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Leonardo
da Vinci, il grande genio delle scienze e delle arti
rinascimentale, fu il pioniere anche dello studio anatomico
umano, arrivando a delineare nei suoi famosi disegni il prodigio
della natura che l'occhio. Si spinse anche nel campo
dell'ottica e del fenomeno da lui definito "Oculus Artificialis", per lo studio della riflessione di luce su superfici sferiche. Ebbene
su queste basi teoriche nei secoli a seguire, vari scienziati
iniziarono a costruire la "Camera obscura",
strumento utilizzato per l'osservazione delle eclissi solari.
Dal '700 in poi la "Camera obscura" fu
utilizzata da vari artisti paesaggisti e ritrattisti, per la
riproduzione prospetticamente identica all'originale, di
ambienti urbani e ritratti. Famosi in questo ambito d'arte, sono
i dipinti urbani di Venezia del Canaletto e di tanti altri
paesaggisti. La Camera oscura, cos denominata a partire dall'
'800, divent una sorta di "fotocamera ante litteram",
continuando a essere utilizzata anche a scopi
scientifici. Nella figura a fianco, l'occhio sta a
significare che la camera oscura una imitazione umana, del
prodigio che il nostro occhio, ma anche che alla base del
sistema di visione delle fotocamere reflex attuali. Nel
documento che potete consultare sotto questa introduzione, Gino
Mazzanobile, appassionato fotoamatore, studioso e storico, ci
invita al suo viaggio nel tempo delle arti figurative e della
fotografia. Ha costruito, provato sul campo una camera oscura
portatile e ne ha ricavato riproduzioni di ambienti
urbani. E' un'emozionante viaggio alle origini dell'immagine,
da non perdere...
Stefano
Fedele 22 Settembre 2008 |