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C' una continuit storica singolare
e per certi versi leggendaria, nella presentazione della prima
telemetro digitale della classe M, la Leica
M8. Era il 1954, alla fiera della fotografia "Foto Kina", che solo
molti anni dopo assunse l'attuale denominazione Fotokina, venne presentata la
Leica M3, prima telemetro con innesto obiettivi a baionetta M, da quell'evento
di mezzo secolo fa, schiere di appassionati non hanno mai smesso di fotografare,
collezionare, personalizzare, accessoriare, in una parola trasformare quella
fotocamera in oggetto di culto. Ancora oggi sono migliaia in tutto il mondo, le
M3 in "servizio permanente effettivo", altrettante sono quelle gelosamente
conservate nelle teche dei collezionisti. Negli anni a seguire e fino ad oggi,
la Leica ha resistito alla tentazione di modificare il progetto originale, di
fotocamera austera, metallica, tradizionale fino all'immobilismo tecnologico,
presentando vari modelli con poche modifiche che non snaturavano il progetto
originale. Fino al 2002 con la clamorosa e controversa presentazione della
M7, con otturatore elettronico e modo automatico a priorit diaframma. Per farsi
"perdonare" dopo la M7 fu presentata la MP, praticamente un ritorno in chiave
moderna della storica M3, totalmente meccanica, perfino lo spartano (e scomodo)
rocchetto del riavvolgimento fu ripristinato, in puro stile M3. Vi
presentiamo l'evento del passaggio al digitale, con la M8 che conserva nello
stile fascinoso e sobrio, il DNA della leggendaria M3.
 La Leica
M8 rimane fedele allo stile affascinante e sobriamente metallico, delle
telemetro classe M, la tecnologia del digitale non ne ha snaturato lo
spirito clic su immagine
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Nella fase di
progettazione, la Leica e la Kodak che ha prodotto il sensore CCD, hanno dovuto
affrontare il problema della vignettatura, la caduta di luce ai bordi, che senza
le opportune correzioni, avrebbe afflitto le riprese specie con obiettivi
grandangolari, focali strategiche per una telemetro. Nell'illustrazione sotto
chiariamo il fenomeno e la soluzione adottata.
Sopra in grigio scuro
lo strato di microlenti anteposte al CCD, in verde il
fascio di luce proviene perpendicolare nella zona centrale, nella zona
periferica in rosso cade obliquo, provocando la caduta di luce.
La soluzione nei tondi, che mostrano in zona periferica la microlente (con
fasci in rosso) in posizione disassata, in questo modo il fascio di luce viene
raddrizzato, eliminando il problema della caduta di luce ai bordi del
fotogramma.
Ci sono altre due
soluzioni adottate dalla Kodak, per risolvere alla radice il problema, il
sensore CCD, creato specificamente per la M8, ha una superficie di 27x18
mm, la moltiplicazione 1,33X viene da dimensioni superiori al formato APS-C,
tipico dei sensori attuali, per i costi che con sensore 24X36 mm sarebbero stati
proibitivi. L'adozione di un
codice a 6 bit sugli obiettivi, che saranno prodotti specificamente per
la M8, abilita il software interno a identificare il tipo di obiettivo
montato, viene cos determinata la correzione, via software, della
vignettatura.
 A sinistra l'innesto obiettivi della M8,
in basso a destra sono visibili i sensori del codice a 6 bit, provvedono a
rilevare il codice (in bianco e nero), riportato su tutti gli obiettivi
specificamente creati per la nuova digitale M8.
Kodak e Leica hanno
creato un CCD specifico per la nuova
telemetro digitale M8, non poteva essere diversamente, con i presupposti di cui
vi abbiamo detto. Il sensore CCD il KAF-10500, con area di cattura
27X18 mm, ogni pixel misura 6.8 m (micron) ed ha due canali di output. La
Kodak dichiara una risoluzione effettiva di 4010X2686 pixel
per 10.8 Mpixel, la tecnologia adottata Indium Tin Oxide (ossido di indio), per
le sue caratteristiche dovrebbe secondo Kodak, dare elevate prestazioni di
sensibilit e gamma dinamica, con basso rumore e artefatti colore.
 Questo il CCD Kodak
da 10,8 Mpixel, creato appositamente per equipaggiare la Leica M8.
