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Le
tradizioni popolari, sotto forma di balli e feste anche a sfondo
pagano-religioso, sono ancora vive a Cuba, come con questa donna nella
sua danza sfrenata. Clic
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L'articolo con immagini
di Linda De' Nobili, stato pubblicato su un giornale gratuito
milanese. Come da tradizione della carta stampata attuale, con grande
spazio alle interviste di Linda ai cubani, spazio minimo per le sue
considerazioni, da cittadino di stato democratico, non certo
politiche. E' un vezzo dell'attuale carta stampata che non
condividiamo, quello di limitare al lumicino ci che dice l'autore
dell'argomento, in favore di quello che dichiarano i protagonisti del
fatto, per quanto banali siano le dichiarazioni. Per questo
pubblichiamo le interviste alla gente di Cuba e a parte l'articolo di
Linda De' Nobili. S.F.

JOSE' un belluomo in pensione abita vicino Gisela, cos pi di una volta ci siamo ritrovati a chiacchierare. Lui uno di quelli convinti della rivoluzione e di come vanno le cose. E fiducioso e infatti mi dice:
sono molto contento, sto bene, ho fatto il mio dovere, ho servito la causa. Il governo ci aiuta, ha fatto delle cose molto giuste per il popolo, io non ho nulla da rimproverargli. Credo sia nostro dovere difenderci da chi arrogantemente vuole fare da padrone nella nostra terra. Fidel ha ragione. Certo a volte la vita pu diventare molto molto difficile ma lo Stato non ci lascia mai soli. Oggi ho un altro lavoro per avere qualche soldo in pi e non mi lamento. Riesco anche a divertirmi, la sera vado a ballare, un buon bicchiere di rhum e qualunque problema se ne
va.
Conosco GILBERTO in un bar di Cienfuegos. Lo invito a sedersi e a bere qualcosa.
Parliamo un po in generale ma subito comincia a raccontarmi di s e delle sue difficolt soprattutto pratiche, che sono poi le difficolt di
tutti:
Sono separato e risposato, cos devo mantenere due famiglie, ma con quello che guadagno veramente difficilissimo, cos, oltre a lavorare in unazienda produttrice di tabacco, quindi di sigari, mi arrangio in tutti i modi
possibili".

Un
intenso ritratto valorizzato dai gioielli frutto di un artigianato
povero, eppure intrigante e raffinato. Clic
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Una sera incontro GISELA, una signora cubana di circa 70 anni conosciuta giorni prima, la cui figlia ha sposato un italiano. triste e scura in volto e, cos, le chiedo cosa le sia successo. Mi racconta un episodio veramente spiacevole:
Mi chiedi cosa successo successo che sono partita per Varadero con mia figlia, suo marito e i bambini e quando siamo arrivati in albergo per prenotare la nostra stanza, mi sono sentita dire che non era possibile perch io sono cubana. Capisci, certo sono cubana e allora? Questa la mia terra, la mia patria! Ho protestato, ma non servito a nulla. E una regola imposta dallo Stato per garantire il turista!!. Certo, ma io sono nella mia terra e a me impedito di entrare in un albergo!! A me che ho lottato e sofferto per la rivoluzione, Che giustizia
questa?.
Incontro CONSUELO nella casa del Babalao. Consuelo molto giovane e anche molto preoccupata per il suo
futuro: Non so cosa fare, il lavoro non si trova tanto facilmente e io non ho un soldo.non posso permettermi nulla n un libro, n un cinema, n un paio di scarpe e nemmeno una saponetta di buona qualit. Non mi va di fare come altre ragazze che conosco..andare magari con uno straniero per un piatto di carne al ristorante o per un paio di calze. Voglio essere indipendente ma non facile e vorrei farcela da
sola".

Un'immagine divertente,
con una giunonica donna alle prese con il classico sigaro cubano,
riccamente ingioiellata e con un copricapo da "caribbean-kitsch".
AllAvana durante una cerimonia religiosa della Santeria conosco JUAN, un ragazzo di 23 anni figlio del Babalao, grande sacerdote-indovino, il quale oltre a spiegarmi cosa avviene durante il rito, soprattutto il suo significato, mi parla soprattutto di s, delle sue aspirazioni, della sua realt di cittadino cubano.
