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Una delle frasi più enigmatiche e beffarde di Man Ray, fu la sua risposta alla domanda se per lui la fotografia, fosse assimilabile all'arte.
"la fotografia non è arte, l'arte non è fotografia".
Daniela Boito, fotoamatrice e appassionata d'arte che vi presentiamo,
sembra tagliata su misura per rinfocolare questo vecchio dilemma, affascinante quanto dibattuto, senza che nessuno sappia dare una risposta definitiva.
Per lei la fotografia, lungi dall'essere una fredda rappresentazione della realtà, è piuttosto il fine e insieme il potente mezzo espressivo per suscitare emozione, racconto, evocazione di sentimenti, poetica ed estetica di tutto quello che di bello ed evocativo, può darci la realtà che ci circonda.


Riflesso nascosto CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

L'immagine sopra è emblematica del suo modo di declinare la fotografia, immaginazione e senso del surreale, a disegnare (letteralmente) giocando con una semplice ma geniale doppia esposizione, che a prima vista potrebbe sembrare un riflesso.
Le abbiamo chiesto, colpiti da questo suo modo di interpretare la fotografia, se le sarebbe piaciuto entrare a far parte della nostra sezione STORIE DI FOTOAMATORI, abbiamo scoperto una persona sensibile, impregnata di vera passione per questo mondo apparentemente così lontano, dalla sua professione di traduttrice e interprete.      
Daniela da sempre ama l'arte tanto che la sua Tesi di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica, era su
Mark Rothko ed altri grandi maestri dell'arte contemporanea come Balla, Mirò, Kandinskij, Picasso, con il denominatore comune dell'onirico e immaginifico surrealismo.


Una foto di Jan Saudek, è la preferita di Daniela "carica di dolcezza, romanticismo, ma anche di forte sentimento..."

Fin da bambina, ha fotografato tutti gli aspetti di vita e di quotidiano, che le ispirassero sensazioni, emozioni, storie di vissuto da raccontare, ma lo ha sempre fatto lontana anni luce, dai tecnicismi che sono tipici di noi fotoamatori "classici", per lei la fotocamera è una sorta di lavagna multicolore e multiforme, su cui fissare l'immaginazione sotto forma di racconti colorati o bianco/nero.
Le abbiamo fatto un'intervista, in cui fra le varie domande le chiedevamo, quale rapporto si può intravedere fra arte e fotografia, la risposta che ci ha dato la potrete leggere, per noi conta solo il fatto che arte è narrare l'emozione...tradurre la fantasia, Daniela siamo sicuri che avrà capito il doppio senso, del titolo dato a questo articolo con galleria fotografica, a lei dedicato.       S.F. 


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Fos-grafia 2


Fos-grafia 1


Colonnato


Colonnato di Voltorre


Chiostro di Voltorre

Sarebbe stato impossibile, per qualità e quantità delle fotografie che Daniela Boito ci ha mandato, inserirle tutte in questa pagina, potete vederne altre bellissime al link sotto GALLERIA 2.

La fotografia per Daniela è mezzo di espressione personale e una passione, domani chissà...le potenzialità ci sono eccome. Attualmente è una valente traduttrice interprete, è laureata in Mediazione linguistica, con ottime capacità per Inglese e Tedesco. Effettua servizi di traduzioni sia a livello tecnico scientifico per manuali d'uso, guide, informazioni pubblicitarie, media, sia di testi artistici che editoriali (monografie, cataloghi d'arte, libri, comunicati stampa).
Daniela Boito ha un sito personale, con tutte le informazioni utili a chi vuole avvalersi della sua attività professionale, si possono in più vedere varie sue gallerie fotografiche, al link:
             http://www.danielaboito.it

 

 


Come ti è venuta la voglia di fotografare?
La mia è una passione nata in modo naturale, ho sempre avuto uno sguardo “critico” ed attento fin da piccola…
Nelle vacanze portavo sempre con me una macchina fotografica, anche la più banale…ma io dovevo scattare…ovunque!
La curiosità artistica, quella positiva, che ti attrae fatalmente verso il vortice delle meraviglie del mondo, fa ormai parte del mio DNA! Per me fotografare significa scoprire, creare, inventare, disegnare con l’occhio dell’immaginazione…
Con quale fotocamera hai iniziato e con quale fotocamera hai proseguito?
A dire la verità ne ho usate poche fino ad oggi…ho iniziato con una Canon Super Prima 105, 35 mm, AF, 38-105 mm, ormai scomparsa dal mercato da anni…ovviamente…; poi la passione è via via aumentata, e il desiderio di evolvermi ed approfondire questo mondo è aumentato…così sono passata senza mezzi termini ad una macchina semi professionale: una Pentax MZ-7, inizialmente con il suo obbiettivo originale 35-80, per alcuni anni, poi ho successivamente ceduto all’inevitabile tentazione di un obbiettivo Sigma 80-200, interessandomi da autodidatta ai Grandangolari e alla Macro allo stesso tempo…due universi che riservano infinite sorprese, soprattutto per chi, come me aveva (e ha tutt’ora) un’inesauribile sete di scoprire! E da quel punto l’attrazione verso la fotografia è sempre aumentata…