La Leica M8 vista dal frontale, come
gi visto nelle immagini sopra, non da l'idea di essere una fotocamera
totalmente nuova e digitale, il look lo stesso della M7, rettangolare con i
fianchi arrotondati per favorire presa e confort. Solo l'assenza della leva
di carica, non pi utile neanche all'armamento otturatore, lascia vedere la
differenza con le M a pellicola. Solo la vista del dorso, con l'ampio display
2,5' fa capire che non la "solita" telemetro M. La struttura interna
quanto di pi affidabile e robusto, ci si possa attendere da questa classe di
fotocamere, la fama di strumenti perfetti rispettata, con un "tank" centrale
in magnesio la calotta, contenente la camera del telemetro in fusione unica
d'ottone, come per il fondello.
 Questa la struttura
interna in magnesio della M8, nella parte superiore viene montata la calotta in
ottone, una soluzione che assicura robustezza e leggerezza.
Anche i comandi sono quanto di pi
pratico ed essenziale ci si possa aspettare da una Leica, il frontale ha sulla
destra il classico bottoncino di sblocco dell'obiettivo, sulla sinistra la
levetta dell'autoscatto. In alto solo le tre finestrelle del telemetro e del
mirino, unico "alieno" un piccolo sensore azzurro, vicino al logo rosso Leica,
che serve a rilevare la luminosit ambientale, in base alla quale viene
illuminato l'interno del mirino.
Sulla calotta a sinistra una
finestrella rotonda, contiene un piccolo display b/n col numero degli scatti
residui e carica della batteria, al centro la slitta per il flash, di tipo
dedicato a gestione TTL, seguito dal selettore dei tempi e dal pulsante di
scatto, dotato del sempre pi raro, attacco filettato per scatto flessibile
(noblesse oblige Leica...), intorno al pulsante una levetta con quattro
posizioni: OFF, S scatto singolo, C scatto continuo (2
ftg/sec), Autoscatto. Tutto a portata di pollice ed indice, pratico ed
essenziale come ci si aspetta da una Leica. Il dorso potrebbe essere un vero
"trauma", per qualche leicista tradizionale e poco aggiornato, il fin troppo
brillante display LCD TFT da 2,5' da 230000 pixel, denuncerebbe al "malcapitato"
che i tempi sono implacabilmente cambiati...
 Fascino
minimalista e praticit disarmante anche per il dorso della M8, a sinistra del
display 2,5' i pulsanti di gestione menu e immagini, a destra il pulsante MENU
di navigazione, sotto il multifunzione a quattro pulsanti. clic su immagine per ingrandire
Vedete sopra una
lezione di sobria razionalit, per tanti altri costruttori di fotocamere
digitali, a sinistra i pulsanti: PLAY visione immagini DELETE
cancellazione PROTECT protezione immagine INFO dettagli,
istogramma, esposizione SET menu parametri a destra del display
MENU per il menu principale i quattro tasti triangolari con rotella,
sono per la navigazione dei menu, e per le immagini lo zoom con scorrimento
sulla singola immagine. Quindi anche nel digitale la filosofia Leica di
estrema attenzione, per razionalit e semplicit d'uso, non si smentisce.