Oltre a confessarmi di voler diventare lui stesso un babalao, mi dice:
Mi piacerebbe diventare uno scrittore, la scrittura la mia pi grande aspirazione, amo scrivere ma, a parte la difficolt di trovare un editore, poichi legger il mio
libro?...cubani e solo cubani. Questo mi demotiva perch come parlare unicamente con se stessi. Qui, tutto difficile, in Italia, invece puoi facilmente trovare un lavoro per diventare ricco e fare, cos, della tua vita quello che vuoi.

Un gruppo di musicanti,
ballerini e cantanti a una delle feste popolari cubane, queste
manifestazioni sono parte di una tradizione popolare molto viva e
sentita. Clic sull'immagine per ingrandire

Una
curiosa immagine "on the road", il vecchio sembra proprio
chiamare Linda con l'indice, vorrebbe forse farle ascoltare della vera
musica Salsa? Immagine da premio Clic
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La risposta di Linda
alla nostra domanda: cosa cerchi nei luoghi e nelle persone che
ritrai? "Ecco sono una persona curiosa, soprattutto di quello che diverso da me dalla mia cultura.
Mi affascina conoscere come gli altri vedono le cose del mondo, come vivono.
Sono spesso affascinata dal fatto che le persone che ritraggo, vivono con niente eppure sorridono.
Questo per a volte mi fa stringere il cuore e non mi sento colpevole, perch quello che vedo dipende poco da me.
Mi piace parlare con la gente e se potessi entrerei nelle loro case, ma il tempo non mi concede di sviluppare rapporti. Mi piacerebbe ma non essendo il mio lavoro, spesso sono costretta a fotografare di corsa. Questo mi dispiace molto, perch non esattamente lo spirito del reportage che mi piacerebbe fare. Poi forse mi manca il coraggio, o lo spirito d'avventura che non mi permette di organizzare un viaggio e partire anche da sola. Se fossi un uomo forse...chiss.
Ho iniziato tardi ad appassionarmi, nel vero senso della parola, per cui la mia vita ha preso altre strade...chiss se avessi cominciato prima, forse lo avrei fatto come mestiere. Ma anche cos non mi dispiace, anche se spesso non posso permettermi tutto quello che vorrei, visto anche l'alto costo di tutto quello che concerne, tanto la fotografia quanto il viaggiare.
Per me fotografare, significa fermare visivamente e non solo nella memoria i luoghi, i volti delle persone che ho incontrato e le situazioni che ho vissuto, la mia intenzione, per anche quella di testimoniare altre realt, di comunicare la diversit, per renderla pi familiare.
Fotografare per me come una creazione......., una specie di concepimento ad ogni scatto, l'attesa di vedere il risultato, una gestazione e la stampa il parto vero e
proprio".
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Una volta arrivati a Cuba, la grande isola, quando finalmente ci si ferma a parlare con la gente e si fanno le prime conoscenze, ci che sorprende ma, pensandoci, non pi di tanto, il forte malcontento che la popolazione esprime verso la realt quotidiana che rimanda in maniera velata e mai dichiarata apertamente, ad una aspra e critica valutazione verso il governo.
Sono in particolare i giovani a risentire di tutte quelle limitazione che il paese per scelte forzate impone, manifestando di conseguenza un forte senso di insoddisfazione e, a volte, di demotivazione soprattutto per quanto riguarda la possibilit di realizzare le proprie aspirazioni.
Un giorno, un giovane universitario di nome Juan, durante una cerimonia della Santeria, mi ha confidato il suo desiderio di diventare scrittore ma insieme anche la sua rabbia per limpossibilit che quel libro potesse essere letto anche da non cubani. Tutto rimane confinato nei limiti del proprio territorio, delle proprie tradizioni e della propria cultura.
Ci che manca a quel giovane e ad altri come lui la possibilit di confrontarsi con il resto del mondo. Questo possibile solo tramite il turista visto che sono veramente poche le persone che, per esempio, possono permettersi internet. E non comunque la stessa cosa. Juan, infatti, invidiava soprattutto la mia libert di viaggiare manifestando un senso quasi claustrofobico di costrizione.
Questo senso di claustrofobia che li fa sentire obbligati nei loro confini, in percorsi gi prestabiliti senza possibilit di scelte autonome se, per un lato li demotiva dallaltro per non riesce in nessun modo ad intaccare la loro vivacit , la loro carica vitale e il loro grande coraggio nel continuare a guardare avanti con serenit e allegria.
