visualizzazione delle immagini, viene
effettuata con un palmare HP, il CCD da 4,056 x 5,356 pixel ha dimensioni
vicine al fotogramma 6X4, sensibilit da 25 a 200 ISO. Ovviamente
mostruoso anche il prezzo, di 30000 $.
Il
dorso Sinarback 54
e' prodotto dalla Sinar,
un costruttore che ha esperienza pluridecennale, nella produzione di
sistemi medio formato e a banco ottico per studio. Il Sinarback 54
rispetta questo DNA tipico della casa, essendo un'unita' che va utilizzata
in studio, con il computer collegato via porta Firewire.

Il
Sinarback
54 della Sinar,
un tipico dorso digitale da studio, che va collegato per funzionare al
computer, il CCD ha dimensioni di 38,8X50
mm e risoluzione 4080X5440 (22 Mpixel), sensibilit da 25 a 100
ISO, 14 bit di profondit colore.
DORSI
DIGITALI, UN LUSSO PER POCHI
La
produzione di sensori CCD e' un processo industriale costoso, questo si
riflette inevitabilmente sul prezzo di acquisto, se questo concetto e' tutt'ora valido per le reflex e le compatte semiprofessionali, a maggior
ragione lo e' per il digitale nel medio formato, che oltretutto non puo'
contare su numeri in termini di vendite elevati, questo fa dei dorsi per
medio formato un affare riservato a pochi privilegiati, quasi
esclusivamente professionisti. Allo stato attuale i costi all'acquisto
sono su un range di 12000-30000 Euro, evidentemente irraggiungibili per
chi non sia un professionista in grado di ammortizzare, o un fotoamatore
particolarmente danaroso.
Questo articolo infatti voleva piu' che altro esplorare il mondo del
digitale, ai massimi livelli attuali, una sorta di Guiness dei primati
della tecnologia digitale. Noi pensiamo che anche questo settore fra
qualche anno, come tutti quelli delle nuove tecnologie, subira' un
progressivo ridimensionamento dei prezzi, complice il progresso che avanza
e il mercato del digitale, che fisiologicamente "uccide" i suoi
stessi prodigi.
Rimane il fatto che adesso chi il fortunato possessore di una fotocamera medio formato non troppo datata, potenzialmente ha il
privilegio di affiancare la "tradizionale" pellicola, al
digitale sulla stessa fotocamera, cosa quasi impossibile per le reflex
24X36, salvo futuristiche realizzazioni come il Digital Module R per le
Leica R8/R9. Questa e' un prospettiva allettante, che rende le medio
formato delle fotocamere virtualmente esenti dall'obsolescenza
tecnologica, in sostanza tante reflex e "melanzane" digitali fra
un anno invecchieranno, sulla medio formato bastera' cambiare il dorso, o
rimontare il magazzino pellicola.
I LINK
DEL MEDIO FORMATO IN DIGITALE
I link seguenti
sono relativi a Phase One, prove comparative con immagini in alta
risoluzione, di alcune fotocamere medio formato con dorso digitale e
immagini in alta risoluzione della collezione di Marcello Fantoni, un
saggio di cosa puo' fare il digitale medio formato, nello
specifico i lavori dell'artista suddetto ripresi con dorsi Phase One,
dall'azienda Centrica.
PHASE
ONE: www.phaseone.com
email:
info@phaseone.dk
DORSI DIGITALI HASSELBLAD
Presentati da Fotografia e reflex
Da
LUMINOUS LANDSCAPE di Michael Reichmann:
Dorso Kodak DCS Pro Back 645, confronto immagini con Canon EOS 1DS
COLLEZIONE
DELL'ARTISTA MARCELLO FANTONI:
Marcello
Fantoni riproduzioni digitali prodotte da: CENTRICA


|