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| Siamo
abituati a pensare che i nostri sensi, così come sono,
corrispondano alla "realtà". Così ci chiediamo
cosa abbia il nostro cane, da annusare quel certo muro, a ogni
passeggiata, oppure come facciano i pipistrelli a catturare insetti nel
buio assoluto, o come faccia un gatto a cacciare topi di notte. Ebbene
la "realta" come la conosciamo, è una costruzione dei nostri
recettori sensoriali (olfatto, vista, udito, gusto, tatto) e del
cervello. Chiaro quindi, che per i 15000 sensori olfattivi nel nostro
naso, il muro non ha niente di particolare, mentre per il nostro cane
con i suoi 500.000 sensori ha una storia infinita e in continua
evoluzione, a ogni passaggio dei suoi simili. Il grafico sopra chiarisce il concetto di luce infrarossa, la scala graduata da 200 a 1200 nm (nanometri) mostra varie lunghezze d'onda della luce, sopra lo spettro a colori ultraviolet è la componente ultravioletta, visible light è la parte di spettro che è visibile da noi, segue da 700 nm near infrared il "vicino infrarosso", cioè la componente infrarossa di luce vicina al visibile, è qui che operano le pellicole infrarosse, infrared films nel grafico. Queste pellicole, registrano immagini fino 900 nm e oltre, quindi permettono con adeguata post produzione del fotografo, di realizzare immagini particolari, dove la componente rossa della luce rende la pelle delle persone quasi trasparente, i paesaggi sembrano uscire da un altro pianeta e solo la presenza delle opere umane e degli uomini stessi, li identifica come pianeta terra o meglio come pianeta infrarosso. A confronto lo stesso panorama aereo (il castello di Duino) sopra ripreso con pellicola negativa a colori, sotto con pellicola infrarossa a colori, le zone verdi sotto sono rosse perchè la clorofilla contenuta nelle foglie della vegetazione, riflette fortemente la componente infrarossa della luce. Per fotografare all'infrarosso, occorre oltre alla reflex (o compatta con messa a fuoco a telemetro) avere: obiettivo da 28 a 80 mm. , filtro rosso 25A, arancio e polarizzatore, pellicola Infrared High Speed Kodak, la reflex o la fotocamera compatta è consigliabile che abbiano l'otturatore a lamelle metalliche, gli otturatori a tendine in tessuto possono far filtrare luce quanto basta a velare il negativo. La pellicola è talmente sensibile al più flebile barlume di luce, da richiedere il caricamento al buio piu totale, pena la velatura del negativo. La sensibilità da impostare è 400 ASA, che agli effetti pratici diventano 50 ASA, in quanto il filtro 25A assorbe tre stop di luce.
In questa ripresa IR
di Carlo Ravaioli, c'è tutto il fascino
dell'infrarosso bianco/nero, è stata realizzata in pieno
giorno, il cielo è nero e le palme risultano quasi bianche. Secondo l'esperienza fatta da
noi, la condizione ideale che garantisce i risultati migliori, e quella
di una giornata di sole con poche nuvole alte e sparse, giornate
nuvolose o con cattivo tempo sono incontrollabili sul piano dei
risultati, ma in tal caso si puo ricorrere al vecchio trucco
dell'esposizione a forchetta (facendo però in modo da non
scendere mai al di sotto di f 8 con i diaframmi). TIPOLOGIA DEI FILTRI INFRAROSSO I
filtri infrarosso sono suddivisi in 3 categorie, per valori in
nm=nanometro Questa
ripresa di Gavin Wrigley,
mostra cosa si ottiene con un filtro IR da 700 nm, si tratta di un
paesaggio in luce diurna, l'erba e il fogliame degli alberi, assorbono
grandi quantità di luce infrarossa, questo crea l'armosfera
da fiaba che vedete. I filtri della classe fino ai 900 nm, sono definiti anche “black” o “dark”, essendo scuri (e densi) quanto i vetri protettivi delle maschere da saldatore, bloccano tutta la luce visibile, tanto da creare una foto completamente in bianco/nero. Anche quest’ultimo effetto è molto difficile, se non impossibile, da riprodurre con software di fotoritocco. Questo
paesaggio di terra e di mare è di
Carlo Ravaioli, è stato ripreso con
filtro IR 900 nm, la densità di questo
filtro ha bloccato tutta la luce visibile, creando questo effetto
fiabesco in bianco/nero, con vegetazione bianco abbagliante e mare nero. I MODELLI DI FILTRI INFRAROSSO SUL MERCATO
Nell' immagine sopra, a sinistra filtro Kodak Wratten 87 da 750 nm, in gelatina per riprese IR a colori, a destra Hoya RM90 da 900nm, che blocca la luce visibile con effetto IR bianco/nero, questo è un filtro da avvitare sull'obiettivo della reflex, solo se di misura superiore alla filettatura dell'ottica e con adattatore, per evitare cadute di luce ai bordi. MESSA A FUOCO CON FILTRO INFRAROSSO LA FOTOGRAFIA IR DI GINO MAZZANOBILE Gino
Mazzanobile è un
grande esperto di tecniche fotografiche, auto costruisce le sue fotocamere
medio formato e si è cimentato nello sviluppo anche per l'infrared.
