C' un'Africa diversa da quella patinata del Serengeti o del Kenya in stile National Geographic, fingiamo di ignorarla, questo reportage la mostra a noi e alle nostre coscienze

Foto in bianco nero di Linda De' Nobili e a colori di Nicoletta Diamanti 


Linda De' Nobili e Nicoletta Diamanti, sono due fotoamatrici che amano il reportage, abbiamo gi pubblicato alcuni loro lavori, scatti di sapore etnico culturale da Cuba, Marocco, India, altri di carattere quasi giornalistico e politico come la manifestazione FACCIAMO BRECCIA, a difesa della laicit di stato e cittadini.
In tutti i casi colpisce la loro diretta partecipazione all'evento, ai protagonisti delle loro fotografie, i loro sono racconti di momenti della vita, con l'obiettivo a descrivere emozioni fatte proprie, istanti di persone nel quotidiano, nel lavoro, negli happening di vita sociale, anche di protesta o di festosa socializzazione.
Questo loro ultimo lavoro che vi presentiamo, qualcosa di diverso, da tutti gli altri apparsi su Fotografia & reflex. 
Sono gli appunti di viaggio, come Linda ama definirli, su una silenziosa tragedia africana che sta seminando morte, sradicamento culturale di intere popolazioni, fame, malattie come l'AIDS (curate per noi ma non per loro), una generazione attuale decimata da indifferenza, avidit, pregiudizio, mito del profitto, atavico atteggiamento predatorio, del nostro stile di vita, della politica estera e umanitaria di noi "paesi occidentali e industrializzati".
L'Africa la culla da cui si sviluppata l'intera razza umana, in questa epoca per una beffarda e mostruosa legge del contrappasso, creata da noi occidentali e non certo determinata dalla sorte, questo continente vittima di una muta emergenza alimentare, con un'agricoltura ancora arcaica e troppo legata ai capricci di un clima impazzito.


Vignetta satirica su G8 e Africa (www.bendib.com/black/new.html)

Le varie emergenze sanitarie come l'AIDS, sono il nostro vero muro della vergogna di paesi avanzati, curato da noi con farmaci costosissimi (per pura speculazione delle case farmaceutiche), ma impossibili da acquistare in quei paesi sottosviluppati, con i nostri governi incuranti e interessati solo alla vendita di armi (magari a quegli stessi paesi). 
Siamo invece molto interessati allo sfruttamento delle loro risorse naturali, l'Africa notoriamente ricchissima di petrolio e minerali pregiati, come diamanti e il tantalio (con cui vengono prodotti i nostri telefoni cellulari). Ma queste ricchezze che farebbero di ogni altro continente un paese dei balocchi, sono per l'Africa portatori di miseria, guerre e sfruttamento selvaggio. 
L'acqua, il bene pi prezioso, cronicamente carente (se non assente) in vaste aree sub-sahariane, in questi giorni in atto per carestia e mancanza di piogge, una tragedia biblica nel Corno D'Africa, basterebbero grandi opere di irrigazione e canalizzazione, con altri nostri profitti oltretutto, ma non si mai nemmeno discusso sull'argomento.
Nel reportage di Linda e Nicoletta, le fotografie mostrano solo alcune tessere di questo tragico mosaico e nemmeno le pi drammatiche, essendo il Mali e il Burkina per ora solo vittime di una fame e un sottosviluppo, per cos dire "fisiologici", ma nell'articolo di Linda De' Nobili sul viaggio, c' tutto lo sgomento e la partecipazione emotiva, di un'occidentale che si sente corresponsabile eppure "accolta come una star...", altra cosa incredibile.


Bimbi e donne fra le capanne di un villaggio (clic per ingrandire) di N. Diamanti

Pubblichiamo, con un senso di angoscioso senso di colpa, il testo di Linda De' Nobili, in cui il diario di viaggio, diventa davanti a quelle genti poverissime, eppure sorridenti e piene di dignit, un diario di viaggio nei propri sentimenti, riflesso dei sentimenti di popoli come quello sub sahariano, che lotta ogni giorno per la pura sopravvivenza.
C' la presa di coscienza di Linda e Nicoletta, da occidentali a disagio con il loro fuoristrada e le reflex Nikon, che da strumenti di ricerca e documentazione, diventano metafore di uno stile di vita colpevolmente antitetico, a tutta quella povert e sofferenza.
Crisi di coscienza che traspare dal testo di Linda e dalle foto di ambedue le fotografe, che vi presentiamo.