Molti vogliono andarsene, non solo come Juan la cui spinta la voglia di conoscere e confrontarsi con laltro da s, ma anche e soprattutto per una questione economica.
In un paese che si oppone al sistema sociopolitico moderno, sopravvivere significa spesso dover trovare delle alternative, per integrare un salario che in Italia garantirebbe la sopravvivenza di un solo giorno.
Il salario di un cubano pu variare da un minimo di 12 ad un massimo di 40 dollari mensili, a seconda che si tratti di un operaio, un impiegato o un professionista.
Partire per un cubano significa, dunque, soprattutto la possibilit di lavorare in un paese che possa garantire una vita migliore per s e anche per chi resta.
In condizioni di vita molto disagiate, integrare i propri guadagni spesso pu significare anche essere costretti a compiere azioni o attivit illecite come per es. sottrarre sigari sul proprio posto di lavoro per poi rivenderli ai turisti.
I cubani hanno dovuto con il tempo imparare la famosa arte che tanto ha caratterizzato il popolo napoletano: larte di arrangiarsi. E non poteva essere altrimenti in un contesto che, per ovvie ragioni, offre molto poco in termini di possibilit concrete.
Il forte senso critico nei confronti del governo, la voglia di fuga, linsoddisfazione crescente, non intaccano, per, minimamente il senso di attaccamento viscerale alla patria che rimane sempre la GRANDE CUBA.
Questo sentimento particolarmente evidente soprattutto in quei non pi giovani che hanno lottato contro la dittatura di Fulgencio Batista, il quale tra vari colpi di stato militari e elezioni politiche truccate era ancora in carica nel 1958. In quegli anni met delle terre cubane, i servizi fondamentali e lindustria erano in mani straniere.
Uno degli aspetti pi importanti, oltre lenorme campagna di alfabetizzazione del 1961, che la Rivoluzione cubana ha tentato di mettere in atto, non senza difficolt, stato quello di cercare di neutralizzare il sistema di classe che a partire dal 1993, con la legalizzazione del dollaro e del lavoro in proprio, ha nuovamente rialzato la testa, creando di conseguenza una doppia economia: chi possiede dollari pu accedere a tutti quei servizi, completamente negati a chi dispone solo di pesos.
Bench alcune delle carenze pi significative si siano alleggerite grazie al turismo e alla legalizzazione del dollaro, la situazione non pu dirsi certo facile e Cuba pu considerarsi ancora nel Periodo Especial, proclamato da Castro nel 1990 dopo il crollo del blocco dellEst. Tale caduta ha comportato la cessazione del commercio e dei crediti con lUnione Sovietica, con una perdita di svariati miliardi di dollari lanno, con conseguenze facilmente immaginabili.
Durante il Periodo Especial, il programma di austerit prevedeva una serie di razionamenti e blackout, ancora in vigore. Periodici razionamenti di acqua e blackout di energia elettrica sono effettuati oggi, anche allo scopo di salvaguardare il turismo.
A questo punto non si pu tralasciare il discorso sullembargo, che nel 1992 con il decreto Torricelli, gli Stati Uniti hanno reso ancora pi aspro, restringendo le possibilit di commercio con Cuba delle filiali straniere delle societ americane, con conseguenze disastrose.
Ci ha comportato carenze soprattutto per quanto riguarda generi alimentari, medicine e attrezzature mediche.
La situazione ad oggi non molto diversa.
I banchi delle farmacie mancano di molti prodotti, cos come quelli dei mercati.
Per quanto riguarda la sanit, appunto, il servizio sanitario gratuito, che si prende cura della salute dei cittadini cubani, presenta tali e tante carenze che nulla hanno a che vedere con il sistema sanitario a pagamento, che il governo cubano ha organizzato esclusivamente per i turisti, garantendo loro tutta una serie di prestazioni e servizi di ottimo livello.
Latteggiamento degli Stati Uniti stato pi di una volta aspramente contestato e condannato dallAssemblea Generale delle Nazioni Unite, che a partire dal 1992 ha sempre votato a larga maggioranza, la condanna dellembargo economico contro Cuba.
Tutto ci mette in crisi la posizione morale che gli Stati Uniti, ostentano di perorare per quanto riguarda la salvaguardia dei diritti umani, ma di questo non sembrano preoccuparsi poi molto, tant che nel 1996 le restrizioni economiche sono state ulteriormente inasprite.