Vi riassumiamo le
principali caratteristiche della Leica M8, in una scheda pi
completa. SENSORE: CCD 27X18mm 10,3 Mpixel
effettivi MOLTIPLICAZIONE OTTICA: 1,33X PESO IMMAGINE MAX:
3936X2630 FORMATO FILE:DNG (RAW) JPEG (Fine/Basic) DNG +
JPEG INNESTO OBIETTIVI: M Leica ESPOSIZIONE: TTL
prevalenza centrale con priorit diaframma; Semispot (riflessione
banda bianca su lamella otturatore) in manuale COMPENSAZIONE
ESPOSIZIONE: +/- 3 EV SENSIBILITA': da 160 a 2500
ISO OTTURATORE: elettronico da 32 a 1/8000 sec sincro flash a 1/250
sec BILANCIAMENTO DEL BIANCO: Automatico Sei predisposizioni
set up manuale Temperatura colore (2000 - 13100 K) Preselezione
(immediata or dallo scatto) MIRINO: cornici automatiche per obiettivi
da 24 a 75mm, correzione automatica parallasse, base telemetrica 47.1
mm MONITOR LCD: 2.5" TFT 230000 pixel MODI SCATTO: Singolo,
Continuo (2 ftg/sec seq. fino a 10), Autoscatto (da 2 a 10 sec) SLOT
MEMORIA: SD/SDHC FAT/FAT32 CONNETTIVITA': USB 2.0 PESO CON
BATTERIA: 590g PREZZO (non confermato): 4795 $ solo
corpo Sar disponibile anche in versione argento
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Sopra i due obiettivi
presentati dalla Leica, per la nuova digitale a telemetro M8, provvisti del
codice a 6 bit, per il riconoscimento. A sinistra il Tri-Elmar-M 16-18-21 mm F4 ASPH, non si tratta di uno zoom ma di un
tri-focale da 16, 18, 21mm, con la moltiplicazione ottica 1,33X del sensore,
diventa 21, 24, 28mm effettiva. Gli angoli di campo rispettivi sono di 80, 74,
65. La costruzione ottica comprende 10 lenti in 7 gruppi, con due elementi
asferici. La distanza minima di 0,50m e il diaframma minimo f22, pesa
350g. A destra l' Elmarit-M
28 mm F2.8 ASPH, per la
moltiplicazione da 1,33 della M8 corrisponde a un 37mm con angolo di campo a
51. Costruzione 8 lenti in 6 gruppi con un elemento asferico,
distanza minima 0,7m, f22 il minimo diaframma, pesa 180g. Si tratta dell'aggiornamento di due obiettivi
gi visti per le Leica a telemetro, garantiscono le stesse ottime
prestazioni dei loro "colleghi" per le Leica M analogiche. PRECISAZIONE IMPORTANTE: Gli obiettivi delle "vecchie"
Leica analogiche, sono perfettamente compatibili con la nuova Leica M8 digitale,
c' solo lo svantaggio dell'assenza del 6-bit code sulla flangia, ad impedirne
l'identificazione per il software della M8, non un grande problema per chi ha
esperienza, ma anche per chi non ne ha.
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La reflex
Leica DIGILUX
3, non pu considerarsi una
vera novit, essendo sostanzialmente un clone della Panasonic DMC-L1. La caratteristica
peculiare di queste due DSLR il noto sensore LiveMOS, che consente
l'inquadratura diretta dal display sul dorso, cosa possibile fin'ora solo alle
compatte, ma non alle reflex con specchio e otturatore, interposti fra obiettivo
e sensore. La risoluzione del sensore NMOS di 7,5 Mpixel, l'obiettivo il
LEICA D VARIOELMARIT 2.8-3.5 14-50mm ASPH, stabilizzato che gi equipaggia la
sorella Panasonic DMC-L1, la moltiplicazione 2X tipica dello standard
Four Third, lo rende un versatile 28-100. La notizia questa...le future reflex
Leica saranno Quattro Terzi. La seconda notizia per la Leica,
l'acquisizione della SINAR, nota industria
svizzera attiva da decenni, nelle fotocamere professionali medio e grande
formato e nei dorsi digitali. Evidentemente il management Leica fa sul serio,
e vuole assicurarsi un futuro in grande stile. La LEICA stata la vera grande protagonista a photokina
2006, c' poco da dire...
A photokina 2006 erano
molte le novit anche per gli obiettivi, come normale che sia, nella pagina
che segue potete vedere: Leica D Summilux 25mm/F1.4 ASPH Sigma 18-200 mm
F3.5-6.3 DC OS Sigma 18-50 mm F2.8 EX DC Macro Tamron AF 18-250 mm Di-II La Zeiss ha
presentato ben 4 obiettivi con innesto F per completare la gamma dedicata alle
Nikon: Distagon T*
2,0/35 ZF, Distagon T* 2,8/25 ZF, Makro-Planar T*
2/50 ZF, Makro-Planar T* 2/100
ZF Sempre negli stand
Zeiss un mostruoso ultra tele da 1700mm, da vedere per pura curiosit. In pi
due obiettivi Nikon: AF-S
DX Nikkor 18-135mm f/3.5-5.6G IF-ED AF-S VR Nikkor 70-300mm f/4.5-5.6G IF-ED CLIC SUL
PULSANTE SOTTO PER VEDERLI
Roma 8/10/2006 Stefano Fedele
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