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2,8 GX
la forza di un'idea
Ci sono
in tutti i campi del pensiero, della scienza e delle attività umane,
invenzioni, intuizioni e frutti della creatività talmente validi e
brillanti, da aver determinato il corso di tutta la storia umana seguente.
E' difficile immaginare la nostra vita, senza cose che ci sembrano ora
ovvie e scontate. Senza tirare in ballo i soliti argomenti sulla ruota o
sulla mela di Newton, proviamo a immaginare il mondo senza elettricità o
senza motore a scoppio, qualcuno dirà, anche a ragione aggiungiamo noi,
che la storia umana avrebbe avuto semplicemente un altro corso. Vero
diciamo noi, ma il fatto che queste scoperte non siano rimaste in qualche
polveroso laboratorio, come tante altre, vuol dire che ebbero una loro
forza dirompente, tale da imporle.
In fotografia, altra scoperta epocale, ci sono concetti che ebbero in
comune con quelli appena citati, la forza dirompente per imporsi, al punto
da rimanere validi dopo vari decenni. Uno di questi è sicuramente la
Rolleiflex 2,8 GX, la dimostrazione inoppugnabile che anche in fotografia
"le buone idee non invecchiano mai", il virgolettato sta a
significare che la frase, riferita a questa immortale fotocamera, proviene
dalla sua stessa casa produttrice, la tedesca Rollei.

Uno
spaccato della Rolleiflex 2,8 in cui sono evidenziati i percorsi della
luce e i due obiettivi sovrapposti, in basso quello di ripresa e sopra
quello di visione, con uno specchio e uno schermo visibili dal pozzetto di
mira.
STORIA
E MITO
Successivamente alla storica Rolleiflex Automat, che nel 1937 vinse il
"Grand Prix" all'esposizione mondiale di Parigi, seguirono la
3,5 Standard e l'economica Rolleicord, che ebbero il merito di imporre il
concetto di TLR Twin Lens Reflex, o biottica per dirla all'italiana.
L'industria fotografica adottò il concetto di fotocamera a doppio
obiettivo, uno per la visione reflex, l'altro per la ripresa, come
standard universale per la fotografia professionale.
Nel secondo dopoguerra la Rolleiflex, partendo da questa base tecnologica
di cui fu artefice, pensò di affinarla ulteriormente con l'adozione di un
sofisticato obiettivo, il Carl Zeiss Jena 2.8f 80 mm, nacque così la
fotocamera che tutt'ora, insieme al suo utilizzatore storico, il
fotoreporter, è un'icona del fotogiornalismo: Rolleiflex 2,8.
La 2,8 A fu la prima versione, destinata essenzialmente al ricco mercato
americano, semplicemente perchè alla fine degli anni '40 era troppo
costosa per la disastrata Europa. L'obiettivo f2,8 Tessar era stato creato
per la non nata, in seguito alla II Guerra Mondiale, Zeiss Ikon Ikoflex.
Questi obiettivi erano all'epoca della guerra famosi anche fra gli
alleati, al punto da essere coperti da segreto militare, il rivestimento
delle lenti al tantalio, gli assicurava prestazioni ottiche impensabili,
per tutti i costruttori non tedeschi.

