Il sistema Voigtlander Bessa a telemetro, è una valida alternativa alle Leica e alle Contax, con caratteristiche interessanti, costi accessibili e una scelta di ottiche vastissima

Marchi e loghi appartengono ai legittimi proprietari

    

       Volk telemetro in Japan

Qualcuno ha insinuato che l'acquisizione da parte della giapponese Cosina, noto costruttore giapponese di fotocamere e obiettivi universali, del marchio Voigtlander con successiva commercializzazione di fotocamere a telemetro denominate Bessa, con tanto di dicitura "GERMANY since 1769", sia un'operazione commercialmente poco trasparente.
Ebbene secondo noi, considerati i prezzi da ricchi nababbi dei corrispondenti modelli e obiettivi Leica e Contax, vivaddio anzi viva la Cosina che ha creato questo sistema a telemetro, oltretutto con innesti a vite 39 e M (gli stessi delle Leica e delle varie copie russe), con prestazioni di tutto rispetto, otturatori meccanici e obiettivi di tutte le focali possibili e immaginabili, con caratteristiche ottiche da confronto a testa alta.
La curiosa storia comincia con una Nikon, la FM-10 costruita dalla Cosina per conto della grande casa giapponese negli anni '90, questa scialba reflex subì il processo inverso della mitica telemetro SP, a cui sempre la Nikon nel 1959 aggiunse il pentaprisma creando il mito della Nikon F, la FM-10 fu privata dalla Cosina del box reflex, diventando una non reflex con montatura a vite 39 (antico standard Leica).
Era il Gennaio 1999, aveva inizio la rinascita Voigtlander, glorioso marchio tedesco giubilato negli anni '70, con l'entrata in scena della Voigtlander Bessa L, anche Bessa era il nome di una famosa folder anni '30, non c'era ancora il telemetro, solo una slitta per il montaggio di un mirino esterno, ma quella prima fotocamera è stata la capostipite di una vera dinastia.

    

La Voigtlander Bessa L del 1999 è una non reflex con montatura ottiche a vite da 39mm, nasce con obiettivo supergrandangolare Voigtlander 15/f4.5, per poi montare in seguito lo Skopar 25/f4. Entrambi gli obiettivi sono completi di mirino esterno, da montare sulla slitta porta accessori, nell' immagine sopra è il Voigtlander Heliar 15mm f4,5.

Caratteristiche della Voigtlander BESSA-L
La Bessa-L ha un corpo molto leggero, sia per l'uso di materie plastiche (di ottima qualità), sia per l'assenza rispetto alle reflex del pentaprisma. Rispetto alla sua progenitrice, la reflex Nikon FM-10, poi ha un tiraggio molto inferiore. Per chiarire a chi non è un "addetto ai lavori", la distanza fra la flangia portaobiettivi e il piano pellicola è molto limitata. Per questa ragione ovviamente anche l'otturatore, meccanico a lamelle verticali, è molto vicino alla montatura a vite degli obiettivi. Va posta molta attenzione nel montaggio di ottiche non Voigtlander, molti obiettivi russi ad esempio hanno l'attacco a vite 39 e potrebbero sembrare compatibili, purtroppo in certi casi la lente posteriore va a toccare le lamelle (delicatissime) dell'otturatore, con conseguente rottura dello stesso. L'otturatore ha poi funzione di riflessione della luce verso la cellula dell'esposimetro, per questo è grigio e curiosamente i led luminosi dell'esposimetro sono esterni, nella parte posteriore della calotta, a portata di occhio. Dopo la prima serie color cromo, ne sono state prodotte anche con livrea nera e anche gli obiettivi cromati, hanno una versione in nero. Le altre caratteristiche in breve:
otturatore meccanico Copal con lamelle verticali, funziona su tutti i tempi anche a pile scariche
tempi da 1 a 1/2000 sec più posa B
sincro flash a 1/125 sec
esposimetro TTL con rilevamento centrale da EV4 a EV19
montatura ottiche 39X1
la Bessa-L è una fotocamera molto spartana, manca la filettatura sul fondello per il cavalletto, ma con le Bessa successive cambia e di molto la filosofia costruttiva, si tratta di fotocamere a telemetro rubuste, belle a vedersi e complete.

La BESSA-R, entra in scena il telemetro

   

Nel Marzo 2000 viene presentata la Bessa-R, è completa di mirino e telemetro, i led dell'esposimetro sono nell'oculare, un selettore sulla calotta permette il settaggio delle cornicette nel mirino, per obiettivi grandangolari, normali, tele. Viene conservata la montatura 39X1 per le ottiche, rispetto alla Bessa-L la R è più pesante, anche grazie al telemetro e alla struttura esterna più consistente, tutte le altre caratteristiche rimangono invariate, nell'immagine sopra l'obiettivo montato è un pregevole asferico Ultron 35 mm f1,7.