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La
fotografia
all'Infrarosso, come vedete anche dalla figura a fianco a sinistra,
riguarda la componente di luce "near
infrared" (vicino infrarosso), che a occhio nudo
risulta invisibile, per il motivo che i nostri occhi e il nostro
cervello, sono strutturati in modo da captare e interpretare la luce (e
i colori) compresi fra 400 e 700 nm (lunghezze d'onda della
luce).
Per la fotografia
infrarosso con fotocamere
digitali, il principale ostacolo è l'adozione sui sensori
CCD e CMOS, di filtri hot mirror anteposti ai sensori stessi.
Due esempi di digitali compatte adatte alla fotografia IR, a sinistra la Nikon Coolpix 5400, a destra Olympus C-5050Z. L'applicazione
di filtri
infrarosso, specie di quelli con maggiore densità da 900 nm
in su, impone l'uso del cavalletto e di tempi comunque lenti,
impossibili da gestire a mano libera. L'immagine sopra è stata ripresa con un filtro IR a bassa densità, per questo è rimasto l'azzurro del mare, mentre la vegetazione risulta decisamente virata al rosso. A
nostro parere, sia per un fatto di praticità, sia per i
risultati ottenibili, per l' infrarosso in digitale, non sono
consigliabili i filtri con montatura filettati.
I filtri INFRAREX sono una soluzione ottimale e non costosa per l'infrarosso digitale, costano cierca 30 Euro e qui vedete, le tre versioni 84 RED, 84 DARK RED, 84 BLACK in ordine di densità, per l'infrarosso colore è l'84 RED il più adatto. Il
filtro 84 RED con densità dai 550 ai 650 nm,
è il meno denso dei tre e adatto per riprese a colori.
Un'
immagine dal sito INFRAREX, il filtro 84 BLACK usato
in questa fotografia, ha bloccato totalmente la luce visibile, ne
risulta un'immagine in bianco/nero, con elevato contrasto, il cielo
nero con vegetazione bianca drammatizza l'effetto infrarosso, dando
un'idea di suggestiva surrealtà. Potete acquistare questi
filtri direttamente sul sito:
La fotografia all'infrarosso
in quanto tale, sfugge a canoni e tecniche di ripresa certificati, il
fascino di questo particolare modo di riprendere il mondo è
in questo, è sperimentazione pura.
In figura sopra, quattro
fotocamere compatte che possono essere utilizzate per la fotografia
all'infrarosso, consentono il controllo dei parametri di esposizione,
sia per l'apertura del diaframma che per i tempi, necessari alle
correzioni da fare in ripresa. Per le reflex il discorso cambia, in teoria sono il massimo per l'infrarosso, avendo i controlli completi in manuale dell'esposizione, ma resta il vincolo del filtro infrarosso, che viene montato davanti al sensore immagine, per migliorare la qualità della ripresa che potrebbe essere degradata dalle radiazioni solari del "near infrared". L'unica possibilità, costosa e non reversibile, è quella della rimozione del filtro da un foto riparatore, ma a una spesa inferiore si può acquistare specie sull'usato, una compatta di vecchia generazione ottima, non solo per l'infrarosso. Fotografare all'infrarosso è un modo
particolarissimo e insolito di riprendere la realtà che ci
circonda, al di la degli aspetti tecnici, si può dire che
è una visione fiabesca del mondo, che può dare a
chi ha voglia di provare e sperimentare grandi soddisfazioni. Si può dire che la fotografia IR, apre a chi la pratica orizzonti di vera creazione artistica, guardando le fotografie realizzate, sembra di entrare in una dimensione parallela e surreale, scoprirete quanto è affascinante il Pianeta Infrarosso... Roma 10 maggio 2007 Stefano Fedele Molte delle immagini utilizzate in questo articolo,
sono ricavate da fotografie IR bianco/nero di Carlo
Ravaioli, uno dei maggiori esponenti
delle arti visuali in Italia, nasce a Ravenna nel 1954, inizia dopo gli
studi di architettura, come disegnatore anatomico, la sua vena creativa
e la passione lo portano a esperienze nel fumetto, come free lancer per
le agenzie pubblicitarie e nella grafica pubblicitaria, sua principale
attività dall'inizio degli anni ottanta. Con la sua
poliedricità di artista sensibile e creativo si è
cimentato anche nella fotografia IR, con pellicola Kodak
Infrared.
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