Lo Zeiss
Planar f2,8 successore del Tessar, è ancora oggi il pregevole obiettivo
di ripresa sulla 2,8 GX, è prodotto su licenza Zeiss.
La
Franke & Heidecke, li acquistò per montarli sulla nuova Rolleiflex
2,8 A, ma poi per ragioni di scarsa affidabilità del processo industriale
prebellico, dovette sostituirli con i nuovi Opton Tessar di Oberkochen, di
pari apertura massima e focale. Nonostante questo, per i collezionisti è
più ambita una 2,8 A con obiettivo Carl Zeiss, piuttosto che la
successiva versione.
Seguirono negli anni '50 innumerevoli versioni, alcune delle quali
denominate con numeri romani, seguiti da lettere per le sub versioni, come
le Va e Vb, seguirono altre versioni denominate con lettere A, B, C. Per i
collezionisti si tratta di un vero ginepraio inestricabile di date e
modelli.
Il modello più evoluto di questa classica TLR fu la 2,8 F, dotata di
esposimetro al selenio montato sul frontale esterno, accoppiato
meccanicamente al diaframma, fu prodotta fino al 1981 e dopo questa data
seguirono alcune edizioni speciali.
Nel 1980 fu la volta della Rolleiflex 2,8 FX, per limitare i costi di
produzione fu semplificato il sistema di caricamento e trascinamento della
pellicola, con l'introduzione di un riferimento in rosso sulla pellicola,
da far coincidere con una tacca rossa sulla fotocamera, per posizionare il
primo fotogramma. Altra innovazione importante fu l'esposimetro TTL e la
gestione TTL flash. Ma il cambiamento più significativo (e doloroso, in
quanto dettato da esigenze economiche), fu la variante Model 2 con
l'abbandono del pregiato otturatore Syncro-Compur, sostituito da un più
economico otturatore giapponese.

Una bella
immagine di una delle ultime versioni della Rolleiflex la 2.8 FX, negli
anni le modifiche sono state limitate ai dettagli, essendo il concetto
costruttivo talmente valido, da non aver bisogno di particolari modifiche CLIC
SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA
I LINK
ROLLEIFLEX E LE GALLERIE FOTOGRAFICHE
I siti ALTAIR
e ROLLEI CLUB ITALIA
sono risorse preziose per capire meglio il mondo Rolleiflex, con gallerie
fotografiche e articoli di rilevanza tecnica, storica e collezionistica.
ALTAIR
- gallerie fotografiche Rolleiflex
ROLLEI CLUB
ITALIA - tecnica e storia delle Rolleiflex
ROLLEIFLEX - un'epopea
lunga 80 anni |
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ROLLEIFLEX
2,8 GX - L'ULTIMA DELLA NOBILE STIRPE
La 2,8 GX è da
considerare a tutti gli effetti una edizione speciale della storica
Rolleiflex, le cromature dei particolari, degli angoli e del pozzetto, il
rivestimento in pelle di coccodrillo e il logo Rolleiflex con grafica ante
guerra, ne fanno un prestigioso oggetto di culto collezionistico. Dall'
Aprile 2002 questo gioiello che fa anche fotografie, insieme alla Baby
(una sfiziosa Rolleiflex in miniatura), è l'unica vera Rolleiflex
sopravvissuta, a testimonianza del fatto che "le buone idee non
invecchiano mai".
Questa fotocamera è la sintesi della fotografia professionale, dal
dopoguerra alla fine degli anni sessanta, al punto che il fotoreporter con
la Rolleiflex biottica sopra la testa, per puntare il soggetto anche fra
una folla di colleghi, è diventata un'icona del fotogiornalismo, i
paparazzi della dolce vita romana di felliniana memoria furono
emblematici, rimanendo nella storia e nella leggenda di quel particolare
momento storico e di costume, insieme alle loro biottiche.

L'ultima
versione della gloriosa Rolleiflex è la 2,8 GX, in questa fotocamera che
è una replica delle famose biottiche tedesche, l'unica concessione
all'elettronica sono l'esposimetro e la gestione TTL flash, il resto è
meccanica di precisione e pregevoli ottiche su licenza Zeiss, Planar 80mm
f2,8 CLIC
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La
caratteristica peculiare della 2,8 GX, al pari di tutte le sue antenate,
è il pozzetto di mira che porta alla postura del fotografo in ripresa,
con la fotocamera tenuta sul fondello con le due mani e appoggiata allo
sterno, lo sguardo verso il basso a controllare l'inquadratura. Per noi
fotografi abituati alle reflex mono obiettivo, potrebbe sembrare
innaturale e scomoda, invece l'estrema brillantezza dell'immagine
inquadrata, l'assenza del black out al momento dello scatto e la
silenziosità (lo specchio non si ribalta), ne fanno uno strumento
fotografico perfetto per tutte le occasioni, salvo la fotografia d'azione
dove le reflex SLR hanno un'indubbio vantaggio.
Le pellicole impiegate sono i rulli 120 e 220 con pellicola larga 6 cm e
lunga circa 80 cm, il formato del fotogramma è il classico 6X6, con cui
si possono scattare 12 fotografie.
La classica manovella sul lato destro con un giro in avanti fa avanzare la
pellicola, seguito da un giro indietro che carica l'otturatore, risultano
così semplificate le doppie esposizioni. Le due manopole sul frontale
affiancate agli obiettivi, sono un'altra delle soluzioni originali di
questa fotocamera, servono alla regolazione dei tempi e dei diaframmi, che
vengono visualizzati su una finestrella alla sommità della piastra
portaobiettivi, a portata di sguardo.