                                    Roma 17 Marzo 2006    S.F.


Le fotografie di Linda De' Nobili e Nicoletta Diamanti saranno in mostra al Cineporto, a partire dal 10 luglio, clic sopra per il programma. 

   

 

Il Mali e il Burkina Faso, sono nella parte orientale dell'immenso territorio dominato dal deserto del Sahara, il cosiddetto Sub Sahara teatro delle pi grandi e silenziose tragedie, umanitarie e sanitarie, dell'intero pianeta. Sono state scattate in questi stati le fotografie del reportage di Linda De' Nobili e Nicoletta Diamanti, che vi presentiamo.


Testo di Linda De' Nobili (I Parte)

Il viaggio in Mali e Burkina non pu definirsi un viaggio turistico, ma un viaggio di conoscenza, anche se 15 giorni sono davvero pochi per parlare di conoscenza reale.
Diciamo che un viaggio del genere, pu solo favorire spunti di riflessione, approfondimento e un grande desiderio di tornare.
Fotografare, come sempre quando non si stabiliscono contatti in precedenza, stato particolarmente difficile. In Mali pi che in Burkina Faso. In realt non potrebbe essere diversamente.
Se si vuole fare un vero reportage, occorre stare sul luogo molto pi tempo, stabilendo contatti con quanti faranno parte di quella realt che si intende documentare, ma come gi detto in altre occasioni, non sempre questo possibile. Infatti, scendere dal fuoristrada, entrare nei villaggi con le nostre attrezzature non proprio invisibili, ci ha fatto sentire spesso molto a disagio. Ci sentivamo e di fatto eravamo, degli estranei, i tubabbu come ci chiamavano i bambini, ossia uomini bianchi discendenti di quei colonialisti, che dopo tanto sfruttamento hanno lasciato solo miseria e macerie. Spesso abbiamo potuto fotografare solo in cambio di un cadeaux o di pochi spiccioli, per noi, sintende! E proprio in gesti come questi, forse un po stereotipati, come chi, dallalto della propria posizione privilegiata, elargisce elemosina, ci siamo sentite fortemente a disagio.


Gli sguardi dei bambini in un villaggio (clic per ingrandire) di Linda De' Nobili

Noi eravamo quelle che potevamo permettersi un viaggio simile, macchine fotografiche potenti e costose e loro nemmeno una candela, o un paio di scarpe. Noi, con il nostro superfluo, loro spesso, spessissimo, nemmeno con lindispensabile per sopravvivere. In tutte queste occasioni, sia io che Nicoletta, tanto per la curiosit che ci accomuna, quanto per le regole del reportage citate in precedenza, ci saremmo volentieri fermate a parlare di pi, ma la guida sembrava avere una fretta indiavolata e senza di lui, ogni dialogo sarebbe stato impossibile. La gente dei villaggi spesso non parla francese, tranne qualcuno che ha avuto la fortuna di frequentare la scuola.
In ogni villaggio che abbiamo visitato, siamo sempre stati accolti da frotte di bambini urlanti e curiosi, gli unici in verit, desiderosi di stabilire con noi un contatto pi diretto, mediato dal gioco di farsi fotografare in tutte le pose e divertendosi come matti, a rivedersi nel display della Nikon D2X.
Tra questi, alcuni invece ci prendevano la mano, allontanando di prepotenza chiunque tentasse di avvicinarsi e non ce la lasciavano, fino a che non risalivamo in macchina. A volte anche un dito per bambino! Bambini con quasi nulla addosso, spesso scalzi, spesso raffreddati, alcuni con le pance gonfie, ma tutti allegri, sorridenti e felicissimi, quando vincendo il nostro stesso disagio, riuscivamo a regalar loro una maglietta o una camicia.
Secondo Ernest, la nostra guida, per quei bambini tenerci la mano aveva il senso di unesperienza straordinaria, come quella di chi riesce a toccare una Star, qualcuno che si vede solo al cinema, o di cui si sente solo parlare nei racconti. (continua) 
Cliccate sulla freccia sopra, per la photogallery del Mali & Burkina Faso, di Linda De' Nobili con oltre 30 fotografie e la II^ parte dell'articolo di Linda  


Il gioco della ruota, da noi lo si vede ormai solo in qualche film degli anni '50 (clic per ingrandire) di Linda De' Nobili

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