Tornando alla questione delle differenze di classe, si pu dire che questo per Cuba, oggi rappresenta una delle questioni pi delicate e significative da dover affrontare e risolvere.
La questione potrebbe diventare sempre pi problematica, se il desiderio di avere quel qualcosa in pi, dovesse trasformarsi prima o poi in una necessit, o in un bisogno da dover soddisfare a tutti i costi.
Non un caso, forse, che in questi ultimi anni siano aumentati i furti nelle case, o gli scippi per le strade, come forse non casuale che ogni casa sia come blindata con inferriate alle finestre e intorno al suo perimetro, o che si sia costretti a pagare un custode, che vigili durante la notte affinch non rubino la macchina.
Nessuno esente, nel senso che anche il povero corre il rischio di essere derubato, visto che c sempre la possibilit che esista un individuo ancora pi povero.
A Cuba tutto appartiene allo Stato, dalle case agli alberghi, dai ristoranti ai bar e persino le orchestrine che allietano le orecchie dei turisti sono dipendenti statali, tutto, tranne quelle poche attivit concesse ai privati, come le Casas particulares (una valida opzione per il turista, che non voglia farsi salassare in un albergo), per le quali il privato paga per, tasse salatissime.
Il merito del socialismo cubano, stato ed tuttora quello di cercare di garantire ai cubani, non senza sforzi sotto pi punti di vista, una condizione sociale di base che assicuri o quanto meno contribuisca ad evitare a molti di condurre una vita di stenti, soprattutto in una situazione che vede oggi pi di ieri, una crescente divaricazione tra due condizioni di vita: labbiente e il non abbiente.
Le abitazioni infatti sono gratuite, anche se spesso la carenza di alloggi, dovuta alla loro fatiscenza, comporta il pi delle volte, che pi generazioni siano costrette a vivere sotto lo stesso tetto. A tal proposito, forse non un caso che a Cuba sia cos facile sposarsi come divorziare!
Anche la Libreta (lequivalente della nostra tessera annonaria, durante la II Guerra Mondiale), che durante gli anni relativamente floridi del periodo russo (70-80) si pensava di potere eliminare, tuttora in vigore.
Il paniere alimentare prevede circa 30 alimenti di base, mentre alcuni come carne, pesce, verdura vengono distribuiti in base alla disponibilit. Altri prodotti, invece sono distribuiti in base alla composizione della famiglia, o in presenza di alcune malattie croniche. Certo per che la razione mensile, non basta a coprire le necessit di tutto il mese e va quindi necessariamente integrata.
Lo Stato, fornisce inoltre cospicui contributi governativi, per molti se non tutti gli aspetti della vita e in particolar modo per la cultura. Basti pensare che allAvana, dove si svolge il Festival internacional del nuevo cine latinoamericano e dove ci sono pi di 200 cinema, il biglietto costa allincirca due pesos(0,07 dollari). Peccato per che poi ci siano enormi difficolt negli spostamenti. Il servizio di trasposto pubblico talmente carente, da rendere spesso qualsiasi luogo, una meta irraggiungibile.
In conclusione, leconomia cubana prosegue con molto affanno nel suo tentativo di risollevarsi e infatti, nonostante tutte le condizioni avverse, negli ultimi due anni cresciuta di circa l1%, soprattutto grazie alle entrate provenienti dal turismo che ci si augura possa continuare a sostenere il paese, in questo non facile percorso di crescita e sviluppo.
La doppia economia cui si accennato pi volte, in cui il dollaro spadroneggia, si sta rivelando una situazione molto difficile da gestire, anche se un comunicato letto da una catena nazionale radio-televisiva alle ore 00:00 del 31 dicembre 04, cos recitava: -di fronte a manovre nemiche per asfissiarci economicamente, abbiamo sferrato un contraccolpo che ha tolto il dollaro dalla circolazione del mercato interno e ha rafforzato il controllo della Banca Centrale e luso delle valute per destinarle agli interessi strategici della Nazione.
Alla fine del viaggio quello che rimane dentro , per, soprattutto lincontro con la gente, piena di vitalit e di allegria, colta e istruita, generosa e orgogliosa e come tutti, anche piena di contraddizioni.
Linda De Nobili
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