La vista
dall'alto, la luminosità dell'inquadratura nel pozzetto di mira è uno
dei cavalli di battaglia di queste fotocamere (questa è una nostra
elaborazione dall'originale sul sito ALTAIR
) la grossa manopola sulla sinistra è per la messa a fuoco, la
finestrella in alto mostra i diaframmi e i tempi impostati CLIC
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Una
grossa manopola sul fianco sinistro della fotocamera, regola la
focheggiatura, con chiare indicazioni delle distanze (in bianco quelle in
metri), e della profondità di campo in base al diaframma impostato, con
tacche gialle di riferimento.
Sempre sul fianco sinistro c'è la manopola di regolazione della
sensibilità pellicola, da 25 a 6400 ISO e la slitta flash per
lampeggiatori dedicati SCA300.
La lettura dell'esposizione è TTL con prevalenza della zona centrale e la
gestione del flash dedicato è anch'essa TTL con misurazione sul piano
della pellicola, l'unico dispendio di energia delle batterie viene da
questi componenti, essendo il resto delle funzioni totalmente meccanico.
L'obiettivo di visione è un Heidosmat 80 mm f2.8, mentre quello di
ripresa è un pregevole Planar 80 mm f2,8 che la Rollei produce su licenza
Zeiss.
L'otturatore è il classico Syncro-Compur meccanico e centrale, con tempi
da 1/500 a posa B, come per tutti gli otturatori di questo tipo la
sincronizzazione flash è su tutti i tempi.

LE
VERSIONI SPECIALI DELLA ROLLEIFLEX 2,8 FX
Negli anni si sono
succedute varie versioni speciali della Rolleiflex 2,8 FX, il modello
precedente la GX, vere opere d'arte per fare fotografie, con finiture che
impreziosiscono ulteriormente un oggetto nato per sfidare il tempo, queste
immagini delle Rolleiflex speciali, le pubblichiamo su gentile concessione
di Roberto Mirandola, appassionato fotografo e collezionista al pari di
Altair, l'autore dell'immagine nel pozzetto di mira della 2,8 GX (in realtà
scattata con una Rolleicord).
Per accedere alla galleria delle Rolleiflex 2,8 FX speciali, fate clic
sull'immagine della splendida ROYAL sotto.

La
Rolleiflex 2,8 FX Royal è una delle tante versioni speciali della 2,8 FX,
per vedere le altre fate CLIC
SULL'IMMAGINE
La
Rolleiflex 2,8 GX è una fotocamera per chi sa apprezzare la fotografia
allo stato puro, dove la meccanica e la proverbiale affidabilità, sono
affiancate da prestazioni ottiche senza compromessi e da un sistema
fotografico come il TLR, che è il massimo per chi vuole fare fotografia
ai massimi livelli qualitativi e creativi. Il mercato ora è fagocitato da
automatismi ed elettronica, la 2,8 GX ha preso il meglio di queste
prerogative offerte dall'elettronica, ma tutto il bello e il meglio della
meccanica e dell'ottica made in Germany, sono ancora li a deliziare chi sa
apprezzare, il valore delle buone idee che non invecchiano mai.


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