Sunset in...Rimini CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

Qualche anno fa ho acquistato una digitale Canon Ixus V2…2 MegaPixel… ho deciso di fare questo acquisto, spinta dalla necessità di avere una piccola fotocamera che stesse sempre in borsa, ma che, allo stesso tempo, avesse delle discrete qualità…
Oggi, utilizzando ancora questa fotocamera mi accorgo di quanto sia frustrante e limitativo, il problema della bassa risoluzione…
A breve, anzi brevissimo, ovvero entro fine anno, acquisterò la nuova Nikon D50.
Ammetto che è stata una decisione molto sofferta; mi sono chiesta, infatti, per mesi quale fosse la scelta giusta tra Canon 350D e Nikon D50…
D’ora in avanti cercherò di integrare analogico e digitale, senza trascurare nessuna delle due tecniche, anche perché, sono convinta che siano due mondi che si integrano a vicenda, un po’ come lo Yin e lo Yang per parlare in termini astratti…
Cosa ti ha portato ad affiancare la passione per l’arte a quella fotografica?
Credo per il fatto che le considero entrambe forme di creatività… su due livelli diversi, certamente, ma ancora una volta le vedo complementari.
L’arte può essere pittura, scultura, installazioni, opere antiche, moderne, contemporanee… ma può essere anche musica, poesia, teatro, ecc…
L’arte è ciò che una persona considera arte, è un concetto molto ampio e soggettivo.


Lago Maggiore CLIC SULL'IMMAGINE PRE INGRANDIRE

La fotografia invece è un concetto che pone un limite alla libera interpretazione; ci sono diversi stili nel fotografare: a colori, in bianco e nero, in analogico, in digitale, ritratti, reportage, foto fatte in studi, il fotoritocco, la foto per fini pubblicitari, ecc… ma la fotografia è la fotografia, nel senso standard del concetto.
Fotografia e arte si completano perché entrambe raccontano qualcosa di noi, esprimono emozioni, attimi di vita, di sentimenti vissuti in prima persona…ma in modo completamente diverso; ed è bello lasciarsi rapire da questi racconti, per scoprire, a poco a poco, che tutti noi abbiamo qualcosa da comunicare, da condividere con gli altri.
Che affinità vedi fra arte, letteratura e fotografia?
Oltre a ribadire l’integrazione tra arte e fotografia, potrei dire che la letteratura è la trascrizione di ciò che l’Arte e la Fotografia raccontano soltanto attraverso lo sguardo, il modo di osservare attento e sensibile…
Ho cercato di spiegarlo in modo poetico, ma è veramente questa l’idea che voglio rendere.
Tre mondi diversi, come tre cerchi concentrici, con un punto, o meglio un’area in comune: il Narrare, il Dire di sé e degli Altri, della Storia, delle Esperienze personali…in una sola parola: la Fantasia.
Non per niente alcuni libri sono corredati da “immagini”, come per riconfermare che la foto è la concretizzazione di ciò che si sta leggendo, ma, allo stesso tempo, è arte, perché nasce dall’ispirazione creativa di ognuno di noi.


Giardini di Varese CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA

Quali generi fotografici preferisci?
Amo molto i reportage, soprattutto di paesi lontani come India, Africa, Australia, Nuova Zelanda, Paesi Arabi…
Mi piace sfogliare il National Geographic proprio per questo motivo, per osservare, ammirare e studiare ad esempio i magnigici servizi fotografici di Chris Johns, Robert Caputo, Peter Burian…
Un altro genere è quello creativo e ricercato, in cui in una fotografia si nota il tocco personale, ed unico (quindi originale ed irripetibile) di un dato fotografo, che denota la sua voglia di rompere gli schemi, di inventare, trovare, e soprattutto realizzare!
Mi affascinano molto anche i ritratti: un sorriso, uno sguardo, una smorfia, un gesto, una posa involontaria…perché spesso sono più espressivi, “trasudano di vita realmente vissuta”, molto più di altre foto.
Un’ultima domanda: pensi che il digitale ha soppiantato la pellicola?
E’ una domanda che credo tormenti, o comunque interessi chiunque si trovi coinvolto nel mondo della fotografia, ed in particolare chi ha provato entrambi i sistemi.
Secondo il mio punto di vista è importante portare avanti sia la pellicola, che il digitale; è bello scoprire, è gratificante avere risultati diversi con tecniche opposte.
Credo che l’uso del digitale aumenterà in particolare nel settore pubblicitario, per questioni di comodità; ma sono quasi convinta che chi apprezza l’artigianalità di un prodotto artistico come la pellicola, rimarrà legato al negativo/analogico ancora a lungo.
Il digitale ha certamente numerosi vantaggi: permette di vedere lo scatto ancora prima di scattare, permette di trasferire velocemente e facilmente le immagini da una fonte all’altra, di spedirle, di ritoccarle…
La pellicola è più “cruda e reale”, quindi più schietta verso il fotografo, il quale, sia in veste di professionista che di fotoamatore, si sente maggiormente stimolato a curare ogni minimo dettaglio ancora prima dello scatto, aumentando così l’attenzione e la scrupolosità nell’osservare e nel preparare la macchina prima dello scatto.
                      
Roma 20/11/05 Stefano Fedele