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I
reportage di Linda De' Nobili si arricchiscono di un nuovo capitolo, non
poteva che essere ambientato nel Sub Sahara, già teatro di precedenti
lavori di Linda, come quello in Mali e Burkina Faso. Le atmosfere di
una terra avara di risorse, ma ricca di gente generosa, laboriosa e ospitale, vengono
evocate dalla fotografa in Senegal, con una serie
di scatti, ora umanisti, ora di ricerca etnico-culturale, ora
poeticamente intrisi dell'umanità di ritratti femminili del
luogo. Il Senegal è uno dei paesi più poveri al mondo, eppure la
sua gente accoglie noi "stranieri e occidentali", con la luce
negli occhi e il sorriso del benvenuto. Questo loro calore umano,
insieme alla consapevolezza di essere privilegiati oltre che
corresponsabili della loro condizione, è origine del senso di
meravigliato disagio del viaggiatore o reporter, che si trovi in quelle
terre. Linda De' Nobili nel suo reportage fotografico, alla tecnica
fotografica e al puro esercizio artistico, ha aggiunto la sua
sensibilità di donna occidentale, attenta alle istanze di
valorizzazione della figura femminile nel villaggio
globale. Il riconoscimento del ruolo della donna "occidentale", è un percorso ancora in pieno svolgimento,
ma nei
paesi del Sub Sahara Senegal compreso, le donne sono la spina dorsale
del sistema economico, basato sulla produzione e il commercio di
prodotti agricoli, oltre che dell'economia domestica. Il reportage
"Jamm ng fanaane
- Senegal"
è il risultato di questo racconto per immagini, frutto degli scatti di
Linda De' Nobili, fra la gente ma soprattutto fra le donne senegalesi,
oscure ma preziose eroine di un quotidiano nell'Africa che combatte le
battaglie del vivere, procreare, produrre il fabbisogno familiare ed
economico, con l'universo maschile ad assistere passivamente, per questo
noi abbiamo aggiunto un sottotitolo al lavoro di Linda: "Il
paese delle donne". "Jamm ng fanaane
- Senegal"
è in mostra dal 23 Giugno al 26 Luglio 2007, nella Sala Espositiva di Fotoroma, via di Monteverde 7g
a Roma.
S.F.
Roma 18 Giugno 2007

Donne preparano il pasto CLIC
SU IMMAGINE PER INGRANDIRE
Cliccando sull'immagine sotto entrate in
una galleria immagini, tratta dalle foto di Linda De' Nobili, che faranno
parte della mostra "Jamm ng fanaane Senegal"
alla Sala Espositiva di Fotoroma, via di Monteverde 7g
Roma, dal 23 Giugno al 26 Luglio 2007.
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Il Senegal è soprattutto il calore e l’ospitalità della sua gente, è il turbinio confuso di voci e di suoni, di colori e di odori che stupisce, affascina e meraviglia fino a suscitare il profondo desiderio di farsene travolgere completamente. Nelle viuzze polverose e sporche o lungo il fiume, si assiste a un intenso brulicare di vita. Gente che va e che viene, gente che scarica e carica merci di ogni tipo, donne vestite di mille colori sgargianti che essiccano e vendono pesce, o qualunque altra piccola cosa utile per racimolare anche pochi spiccioli, altre che mostrano stoffe meravigliose piene di luce. Altre ancora che fanno il bucato o sono intente a sistemarsi reciprocamente i capelli in piccole treccine, magistralmente disposte a formare geometrie perfette, grasse signore dal sorriso smagliante che offrono ai passanti gustose frittelle di miglio e altre delizie della cucina africana, da grosse pentole fumose e unte, bambini che si rincorrono e giocano con quel che hanno a disposizione, poco in verità, come la gomma di una bicicletta, o di una macchina che fanno rotolare per le vie polverose sotto il sole.
La strada in continua animazione e fermento, è la casa comune dove i senegalesi trascorrono gran parte della loro vita per lavorare, per vendere, per contrattare, per parlare, per socializzare per mangiare e a volte, persino per dormire. I ritmi sono lenti, la fretta è un concetto sconosciuto, il tempo non sembra scandito da ore e minuti, ma da una strana percezione dello scorrere delle cose e degli eventi, che non incatena gli uomini in una corsa frenetica e affannosa per la paura di essere sempre in ritardo.

Donne al mercato CLIC SU IMMAGINE PER
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L’aria e l’atmosfera che si respirano tra questa gente, ti coglie sempre di sorpresa e ti stupisce, perché nonostante la povertà e le condizioni di vita precaria i volti della gente sono, nonostante tutto, sempre sorridenti:
“In Senegal non ci sono problemi, ma solo soluzioni” cita, non a caso, un proverbio.
La povertà è palpabile e le condizioni di vita estremamente disagiate riguardano soprattutto le donne, che qui come nel resto del mondo, lavorano molto più degli uomini e in condizioni estremamente peggiori.
Sono le donne, infatti, che oltre ad occuparsi dei bambini e della preparazione dei cibi, preparazione che spesso comporta un lavoro molto duro, si dedicano anche a piccole attività commerciali al fine di compensare la scarsissima economia familiare. In molti casi, quindi è la donna che, con la propria attività procura il denaro necessario all’acquisto di beni diversi da quelli alimentari, ma altrettanto necessari se non addirittura indispensabili alla sopravvivenza.
Nel quadro della lotta alla povertà, grazie anche all’aiuto di organismi internazionali come il CPS, si stanno realizzando progetti di sviluppo in diversi ambiti, come quello socio-sanitario , agricolo e più recentemente del turismo responsabile.
Ad oggi sono stati istituiti quattro Gruppi di Interesse Economico, che hanno avviato delle vere e proprie attività produttrici di reddito, gestite quasi interamente da donne anche fortemente impegnate in un progetto di microcredito, che sta permettendo di finanziare attività, sempre più innovative.
Grazie infatti al ruolo essenziale svolto dalle donne, molti quartieri degradati delle città stanno migliorando e l’apporto si rende visibile, soprattutto nel miglioramento della qualità della vita.
La risposta di una donna alla domanda cosa pensasse degli uomini, è eloquente più di mille commenti o dissertazioni, sul ruolo fondamentale che essa riveste nello sviluppo di un paese:
“Se dai una pecora ad un uomo se la mangia e se ne frega del resto, se la dai a una donna, questa sa farla fruttare”.
La chiave dello sviluppo risiede nelle donne, le quali portando avanti diverse attività, non solo garantiscono introiti per il sostentamento delle loro famiglie, ma recuperando un ruolo essenziale da un punto di vista economico, si liberano giocoforza dall’egemonia maschile, diventando così il punto di partenza per una sempre maggiore emancipazione, sia su un piano più strettamente personale che culturale nel suo insieme.
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