BESSA-T commemorativa con obiettivo Heliar 50 f2,8

   

In figura sopra una versione speciale in blu della Bessa-T, con il mitico obiettivo rientrante HELIAR 50 mm f2,8. Questo normale è la riedizione dell'ottica Heliar considerata da 101 anni il miglior 50 mm mai prodotto! Probabilmente è l'unico caso di fotocamera celebrativa, prodotta per il centenario di un obiettivo, probabilmente un'accoppiata introvabile in Italia, o meglio trovabile a caro prezzo. La Bessa-T "originaria", viene introdotta nel 2001 in versione nera, cui seguirono altre in grigio, oliva e blu (che vi mostriamo sopra). Le differenze più sostanziali, rispetto alla R, sono l'introduzione del telemetro accoppiato, che prende il posto del mirino e l'inspiegabile sparizione dell'autoscatto meccanico, in compenso viene adottato l'innesto M Leica, per il resto le caratteristiche rimangono invariate.

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BESSA-R2, nasce un vero sistema a telemetro

       

Nel 2002 viene presentata la R2, una riedizione della R con telemetro più affidabile, cui seguono alla Photokina dello stesso anno le varianti R2S e R2C con innesto rispettivamente per Nikon telemetro e per Contax telemetro (differenti per tiraggio solo nelle focali tele).
L'arma vincente delle Voigtlander Bessa è a partire da questo modello, l'accessibilità a un parco ottiche sterminato, comprendente l'innesto M leica, le montature a vite 39 per la R2 tramite anello adattatore, oltre a quelle Nikon e Contax per R2S ed R2C. Inoltre il sistema viene completato da una miriade di accessori come: mirini esterni di ogni tipo, livelle a bolla, slitte porta accessori sdoppiate per questi e altri optional, trigger per caricamento rapido (una sorta di winder a molla simile al Leicavit), esposimetri esterni e tanti altri. Questo fa delle Voigtlander Bessa un sistema completo, in grado di soddisfare ogni esigenza e anche di affiancare, sia per gli obiettivi che come secondo corpo macchina i blasonati (e costosi) sistemi Leica M e Contax G.

             

    L'innesto Leica M è una importante caratteristica della Voigtlander BESSA R2

Ma rispetto alle precedenti Bessa, la R2 ha dalla sua anche un corpo macchina in solido metallo, con inserti in plastica antiscivolo, la R2 in figura è verniciata in nero, ma è disponibile anche in una originale colorazione verde oliva. Con la R2 è stato introdotto il nuovo obiettivo 50 mm f2.5 Color Skopar, si tratta di un valido 7 elementi disponibile in nero (lo vedete in figura sopra e sotto) o cromato. L'altra importante novità è il Trigger Winder, è un winder manuale, con una leva estraibile per caricare una molla interna, che poi rilascia energia sufficiente a una raffica di 3 fotogrammi/sec, il tutto liberi dalla schiavitù delle batterie, al pari dell'otturatore che come già detto è meccanico.

   

Sul fondello della R2 c'è il Trigger Winder, la leva in posizione di lavoro serve a caricare la molla interna, in grado di assicurare una raffica da 3 ftg/sec. Naturalmente si tratta di un optional, da acquistare a parte.

La fotocamera già impugnandola, rivela una costruzione di ben altro livello delle precedenti Bessa, all'apparenza sembravano fragili giocattoli, ora calotta, fondello e dorso sono in lega di magnesio, verniciata ad arte e con inserti in gomma rugosa anti scivolo e confortevole al tatto.   
Il mirino è all'apparenza lo stesso della R, in realtà la R aveva problemi di collimazione del telemetro, ora risolti. L'esposimetro e l'otturatore, un COPAL interamente meccanico, sono gli stessi della R, anche se sulla R2 sembrerebbe dal suono più secco e metallico, probabilmente la cosa è dovuta alla struttura interamente metallica della R2.

   

Sopra la calotta della R2, da sinistra il manettino cromato per il riavvolgimento della pellicola, il selettore delle cornicette visibili nel mirino per ottiche wide, normali e tele, la slitta ora con contatto caldo per flash, la ghiera dei tempi che ha anche funzione di selezione sensibilità pellicola e il pulsante di scatto, con filettatura per scatto flessibile.

Il mirino è molto luminoso e ha una copertura dell'87 %, con preventivo settaggio, tramite il selettore apposito, vengono visualizzate le cornicette, che correggono errori di parallasse su focali: 35/90 (combinate), 50, 75 mm ed è completo di correzione diottrica, utile a chi ha problemi di vista.
L'esposimetro ha tre led rossi sotto il campo inquadrato, i due con simbolo + e - per sovra e sotto esposizione, quello centrale contrassegnato con 0 segnala l'esposizione corretta, è inattivo se non si agisce sulla leva di carica, si spegne dopo 10 secondi per riattivarsi premendo leggermente sul pulsante di scatto. Praticamente è l'unica fonte di consumo per le due batterie LR44 o SR44.
Il campo di esposizione è da 1 to 19 EV (su 100 ASA f/1.4), le sensibilità da 25 a 3200 ASA impostabili manualmente, come per le precedenti Bessa i tempi sono da 1 a 1/2000 sec più posa B e il sincro flash è a 1/125, oltre alla presa PC per il flash ora c'è anche la slitta a contatto caldo sulla calotta.   
Una pratica finestrella sul dorso permette il controllo della pellicola in uso, davanti al selettore dei tempi c'è il contapose a reset automatico.

   

L'originale Voigtlander R2 in livrea verde oliva, per aumentare il grado di "personalizzazione" con obiettivo Skopar 50 mm cromato, tanto per non farsi notare troppo...

A questo punto, c'è chi preconizza un luminoso futuro alle Voigtlan

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